Pescara . "Nel decreto di Valutazione Ambientale, c'è scritto che la ditta dovrà presentare l'analisi del rischio, dopo la valutazione di impatto ambientale, cioè gli hanno dato l'autorizzazione a di impatto ambientale ,ossia prima l'ok per l'autorizzazione e poi la ditta Rochopper dovrà presentare la valutazione del rischio al Ministero[GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVENTO DI AUGUSTO DE SANCTIS ]


Provate ad immaginare un attentato terroristico ai danni di una raffineria petrolifera a pochi dalla costa Adriatica ( e dal Parco ), un mare chiuso per definizione, avete mai pensato a cosa accadrebbe alla città Adriatiche ? Forse è impossibile immaginare il danno e certamente non può essere la strategia del terrore a fermare il progresso, ma più di altri ragionamenti la paura delle conseguenze dovrebbe quantomeno farci riflettere anche su questo aspetto.

Una raffineria di petrolio galleggiante con la nave raffineria più grande dell'adriatico ( 337 metri ,come quella che nel 2011 ha sversato 40 mila barili nel mare della Nigeria ) di fronte una costa popolatissima è un fattore di rischio concreto per la salute oltre che un obiettivo per chi volesse colpire, siamo certi che i sistemi di sicurezza saranno stati studiati per ogni evenienza, ma sicuramente anche la centrale atomica di Fukushima avrà avuto le sue efficientissime procedure di sicurezza, eppure ha messo in ginocchio il Giappone, aveva sistemi di sicurezza anche Chernobyl eppure sappiamo com'è andata a finire, e sarà stato così per tutti i grandi disastri ambientali che finora ci hanno colpiti,

Restando in tema petrolio non possiamo dimenticare il disatro di  Deepwater Horizon in Messico con il conseguente riversamento in mare di circa 780 milioni di litri di petrolio che per sempre condizioneranno quel mare estremamente  più aperto e profondo del nostro (17 miliardi di danni e pesca vietata da anni).

In nessuno di questi casi c'è stato un attacco terroristico dietro le sciagure, noi speriamo mai nessun terrorista metta piede nella nostra regione, ma i tremendi accadimenti di Parigi fanno capire che in Europa non sempre è possibile fermare la violenza dei gruppi legati all' Isis o ad Al Quaeda.

Sperando che Ombrina Mare non si faccia, e augurandoci che mai nessun disastro ecologico colpisca i nostri mari, siamo certi che, nel malaugurato caso, che neanche volgiamo nominare qualcosa andasse storto, non saranno le parole di cordoglio della politica o un hastag a salvarci.