Pescara . Il Governo non ama l'Abruzzo, o meglio, non tiene assolutamente conto della volontà popolare largamente di maggioranza ( praticamente unanimità ) che vedono come fumo ( nero ) negli occhi il progetto di estrazione petrolifera Ombrina Mare 2 della Rockhopper Italia.

A nulla sono servite, fino ad ora le proteste degli abruzzesi, anche dei sindaci del Partito Democratico, lo stesso partito al governo, anche ieri i Deputati della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati della maggioranza che sostiene il Governo Renzi hanno bocciato oggi gli emendamenti che ripristinavano il limite di 12 miglia per le trivellazioni petrolifere in particolare nei tratti marini italiani prospicienti i parchi e le riserve naturali.

Duro il commento del Deputato S.E.L. Gianni Melilla, uno dei firmatari degli emendamenti, dalla sua pag Facebook :

"In Abruzzo sarebbe stato fermato il progetto Ombrina con 6 pozzi e una grande nave-raffineria lunga 300 metri a poche miglie dal parco nazionale della costa teatina,... di fronte ai trabocchi del tratto più bello della costa adriatica e abruzzese in particolare,
la maggioranza renziana non ha tenuto in nessuna considerazione l'opinione espressa dalle 60 mila persone che hanno sfilato qualche mese fa a Lanciano e l'invito che ci era stato rivolto dalle associazioni ambientaliste qualche giorno fa a Pescara,
Renzi quando va a Parigi fa l'ambientalista che si batte contro il riscaldamento della Terra, ma a Roma sceglie la politica energetica dei combustibili fossili che sono i primi colpevoli dei cambiamenti climatici"



Se il Governo, come è probabile, porrà il voto di fiducia sulla legge di stabilità, decadranno tutti gli emendamenti e l'Adriatico sarà ancora di più terreno di conquista per i petrolieri.

C'è ancora da giocarsi la carta del referendum, che potrebbe mettere in dubbio l'intera strategia economica del paese, forse ma il tempo è pochissimo.