Faccia a faccia con Lacerenza Ruggero, l'agente Fifa termolese che, nonostante la sua giovane età, ha già collezionato diversi trasferimenti in tutto il mondo. Lacerenza Ruggero è nato il 25.09.1987 a Termoli (CB). Inizia la sua professione come Agente Fifa nel 2011, da giovanissimo, all'età di 24 anni. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio ed approfondire il suo lavoro.

Com'è iniziata questa sua avventura?

Tutto ebbe inizio nel settembre del 2011 dopo aver superato l'esame di abilitazione. In passato si poteva sostenere 2 volte l'anno a Roma. L'esame consisteva in 20 quesiti, molto complessi. Per avere l'idoneità bisognava conseguire un punteggio minimo di 14/20; io riuscii ad ottenere un punteggio di 18/20. L'esito positivo dell'esame mi permise l'iscrizione all'albo. Attualmente c'è un registro provvisorio per gli Agenti Fifa, in quanto è stato eliminato il test di ingresso, anche se credo che verrà reintrodotto già dal prossimo anno.

 
In cosa consiste il suo lavoro?

Il mio lavoro consiste specificatamente nell'assistenza economico-contrattuale di calciatori professionisti. Diversa è la questione in merito ai dilettanti in quanto si tratta unicamente di consulenze (non è prevista la nostra figura all'interno del mondo dilettantistico). Inizialmente mi sono occupato dei campionati minori come la Lega Pro e le serie inferiori estere. Con il tempo e tanto lavoro, con l'esperienza acquisita sul campo, con i risultati ma anche grazie alle tante delusioni e gli errori commessi, sono riuscito ad emergere e a crearmi il mio "giro" di atleti, club e soprattutto di osservatori e scout che collaborano o lavorano insieme a me.


Ci può raccontare di qualche trattativa o fare dei nomi di qualche suo assistito?

In questi anni sono riuscito a concludere diverse trattative importanti. Alcuni dei nomi più importanti, per ora, sono Isaac Cuenca, prodotto della cantera del Barcellona che ho trasferito prima in Turchia e poi in Israele; Maor Buzaglo, uno dei primi tra i top giovani atleti israeliani a militare nel campionato belga; Lasse Schone giocatore dell'Ajax, Tamas Kadar nazionale ungherese ora in forza alla Dinamo Kiev.

Oltre a queste trattative portate a termine, spesso ci si trova a lavorare con dei mandati (ovvero, l'agenzia di procura si affida ad un agente esterno per poter sistemare i propri atleti), e tutto ciò è accaduto per i vari; Roland Varga (nazionale ungherese), Stephane Mbia (ex Siviglia) e diversi altri.

 

Ti muovi molto per il tuo lavoro?

Il mio lavoro è molto concentrato su spostamenti geografici, consulenze, incontri e ovviamente rapporti lavorativi che spesso possono trasformarsi in vere e proprie amicizie, magari durature. 


Come si trova con il calcio italiano?

Può sembrare strano ma non lavoro molto con il calcio italiano, a parte qualche trasferimento spot e qualche giovane. Da parte mia c'è sempre stata la voglia di inserirmi in contesti più vicini, sia a livello umano che geografico, ma le difficoltà spesso sembrano raddoppiare piuttosto che diminuire. Eppure, vivendo in Molise, ho sulla zona diverse realtà interessanti tra cui: Pescara, Benevento, Campobasso, Teramo e diverse altre.


Quali sono i suoi obiettivi futuri?

Magari in futuro, cercherò di essere più presente anche su questo territorio, attraverso l'inserimento di nuovi collaboratori e stabilendo migliori contatti con i club locali ma di certo è un obiettivo futuro.


Come giudica questa realtà?

Il lavoro del procuratore di calciatori è molto particolare, difficile, pieno di insidie e soprattutto non è un settore dove è facile emergere in giovane età. Il mio intento è anche quello di preservare il buon lavoro fatto in nazioni estere ma anche di valorizzare ciò che abbiamo in Italia in maniera più forte e decisa.

 

Ciò che ci ha più stupito di Ruggero Lacerenza è che, nonostante la sua giovane età, abbia acquisito una così tanta esperienza sia a livello nazionale che all'estero. L'amore per questo lavoro, l'età che è dalla sua parte, le ambizioni mostrate, le indubbie capacità mostrate sin dagli arbori della sua carriera, ci porta a dire che sentiremo parlare ancora molto spesso di lui. E considerando ciò che ci ha confessato nella nostra intervista, possiamo dire che ne sentiremo ancor più parlare in merito ai trasferimenti locali e, più in generale, quelli inerenti al calcio italiano.