Trading: Le cryptovalute causano più danni che benefici?

Foto dell'autore

By Giuseppe Scarpa

Trading: Le cryptovalute causano più danni che benefici?

LA BANCA CENTRALE EUROPEA CONTRO LE CRYPTO, SECONDO LA B.C.E. LE CRYPTOVALUTE HANNO CAUSATO PIU’ DANNI CHE BENEFICI” SIETE D’ACCORDO?

La 22 esima edizione della è stata l’occasione per intervistare Fabio Panetta, del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea.

Inutile specificare che l’intervista a Fabio Panetta, nell’ambito di una riunione di banchieri, ha avuto come tema principale quello del denaro, di come guadagnare soldi.

Fabio Panetta è tornato a parlare di Cryptovalute. Il manager dellla Banca Centrale Europea, si è dimostrato scettico e ha criticato l’industria delle Crypto e le Istituzioni Europee che le stanno promuovendo, favorendole con una serie di leggi ad hoc.

Le Cryptovalute hanno creato più danni che benefici? Secondo Panetta, l’uso che in questi anni si sta facendo delle crypto è sbagliato e oltremodo dannoso. “I danni causati dall’uso delle cryptovalute superebbero i benefici” secondo Panetta.

Le crypto associate al gioco d’azzardo. Addirittura questo parallelo non ce lo aspettavamo, addirittura il membro della B.C.E. per tutelare i consumatori, avrebbe invocato una serie di leggi simili a quelle che regolano il gioco d’azzardo. Come se per guadagnare soldi ci si dovesse per forza affidare alla fortuna e non alla competenza.

Le cryptovalute per non pagare le tasse. Secondo il membro della B.C.E. un’altro dei danni causati dall’errato uso delle crypto è il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Sono pochi infatti i controlli e le soluzioni, a livello globale, per contrastare questi illeciti.

L’antitodoto delle CBDC ovvero le Crypto buone, quella della Banca Centrale Europea, parenti strette delle Criptovalute, ma emessa dalle Banche Centrali:

“Le banche centrali stanno innovando per fornire un’ancora di stabilità che mantenga la fiducia in tutte le forme di denaro nell’era digitale Una valuta digitale della banca centrale sosterrebbe l’unicità del denaro e proteggerebbe la sovranità monetaria, integrando il contante”.