Rai furiosa con Claudio Lippi, cacciato prima ancora di cominciare

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By Giuseppe Scarpa

Rai furiosa con Claudio Lippi, cacciato prima ancora di cominciare

Ha partecipato ad un piccolo Tour a Montecitorio  accompagnato dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini e ha pensato male, malissimo di mettersi a sparare a zero contro il collega Fabio Fazio, la giornalista Lucia Annunziata e l’ex direttore Coletta.

“Meno gay, basta Fazio e Annunziata” Fatali per Claudio Lippi le affermazioni omofobe e le critiche oltremodo velenose nei confronti di Fazio e Annunziata, di fatto messi alla porta in Rai dal nuovo corso “Meloniano”, tanto da infastidire i vertici Rai al punto tale che, se il noto presentatore aveva delle speranze di essere messo sotto contratto dalla tv di Stato, dopo il duro attacco di questi giorni, queste sono ormai ridotte al lumicino.

“Fazio e Littizzetto? Se ne sono andati loro. Fazio ha raccontato bugie, dicendo che la pubblicità faceva incassare il triplo di quanto costava il programma. Ma se costava 450 mila euro a puntata, incassava 1 milione e 200 mila di pubblicità? ma dai…”. Per Lippi “è stato un farabutto Fazio: lui e la sua sorellina avevano già pronto un contratto milionario con Discovery. Ma sa che c’è? Basta pigiare il Nove sul telecomando per vederli ancora, qual è il problema?”.

Ce ne è anche per Lucia Annunziata: “Propaganda, ‘kultura’ con la k. Ora basta. L’ha vista l’intervista alla ministra Roccella? Cattiva, aggressiva. Non è Rai quella”.

“La Rai del futuro? Serve un linguaggio popolare. Giorgia, non mi fraintenda, è una ‘popolana di Garbatella’. Ci ha vinto le elezioni parlando agli italiani e alle italiane. Serve quel linguaggio. Coletta, il direttore che per fortuna non c’è più, ha fatto lavorare gay e gaie solo per il motivo di esserlo. Tanti e tante che non avevano alcuna competenza, la Rai usata per fare coming out. Ma le pare? Allora anche noi etero dovremmo fare coming out, no?”

La Rai lo ha fatto fuori ancora prima di inziare. 

“Alcune affermazioni di Claudio Lippi riportate dagli organi di informazione sono lesive della reputazione della Rai e dei propri dirigenti. Pertanto è da escludere qualsiasi tipo di collaborazione con il conduttore”