Mare Adriatico inquinato, non in tutti i punti, ma la situazione non è affatto buona. Abbiamo già scritto delle analisi di Goletta Verde che hanno bocciato senza riserva 7 punti su 9 ispezionati da Alba Adriatica a Vasto. In quasi tutto il litorale invece le analisi dell' ARTA agenzia regionale di tutela ambientale sono meno drastici di quelli di Goletta Verde, ma, stando alle testimonianze di molti bagnanti la qualità delle nostre acque marine è scadente.

In particolare sembrano in aumento i casi di gastroenterite che starebbe colpendo molte persone, specialmente bambini, dopo aver fatto il bagno.

Tanti sono anche i casi di pruriti e pustole causati sempre dall'acqua marina inquinata.
Oggi una segnalazione anche per quanto riguarda l'impetigine un'infezione contagiosa dovuta a germi piogeni che colpisce specialmente i bambini piccoli  aggredendo gli strati superficiali della cute, volto e arti.

Secondo il pediatra la causa è lo stafilococco, molto probabilmente presente nell’acqua del mare e in parte anche sulla sabbia.

Ecco due consigli della dermatologa per cercare di passare questa estate indenni o quantomeno di limitare i danni.

"Le irritazioni cutanee che colpiscono con maggiore frequenza i bambini sono la tigna e l' impetigine, causati quasi sempre dal mix sabbia sporca, caldo e umidità. Mentre il fatto di bere acqua infetta può dare reazioni diverse, come l'orticaria" - spiega May El Hachem, responsabile della Dermatologia pediatrica dell'Ospedale Bambino Gesù -"Fare il bagno in acque inquinate" - continua l'esperta -"invece può provocare soprattutto irritazioni cutanee, arrossamenti, prurito e piccole pustole del tutto simili a mini-punture d'insetto, estremamente pruriginose. La cosa migliore è fare sempre la doccia con acqua pulita dopo il bagno in mare, e successivamente una volta a casa disinfettarsi poi con un detergente e creme emollienti.
Chiaramente bisogna specificare che lavarsi dopo non azzera il rischio di irritazioni e infezioni. Quando i sintomi si sono già manifestati e non si passano da soli entro 24 ore, è utile consultare il pediatra".