Il 17 aprile la parola passa agli italiani, che avranno tempo dalle 7 alle 23, presso il proprio seggio, per esprimere un parere. Affinché il referendum sia valido occorre che vada a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto , Pescara Web Tv è a favore del SI per eliminare le perforazioni nel mare Adriatico , ma qualunque sia la vostra opinione ricordate che votare è un dovere oltre che essere un diritto .

Pescara . Coerenza letale , potrebbe essere la definizione giusta per l' Abruzzo qualora il referendum abrogativo della norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo , inserita dal governo nello sblocca Italia , non raggiungesse il quorum . Già perchè la regione Abruzzo con un colpo di reni si era sfilata all'ultimo minuto dalla lista delle 10 regioni ( ora 9 ) che hanno promosso il referendum , vale a dire Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto accontentandosi di non veder realizzata la piattaforma Ombrina a 6 miglia dalla Costa dei Trabocchi .

Come se non bastasse il bastone tra le ruote dei no triv messo dal Partito Democratico che ha annunciato l'astensione , man mano che la fatidica data del referendum si avvicina , nasce e cresce l'inedito movimento " pro - triv " a favore delle trivelle .
Sbocciano in rete blog di sedicenti esperti di trivellazioni e politiche energetiche , fioriscono sulla stampa main stream articoli che illustrano pochissimi esempi positivi ( in sperduti angoli del globo ) legati alle estrazioni di idrocarburi in mare, ogni giorno compaiono quelli che , fino a ieri no-triv , no oil ecc , come folgorati sulla via di Damasco , pur non dichiarandosi apertamente favorevoli ai" petrol euro" , si convertono all'astensionismo , fino ad alcune associazioni femministe che attaccano il movimento abruzzese No Ombrina per via dello slogan " Trivella tua sorella "

E' il caso ad esempio del sito "non sprecare energia " mascherato da semplice blog , ma in realtà frutto del team di comunicazione di Matteo Renzi come si legge sul Fatto Quotidiano nell'articolo del giornalista Giordano Cardone Scacciavilani Referendum trivelle – I ‘pro Triv’, Claudio Velardi e le lobby fossili: chi paga? che condividiamo e invitiamo a leggere e di cui riportiamo uno stralcio:

un mistero non tanto piccolo e non così trascurabile. Vi si legge di come una delle realtà online più attive nella battaglia referendaria, in questo caso nella diffusione di contenuti pro-astensione, sia in realtà emanazione diretta di uomini e società molto vicine a Renzi. “Non sprecare energia” è un sito il cui dominio è stato registrato da Davide Bacarella, amministratore unico e azionista di minoranza di DotMedia, la società di comunicazione di fiducia di Matteo Renzi. Dotmedia segue il premier già dal 2009 ed ancora oggi è al suo fianco, avendo curato la comunicazione dell’ultima Leopolda.

Perchè il Partito Democratico invita all'astensione ? Tanto per cominciare il fatto che un partito politico di centrosinistra inviti gli elettori a non esprimere un parere è di per se un ossimoro politico deprecabile, l'unica spiegazione plausibile è che la posta in gioco sia talmente alta da preferire il non raggiungimento del quorum pur di non rischiare una sconfitta che potrebbe mettere in pericolo l'intera politica energetica del governo . Pensate se sulla scia di questo referendum altre regioni richiedessero altre votazioni ? 
E' vero che in Abruzzo sono molti gli esponenti politici Dem ad aver dichiarato la propria volontà di votare si il 17 aprile contro le trivellazioni in mare disobbedendo al partito, ma è pur vero che senza il partito di maggioranza della regione e della Nazione ,il movimento no triv perde molte risorse e leader e senza grandi manifestazioni e opere di sensibilizzazione, sarà senza dubbio molto più difficile portare alle urne quegli italiani che non vivono sulla costa . Ricordate che per essere valido il referendum deve raggiungere il quorum del 51% degli aventi diritto di tutta Italia , e sarà un problema.

Quali sono gli svantaggi per l'Abruzzo se il 17 aprile vincessero i no o il referendum non dovesse raggiungere il quorum ? Il danno sarebbe incalcolabile per l'immagine del settore turistico: internet pullula di articoli in cui si evidenziano tutte le problematiche legate alle piattaforme petrolifere di fronte alla nostra costa . Il turista che dovesse cercare informazioni sul mare della nostra regione capirebbe subito che più che mare per turisti il nostro si sarebbe tramutato in un distretto petrolifero .
Insieme alle pessime notizie sull'inquinamento siamo sicuri che non sarà una gran bella pubblicità , anzi , forse in tal caso, converrebbe issare direttamente bandiera bianca e puntare su altri tipi di economia . Sarebbe una scelta che potrebbe davvero cambiare il nostro Abruzzo .

E ai delfini chi ci pensa ? #maitradireidelfini è un hastag molto in voga tra i pescaresi negli ultimi tempi .Confermare una politica energetica basata sullo sfruttamento degli idrocarburi fossili significa trivellazioni in mare , senza mezze misure , vuol dire continuare con le esplorazioni invasive dell' Airgun e di conseguenza continuare ad assistere agli spiaggiamenti di cetacei sulle spiagge che da qualche anno continuano con regolarità . Tutti sappiamo che il delfino è un simbolo di pescara , ma chi non lo sapesse , si facess spiegare dai pescatori quanta sfortuna porti uccidere un delfino .