Sei in giardino con altre cinque persone, la sera d’estate, e le zanzare scelgono sempre te. Gli altri chiacchierano tranquilli, tu invece sei già alla terza pomata al mentolo. Non è una maledizione personale e non è neanche solo questione di fortuna: c’è una spiegazione biologica precisa dietro quella specie di calamita che sembri essere.
Perché alcune persone vengono punte più di altre
Partiamo da un chiarimento che in pochi fanno: a pungere sei solo le femmine, e lo fanno perché hanno bisogno delle proteine del sangue per produrre le uova. Il maschio si nutre di nettare e non ti tocca nemmeno. Quindi ogni volta che ti gratti un braccio, sai già chi ringraziare.
Il modo in cui una zanzara femmina ti individua a distanza è, prima di tutto, il tuo respiro. L’anidride carbonica che espiri funziona come un faro nella notte: le zanzare la percepiscono da diversi metri e la seguono per orientarsi verso di te. Chi ha un metabolismo più attivo, chi ha fatto sport o respira di più per corporatura, ne produce di più e diventa un bersaglio più facile.
Una volta che la zanzara si avvicina, entrano in gioco altri due segnali: il calore che il tuo corpo irradia e l’umidità della pelle, soprattutto se stai sudando. Sono indizi a corto raggio che confermano alla zanzara “qui c’è sangue caldo da succhiare”, e spiegano perché in un gruppo di amici tu, magari più accaldato o più in movimento, risulti il candidato preferito.
Quello che puoi fare stasera stessa è semplice: raffreddarti un attimo prima di uscire, evitare di arrivare all’aperitivo già sudato per la corsa contro il traffico, e tenere a portata un repellente. Non elimina il problema alla radice, perché il tuo respiro non lo puoi certo cambiare, ma alza la soglia che ti separa dall’essere il primo della lista.
Ma il respiro e il calore sono solo la superficie: ci sono altri segnali, più nascosti nella pelle e nel sudore, che rendono alcune persone delle vere calamite per zanzare, e altre invisibili.
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I segnali del corpo che le zanzare seguono
Il respiro e il calore ti fanno notare da lontano, ma è quello che succede sulla tua pelle a decidere se la zanzara si ferma proprio su di te o vola verso il vicino di sedia. Il sudore non è solo acqua e sale: contiene acido lattico, ammoniaca e altri composti che i batteri che vivono naturalmente sulla tua pelle trasformano in molecole volatili, quelle che compongono il tuo odore personale. Alcune persone, per motivi che dipendono dalla composizione della propria flora batterica cutanea più che dall’igiene, producono un mix di queste sostanze che risulta più riconoscibile e più invitante per l’olfatto di una zanzara femmina. È un po’ come se il tuo corpo mandasse un segnale radio più forte di quello degli altri, senza che tu ne abbia colpa o controllo diretto.
Questo spiega perché due persone sedute vicine, entrambe sudate e con lo stesso respiro affannato dopo una partita a beach volley, possano avere un destino diverso davanti alle zanzare: chi ospita sulla pelle una comunità batterica che produce più acido lattico o più composti simili diventa, agli occhi (o meglio, alle antenne) dell’insetto, il piatto più appetitoso del tavolo. Non è una teoria da prendere come certezza assoluta, ma è l’ipotesi che meglio spiega perché in una stessa famiglia, esposta agli stessi orari e agli stessi ambienti, ci sia sempre quel parente che si lamenta più di altri.
E qui arriva la parte più discussa di tutta la faccenda: quanto conta il sangue che hai nelle vene, e quanto invece è solo un mito che si tramanda da un’estate all’altra.
Gruppo sanguigno, alcol e abbigliamento, cosa dicono le osservazioni
Qui bisogna essere onesti: il legame tra gruppo sanguigno e punture è tra i temi più citati nelle conversazioni da giardino, ma i ricercatori non hanno trovato un accordo definitivo. Alcune osservazioni suggerirebbero una maggiore attrattività per chi appartiene a un certo gruppo, ma i risultati tra i vari studi sono contrastanti e il dato resta dibattuto, quindi va preso come un’indicazione condizionale e non come una regola.
Più concreto, anche se sempre da verificare con cautela, è il legame osservato tra consumo di alcol e attrattività per le zanzare: diverse osservazioni riportano che bere birra prima di stare all’aperto sembrerebbe aumentare le probabilità di essere punti, forse per l’effetto combinato di un metabolismo più attivo e di un aumento della temperatura corporea. Non è una sentenza scientifica definitiva, ma è un motivo in più per moderarsi durante le cene in giardino se sai già di essere un bersaglio abituale.
C’è poi la questione dei vestiti: i colori scuri sarebbero più facilmente individuabili dalle zanzare rispetto ai toni chiari, un dettaglio che spiegherebbe perché indossare una maglietta blu scuro o nera in una serata all’aperto ti renda più visibile rispetto a chi porta il bianco o il beige. Anche in gravidanza si osserverebbe un aumento delle punture, probabilmente legato a un metabolismo più intenso, quindi a maggiore anidride carbonica e calore emessi, anche se il dato non ha ancora una conferma scientifica univoca.
| Fattore | Effetto osservato | Puoi intervenire? |
|---|---|---|
| Anidride carbonica espirata | Segnale principale per individuare una persona a distanza | No, ma repellenti mascherano l’odore |
| Calore e umidità della pelle | Aumenta l’attrattività a corto raggio | Parzialmente, con abiti leggeri e freschi |
| Sudore e batteri cutanei | Composti che renderebbero l’odore più riconoscibile | Sì, doccia frequente in estate |
| Colore degli abiti | Il colore scuro sarebbe più visibile | Sì, scegliendo colori chiari |
| Alcol | Possibile aumento dell’attrattività | Sì, limitando il consumo all’aperto |
are il consumo di alcolici nelle serate all’aperto, soprattutto se sai già di essere tra i primi bersagli del gruppo.
Come ridurre le punture, cosa funziona
Arrivati a questo punto sai perché le zanzare ti scelgono. Resta la domanda pratica: cosa puoi fare, oltre a incrociare le dita? La prima risposta seria riguarda i repellenti, e qui non tutti i prodotti sono uguali. Il DEET resta il principio attivo di riferimento a livello internazionale, con un’efficacia che i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani riconoscono tra le più alte in assoluto contro zanzare e altri insetti pungenti. L’icaridina, meno aggressiva sull’olfatto e sulla pelle, offre una protezione paragonabile e viene spesso preferita da chi cerca un prodotto più leggero da usare ogni giorno. L’olio di eucalipto limone, di origine naturale, funziona ma con una durata di protezione più breve rispetto ai due principi attivi sintetici, quindi richiede applicazioni più frequenti se stai fuori per ore.
Il colore dei vestiti che indossi non è un dettaglio da sottovalutare: i toni scuri sembrerebbero più facilmente individuabili dalle zanzare rispetto a quelli chiari, probabilmente perché si stagliano meglio contro lo sfondo del paesaggio circostante durante il volo dell’insetto. Scegliere una camicia chiara per la cena in giardino non è solo una questione estetica.
Gli orari contano quanto l’abbigliamento. Le zanzare comuni, quelle del genere Culex che ronzano di notte, sono più attive dal tramonto in poi, mentre la zanzara tigre (Aedes), diffusa ormai in gran parte d’Italia, punge soprattutto nelle ore diurne, con picchi al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Sapere con quale specie hai a che fare nella tua zona ti permette di calibrare meglio quando applicare il repellente, invece di affidarti solo all’istinto della sera.
Un’ultima nota che riguarda la sicurezza, non solo il fastidio: nella maggior parte dei casi una puntura si risolve con gonfiore e prurito che passano in pochi giorni, ma se noti un’area che si estende rapidamente, febbre, difficoltà respiratorie o un gonfiore importante lontano dal punto della puntura, quella non è più una semplice reazione locale e serve una valutazione medica, perché può trattarsi di una reazione allergica più seria. L’Istituto Superiore di Sanità segue anche la diffusione di specie di zanzare come vettori di malattie, un aspetto che va oltre il semplice prurito estivo e riguarda la sorveglianza sanitaria del territorio.
| Fattore | Effetto osservato | Puoi intervenire? |
|---|---|---|
| Anidride carbonica espirata | Segnale principale per individuare una persona a distanza | No, ma repellenti mascherano l’odore |
| Calore e umidità della pelle | Aumenta l’attrattività a corto raggio | Parzialmente, con abiti leggeri e freschi |
| Sudore e batteri cutanei | Composti che renderebbero l’odore più riconoscibile | Sì, doccia frequente in estate |
| Colore degli abiti | Il colore scuro sarebbe più visibile | Sì, scegliendo colori chiari |
| Alcol | Possibile aumento dell’attrattività | Sì, limitando il consumo all’aperto |
- Il gruppo sanguigno influisce su quanto si viene punti? È un’ipotesi diffusa ma non confermata in modo definitivo: gli studi scientifici sul tema danno risultati contrastanti, quindi va considerata solo un’indicazione condizionale.
- Bere alcolici prima di stare all’aperto aumenta il rischio di punture? Diversi osservatori riportano un possibile legame tra consumo di birra o alcol e maggiore attrattività per le zanzare, ma non esiste una conferma scientifica univoca; per prudenza è meglio limitarne il consumo nelle serate all’aperto.
- Indossare vestiti scuri fa venire punti di più? I colori scuri sembrerebbero più facilmente individuabili dalle zanzare rispetto a quelli chiari, quindi in ambienti a rischio è una precauzione utile scegliere abiti chiari, anche se non è una garanzia assoluta.
- In gravidanza si viene punti più spesso? Alcune osservazioni collegano l’aumento delle punture in gravidanza a un metabolismo più attivo, con più anidride carbonica e calore emessi, ma non è un dato scientificamente definitivo.