Zanzare, se ti scelgono sempre c’è una spiegazione precisa: ecco i fattori che ti rendono un bersaglio

Perché le zanzare pungono solo alcune persone

Sei seduto in giardino con altre tre persone, tutte tranquille, e tu sei l’unico che si gratta da mezz’ora. Non è una maledizione personale e non è nemmeno il caso: le zanzare scelgono chi pungere seguendo segnali chimici precisi, che alcuni corpi emettono più di altri.

Il primo segnale, quello che le guida da lontano anche a diversi metri di distanza, è l’anidride carbonica che espiriamo. Chi ha un metabolismo più attivo, chi è più corpulento o chi respira di più (dopo una corsa, per esempio) ne produce una quantità maggiore, e diventa un bersaglio più facile da individuare nel buio. A questo si aggiunge il calore corporeo: una temperatura della pelle più alta, come capita dopo l’attività fisica o durante la gravidanza, rende una persona ancora più visibile a questi insetti.

Poi c’è l’odore della pelle, che dipende dalla composizione del microbiota cutaneo, cioè l’insieme dei batteri che vivono sulla nostra pelle e che producono sostanze come l’acido lattico. Due persone possono lavarsi con lo stesso sapone e uscire con un “profumo batterico” completamente diverso agli occhi (o meglio, alle antenne) di una zanzara.

Se ti stai chiedendo se conti anche il gruppo sanguigno o un bicchiere di birra bevuto prima di uscire, la risposta onesta è: forse, ma con le pinze. Alcuni studi indicano una possibile maggiore attrattività per chi ha gruppo 0, e altri collegano il consumo di alcol a un aumento delle punture, ma si tratta di indicazioni non definitive, non di regole scientifiche solide come quelle su CO2 e temperatura corporea.

Cosa puoi fare stasera, in pratica? Punta su quello che conta: un repellente efficace applicato sulla pelle scoperta, abiti che coprano braccia e gambe (meglio se chiari, perché il colore scuro rende più facile individuarti a distanza ravvicinata), e magari evita di piazzarti proprio sottovento rispetto a chi in giardino sta facendo attività fisica o ha appena finito di mangiare piccante. Sul mercato esistono diversi rimedi naturali e prodotti anti-zanzare che puoi valutare in base a quanto tempo passerai all’aperto.

Se le zanzare ti scelgono sempre, ecco cosa attira la loro attenzione.

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I fattori scientifici che ti rendono un bersaglio

Per capire come una zanzara ti individua nel buio di un giardino, bisogna guardare alle sue antenne. Lì si trovano i recettori olfattivi, organi sensibilissimi capaci di captare l’anidride carbonica anche a diversi metri di distanza e di distinguere, una volta più vicini, le singole molecole che compongono l’odore della pelle. Tra queste c’è l’octenolo, un composto presente nel sudore umano che funziona quasi come un faro chimico: più se ne produce, più la zanzara riesce a orientarsi verso quella persona specifica invece che verso chi le sta accanto. È un sistema di riconoscimento a più stadi, prima l’anidride carbonica per la ricerca a lunga distanza, poi il calore e infine gli odori della pelle per l’atterraggio di precisione.

Non tutte le zanzare, però, seguono le stesse regole. Le specie che pungono di più durante il giorno, come quelle del genere Aedes (le stesse responsabili della trasmissione di alcune arbovirosi in ambito urbano), tendono a privilegiare bersagli diversi rispetto alle specie più attive al crepuscolo, come quelle del genere Culex. Questa differenza spiega perché in certi giardini vieni punto soprattutto nel tardo pomeriggio, mentre in altri contesti il problema si presenta più a mezzogiorno: non è la stessa zanzara a decidere, ma popolazioni diverse con preferenze diverse.

C’è poi un capitolo che merita un chiarimento a parte, quello della gravidanza. Non è un caso isolato che le donne in gravidanza vengano punte più spesso: il corpo, in quella fase, produce più anidride carbonica del normale per sostenere il fabbisogno di ossigeno del feto, e la temperatura corporea tende a salire leggermente. Due segnali che si sommano, aumento di CO2 e aumento di calore, e che rendono una persona incinta più facile da individuare rispetto a chi le sta seduto accanto in giardino.

Perché solo le femmine pungono

Un dettaglio che in pochi conoscono, e che vale la pena chiarire una volta per tutte: a pungere sono solo le zanzare femmina. I maschi si nutrono di nettare e succhi vegetali e non hanno alcun interesse per la pelle umana. Le femmine, invece, hanno bisogno delle proteine contenute nel sangue per far maturare le uova: senza quel pasto di sangue, il ciclo riproduttivo si blocca. È una necessità biologica precisa, non un comportamento casuale, e spiega perché la puntura arriva sempre nello stesso identico modo, un prelievo mirato, seguito dal prurito che tutti conosciamo fin troppo bene.

Non è questione di sfortuna: è chimica del corpo.

È una necessità biologica precisa, non un capriccio, e infatti tutte le leggende che girano su cosa “attira” o “respinge” le zanzare andrebbero lette con lo stesso rigore: quello dei fatti verificabili, non delle abitudini tramandate in giardino da generazioni.

Aglio, banane e altre leggende da sfatare

Quante volte hai sentito dire che mangiare aglio tiene lontane le zanzare, o che le banane invece le attirano? Sono convinzioni diffusissime, ma non esistono prove scientifiche solide che colleghino questi alimenti a una minore o maggiore attrattività della tua pelle. Il motivo per cui certe persone continuano a giurarci è probabilmente lo stesso di sempre: un effetto placebo, unito al fatto che i fattori reali (anidride carbonica, temperatura corporea, composizione del microbiota) cambiano comunque di sera in sera, indipendentemente da cosa hai mangiato a pranzo. Se una sera mangi aglio e vieni punto di meno, è più probabile che quella sera avessi sudato meno o che il vento avesse portato altrove la tua nuvola di CO2, non che l’aglio abbia fatto qualcosa alla tua pelle.

Discorso simile per i vestiti scuri: qui l’osservazione ricorrente ha una base plausibile, perché a distanza ravvicinata le zanzare si orientano anche visivamente, e un colore scuro risalta di più su uno sfondo chiaro rispetto a una maglietta bianca o pastello. Non è un mito nel senso stretto, ma nemmeno una legge fisica: è un dettaglio che si somma agli altri, non che li sostituisce.

Cosa funziona, secondo le evidenze

Se l’obiettivo è ridurre le punture in modo concreto, la strada più efficace resta quella dei repellenti con principi attivi testati, applicati sulla pelle scoperta prima di uscire in giardino, insieme a qualche accorgimento ambientale (eliminare i ristagni d’acqua, che sono i luoghi dove le femmine depongono le uova). Per orientarti tra le diverse opzioni disponibili, può esserti utile consultare una guida ai rimedi naturali e ai prodotti anti-zanzare più diffusi, così da scegliere quello più adatto al tempo che passerai all’aperto e al tipo di pelle che hai.

Vale la pena ricordare, per inquadrare tutto il discorso, che le zanzare non ti scelgono per dispetto: il loro comportamento è il risultato di milioni di anni di evoluzione affinata su un solo obiettivo, individuare rapidamente una fonte di sangue prima che un predatore le noti o che il bersaglio si muova. I segnali chimici che il tuo corpo produce sono, ai loro occhi (o meglio, alle loro antenne), l’equivalente di un cartello luminoso in un parcheggio buio. Capire questo meccanismo non ti rende immune, ma ti permette almeno di sapere su cosa puoi intervenire e su cosa, invece, stai solo perdendo tempo.

  • È vero che le zanzare preferiscono un gruppo sanguigno specifico? Alcuni studi limitati indicano una possibile preferenza per il gruppo 0, ma non è una regola scientifica definitiva: altri fattori come CO2 e odore della pelle contano di più.
  • Bere alcol prima di uscire aumenta il rischio di essere punti? Alcune ricerche suggeriscono un legame tra consumo di birra e maggiore attrattività, ma i risultati non sono conclusivi: meglio non fare affidamento su questo come unico fattore.
  • I vestiti scuri attirano più zanzare? È un’osservazione ricorrente: gli abiti scuri risaltano di più visivamente rispetto a quelli chiari, rendendo la persona più facilmente individuabile a distanza ravvicinata.
  • Mangiare aglio o banane tiene lontane le zanzare? Non ci sono prove scientifiche solide che colleghino questi alimenti a una minore attrattività verso le zanzare: resta un mito popolare non confermato.

Fonti