WinRAR, puoi ancora usarlo gratis dopo 25 anni: ecco cosa cambia con il nuovo aggiornamento

WinRAR avrà un nuovo aggiornamento, cosa sappiamo

Quella finestrella gialla con l’omino che chiede di comprare la licenza la conosci da sempre. Se hai un PC da più di dieci anni, l’hai vista comparire ogni volta che aprivi un file .rar, l’hai chiusa con un clic e sei andato avanti come se niente fosse. Ecco, quella storia sta per avere un capitolo nuovo: WinRAR riceverà un aggiornamento, e la notizia arriva proprio mentre sempre più persone hanno iniziato a pagare quella licenza che per un quarto di secolo è sembrata più un suggerimento che un obbligo.

Partiamo da quello che è confermato: l’aggiornamento c’è, ed è collegato a un aumento delle persone che stanno acquistando la licenza. Quello che invece non è ancora chiaro, e va detto con onestà, sono i dettagli tecnici precisi: numero di versione, data di rilascio e novità specifiche del programma non risultano ancora ufficializzati nelle fonti disponibili. Quindi se ti aspetti già di sapere se cambierà l’interfaccia o se arriverà un nuovo algoritmo di compressione, la risposta oggi è che bisogna aspettare l’annuncio ufficiale di RARLAB, l’azienda (win.rar GmbH) che sviluppa il software fin dai tempi in cui fu creato da Eugen Roshal, nel lontano 1995.

Quello che invece possiamo spiegarti subito, e che in pochi raccontano bene, è perché questa notizia sia in realtà più curiosa di quanto sembri: WinRAR è uno dei rarissimi casi di software shareware, cioè a pagamento facoltativo, sopravvissuto quasi invariato per oltre 25 anni. Un modello che milioni di utenti hanno usato senza mai pagare un centesimo, legalmente in una zona grigia comoda per tutti, e che ora sembra iniziare a funzionare come era stato pensato fin dall’inizio.

Ma allora perché quel popup non ti ha mai fermato, e sei sicuro di non essere in torto se non hai mai pagato? La risposta sta nel meccanismo che ha reso WinRAR un caso più unico che raro nel mondo del software.

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Perché WinRAR non ti ha mai obbligato a pagare

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri, e proprio per questo ha ingannato milioni di persone per un quarto di secolo. Quando installi WinRAR parte un periodo di prova di 40 giorni: passato quel termine, il programma non si disattiva, non smette di aprire archivi, non ti blocca l’estrazione di un singolo file. Compare solo quella finestra che ti ricorda di acquistare la licenza, e resta lì, identica, ogni volta che lanci il software. Tecnicamente è una richiesta, non un divieto: WinRAR fa parte di quella categoria di shareware che si basa sulla fiducia dell’utente più che su un blocco tecnico vero e proprio, una scelta che RARLAB ha mantenuto fin dai tempi di Eugen Roshal e che nessun aggiornamento, vecchio o nuovo, ha mai cambiato. È una filosofia diversa rispetto ai software che oggi ti tagliano fuori dopo la prova gratuita: qui la barriera è psicologica, non informatica, e per questo tantissimi utenti hanno continuato a usarlo senza mai sentirsi fermati.

Sei tenuto a comprare la licenza? Cosa fare in pratica

Sul piano legale la risposta è sì: superati i 40 giorni, l’uso continuativo prevede l’acquisto della licenza, e ignorare quel popup non è propriamente in regola. Nella pratica, però, nessuno ti perseguirà per aver chiuso quella finestra per anni, perché il software stesso non applica alcuna restrizione tecnica che ti costringa a farlo. Detto questo, se usi WinRAR ogni giorno per lavoro, in un contesto aziendale o per gestire archivi di clienti, la questione cambia peso: lì la licenza smette di essere un dettaglio morale e diventa una voce di conformità vera, controllabile in caso di verifiche software. Per un uso personale saltuario, invece, il discorso resta quello di sempre: paghi se vuoi sostenere lo sviluppo, se ti serve assistenza tecnica diretta, o se quella finestrella dopo tanti anni ti sta un po’ antipatica. Con il nuovo aggiornamento in arrivo, prodotto proprio grazie a chi ha iniziato a pagare, la domanda diventa un’altra: conviene aspettare di vedere cosa cambia prima di decidere, o esistono già oggi strade diverse che ti tolgono il dubbio alla radice?

Ed è proprio qui che il confronto con le alternative gratuite diventa interessante, perché qualcuna di quelle rinuncia alla licenza a pagamento senza rinunciare quasi a nulla in termini di formati supportati.

Le alternative gratuite a WinRAR, a confronto

La differenza principale tra WinRAR e le alternative open source non sta tanto nella qualità della compressione, che resta simile per la maggior parte dei file, quanto nel rapporto con la licenza. 7-Zip, per esempio, apre e crea archivi .7z e .zip senza mai chiederti nulla, e legge anche i file .rar, anche se non può crearne di nuovi perché il formato .rar resta proprietà di RARLAB. PeaZip segue una logica simile, con un’interfaccia più curata dal punto di vista grafico e un supporto ancora più ampio di formati meno comuni, utile se lavori spesso con archivi provenienti da sistemi diversi. Nessuna delle due sostituisce del tutto WinRAR se hai bisogno di creare .rar da zero, ma per il novanta per cento degli usi quotidiani, aprire allegati, comprimere cartelle, estrarre file scaricati, coprono esattamente le stesse esigenze senza quella finestra che ti ricorda la licenza ogni volta.

Software Licenza Formati supportati
WinRAR Shareware (a pagamento facoltativo) .rar.zip.7z e altri
7-Zip Gratuito, open source .7z.zip.rar (solo estrazione)
PeaZip Gratuito, open source .zip.7z.rar (solo estrazione), altri

Se ti capita spesso di dover gestire archivi compressi e vuoi togliere ogni dubbio sulla licenza, vale la pena dare un’occhiata anche alla nostra guida alle migliori utility gratuite per il PC, dove trovi altri strumenti pensati proprio per chi vuole risolvere questi problemi senza spendere nulla.

Cosa significa per il futuro dei programmi “a offerta libera”

Il caso WinRAR racconta qualcosa che va oltre il singolo software: dimostra che un modello basato sulla fiducia dell’utente, senza blocchi tecnici, può reggere per decenni anche in un mercato dove la maggior parte dei programmi ti disattiva senza pietà allo scadere della prova. Che ora più persone paghino quella licenza, al punto da giustificare un nuovo aggiornamento, è un segnale che vale la pena osservare: significa che un modello economico basato sulla richiesta gentile, ripetuta ma mai imposta, può ancora funzionare anche nel software del 2026, in un’epoca dominata da abbonamenti obbligatori e account bloccati al primo giorno di ritardo nel pagamento.

  • Sono obbligato a pagare la licenza di WinRAR? Formalmente sì dopo i 40 giorni di prova, ma il programma non si blocca mai: il popup di reminder resta l’unico avviso, motivo per cui storicamente molti hanno continuato a usarlo senza pagare.
  • Cosa cambia con il nuovo aggiornamento di WinRAR? I dettagli tecnici precisi (versione, data, funzioni) non sono ancora confermati nelle fonti disponibili: vanno verificati al rilascio ufficiale.
  • Quali alternative gratuite a WinRAR esistono? 7-Zip e PeaZip sono open source e completamente gratuiti, con supporto per gli stessi formati compressi più diffusi, incluso .rar in lettura.