Vitalik Buterin attacca Cardano

Ormai tra Ethereum e Cardano sembra essere guerra aperta. I dissapori tra i due gruppi di sviluppatori sono praticamente all’ordine del giorno, come dimostra l’ultimo attacco di Vitalik Buterin. Il creatore di Ethereum, infatti, nel corso di una chiacchierata con il podcaster Lex Friedman, ha lanciato una frecciatina che non sarà passata inosservata a chi segue con attenzione lo spazio crittografico. Ha cioè affermato che il profondo rigore accademico è sopravvalutato.
Non è difficile collegare questa affermazione alla nomea che sin dall’inizio distingue Cardano, indicato da più parti come “la criptovaluta dei professori”. Derivante dal fatto che a seguire il progetto sono molti accademici di chiara fama.

Cosa ha detto Vitalik Buterin

La parole rilasciate da Buterin sono state caricate sul podcast nella giornata di venerdì e sembrano destinare a segnare una nuova fase di ostilità tra le controparti.
Secondo il cofondatore di Ethereum, ci sono progetti che si vantano di avere alle loro spalle prove accademiche in grado di sostanziarne l’efficacia. A differenza di quanto accade per Ethereum, il cui approccio è di tipo euristico. Ovvero di carattere pratico, giustificato dalla necessità di procedere con maggiore velocità verso gli obiettivi prefissati.
Un modus operandi molto diverso da quello di Cardano, quindi. Gli aggiornamenti di ADA, infatti, devono essere valutati e approvati con rigore da un comitato accademico, per poter entrare in funzione. Mentre nel caso di Ethereum l’approccio è di tipo più immediato e, soprattutto pratico. Con maggiori possibilità di errori, più o meno gravi.

Perché Buterin è a favore del modello euristico?

Lo stesso Buterin ha poi voluto puntualizzare i motivi che lo hanno indotto ad optare per l’euristica. Utilizzando in particolare l’esempio del mining egoistico di Bitcoin. Intendendo per tale quel processo di estrazione dei blocchi in cui i minatori tramano al fine di sottrarre i blocchi appena coniati alla blockchain pubblica, per poi rivelarli in seguito in una rete privata. All’interno della quale proprio la scarsità potrà sfociare in maggiori profitti per i fautori di questo modo di operare. Il quale, in effetti, non era stato previsto da Satoshi Nakamoto ed è stato identificato per la prima volta da due ricercatori della Cornell University, Emin Gün Sirer e Ittay Eyal, che lo hanno reso pubblico in un articolo del 2013. Ovvero quattro anni dopo il lancio di BTC.

La risposta di Charles Hoskinson

La risposta di Charles Hoskinson non si è fatta attendere, come era del resto preventivabile. Ed è arrivata sotto forma di un video registrato dalla sua camera d’albergo a Miami. Dove il fondatore di Cardano era in attesa di partecipare alla conferenza Bitcoin 2021.
Le affermazioni di Hoskinson non sembrano lasciare eccessivi dubbi sul destinatario. Il CEO di IOHK, infatti, ha dichiarato che il modo di portare avanti i processi decisionali all’interno dell’azienda sono improntati ad una maggiore maturità e responsabilità. In quanto pongono le basi affinché i sistemi varati funzionino effettivamente.
Aggiungendo che un procedimento basato sulla fretta potrebbe infine sfociare in un software “tragicamente e brutalmente difettoso”. Come è accaduto nel caso del Boeing 737, con la morte di ben 346 persone negli incidenti del 2018 e nel 2019. Dai quali si evince una duplice lezione: i difetti del software possono tramutarsi in conseguenze disastrose e la precisione è fondamentale nella progettazione tecnologica. Ora non resta che attendere i prossimi sviluppi di un dissidio sempre più profondo.

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