Sui sentieri del Gran Sasso, della Majella e delle colline interne la vipera c’è, e d’estate è attiva. Incontrarla è raro, essere morsi lo è ancora di più: quasi sempre succede quando qualcuno mette una mano dove non vede o calpesta l’animale senza accorgersene.
Quali vipere ci sono, e come si riconoscono
In Abruzzo la specie più diffusa è la vipera comune (Vipera aspis), presente dalla collina alla montagna. In quota, sui pascoli d’alta montagna, vive anche la vipera dell’Orsini, specie rara e protetta, molto meno pericolosa e schiva.
I segni che distinguono una vipera da un serpente innocuo, guardandola da lontano:
- Pupilla verticale, a fessura, contro quella rotonda dei colubri.
- Testa triangolare ben staccata dal collo.
- Corpo tozzo e corto, coda che si assottiglia bruscamente: raramente supera i 70-80 centimetri.
- Movimento lento. Il serpente lungo e veloce che scappa via è quasi sempre un biacco, del tutto innocuo.
Come si riconosce il morso
Il morso di vipera lascia due forellini distanziati, con dolore locale che aumenta, gonfiore che si estende nell’arco di minuti o ore, e talvolta colorazione bluastra. Un morso senza gonfiore progressivo, spesso, è un morso «a secco», senza inoculo di veleno. Ma non è chi viene morso a poterlo stabilire.
Cosa fare, in ordine
- Allontanarsi dall’animale e stare calmi: la corsa e l’agitazione accelerano la circolazione e la diffusione del veleno.
- Chiamare il 118 e dire dove ci si trova con la massima precisione possibile.
- Togliere subito anelli, braccialetti, orologi, scarpe strette dall’arto colpito: il gonfiore arriva in fretta.
- Immobilizzare l’arto come si fa con una frattura, tenendolo fermo e più in basso possibile rispetto al cuore.
- Bendaggio compressivo largo sopra la zona del morso, che rallenta la circolazione linfatica senza bloccare quella arteriosa: sotto la fascia deve passare un dito, e il polso a valle deve restare percepibile.
- Non camminare, se possibile: farsi portare o aspettare i soccorsi.
Cosa non fare mai
- Non incidere e non succhiare. Non toglie veleno e apre la ferita alle infezioni.
- Niente laccio emostatico stretto. Bloccare il sangue arterioso rischia di far perdere l’arto.
- Niente ghiaccio, alcol o sostanze aggressive sulla ferita.
- Niente siero antivipera fai da te. Va somministrato in ambiente ospedaliero, perché può provocare reazioni gravi.
- Non bere alcolici e non prendere farmaci senza indicazione medica.
Dove si va, in Abruzzo
Il riferimento è il 118, che indirizza al pronto soccorso più adatto: sulla costa gli ospedali di Pescara e Chieti, nell’interno Lanciano, Sulmona, L’Aquila, Teramo. Se sei su un sentiero, il soccorso alpino viene attivato dalla stessa chiamata. Comunicare quota, nome del sentiero e un punto di riferimento visibile fa risparmiare tempo prezioso.
Come non incontrarle
- Scarponi alti e pantaloni lunghi nei sentieri erbosi e nelle pietraie.
- Bastone davanti nell’erba alta: le vibrazioni le fanno allontanare prima che tu arrivi.
- Mai mettere le mani sotto i sassi, nelle fessure dei muretti a secco, dentro le cataste di legna.
- Attenzione nelle ore calde e sulle pietre esposte al sole, dove si scaldano.
- Cani al guinzaglio: i morsi ai cani sono più frequenti di quelli alle persone, e vanno trattati con la stessa urgenza dal veterinario.
Prima di partire, controlla sempre quali sentieri sono aperti e le condizioni in quota.
Un animale protetto
Le vipere sono specie protette e hanno un ruolo nell’equilibrio del bosco: controllano le popolazioni di roditori. Se ne incontri una, la cosa giusta è scansarla e proseguire. Ucciderla, oltre a essere vietato, è anche il modo più comune per farsi mordere.
Chi non è una vipera: i serpenti che si incontrano di più
Nella maggior parte degli avvistamenti in Abruzzo il serpente che si vede non è velenoso. I più comuni:
- Il biacco, nero o verdastro, lungo anche più di un metro e mezzo, velocissimo. È quello che attraversa la strada e sparisce. Morde se afferrato, ma non ha veleno.
- La biscia dal collare, legata all’acqua, con il caratteristico anello chiaro dietro la testa: nuota nei fiumi e nei laghi della regione.
- Il cervone, grande e tranquillo, ottimo predatore di roditori, protetto e del tutto innocuo.
- Il colubro liscio, piccolo e discreto, che viene scambiato per vipera più spesso di ogni altro.
La regola pratica: se è lungo, sottile e scappa in fretta, non è una vipera. Se è corto, tozzo e resta immobile fidando sulla mimetizzazione, allontanati.
Quando le vipere sono attive, ora per ora
La vipera è un animale a sangue freddo, quindi la sua attività segue la temperatura. In primavera e in autunno si scalda al sole nelle ore centrali, ed è allora che la si incontra su rocce, muretti e sentieri esposti. In piena estate, invece, evita il caldo del mezzogiorno e si muove al mattino presto e nel tardo pomeriggio.
Da novembre a marzo, in quota, è in latenza e non si vede. Chi cammina in montagna a fine inverno con giornate improvvisamente calde può però trovarla fuori: le prime giornate tiepide di marzo, sui versanti a sud, sono un momento da non sottovalutare.
Cosa mettere nello zaino, e cosa no
| Serve | Non serve |
|---|---|
| Bende elastiche larghe per il bendaggio compressivo | Siero antivipera, che va somministrato in ospedale |
| Telefono carico e batteria di riserva | Lacci emostatici e strumenti da incisione |
| Scarponi alti e pantaloni lunghi | Pompette aspiraveleno, di efficacia non dimostrata |
| Una mappa e la posizione del punto di partenza | Repellenti «antiserpente», che non funzionano |
La cosa più utile resta la più semplice: sapere dove si è. Una posizione precisa comunicata al 118 vale più di qualunque presidio nello zaino, soprattutto sui sentieri lunghi del massiccio della Majella, dove il soccorso deve raggiungerti.
Il ruolo delle vipere nell’ecosistema
Un adulto mangia decine di micromammiferi all’anno. In un territorio agricolo e boschivo come il nostro questo si traduce in un controllo diretto delle popolazioni di roditori, con effetti sulle colture e sulla circolazione di alcune malattie. La vipera dell’Orsini, in particolare, è una specie rara e protetta legata ai pascoli d’alta quota, e la sua sopravvivenza dipende dalla conservazione di quegli ambienti.
Sono anche animali soggetti a un pregiudizio tenace, che negli anni ha prodotto uccisioni sistematiche e leggende dure a morire, comprese quelle sui lanci di vipere dagli elicotteri, mai documentate da nessuna parte. Chi frequenta la montagna abruzzese incontra molto più spesso altri animali selvatici, e con gli stessi criteri: distanza, calma, nessun contatto.
Se il morso capita a un bambino
Le indicazioni sono le stesse degli adulti, ma con due differenze che contano: la quantità di veleno rispetto al peso corporeo è maggiore, quindi la valutazione medica è sempre necessaria, e la gestione dell’agitazione diventa parte del primo soccorso. Un bambino spaventato che corre e piange accelera la circolazione, che è esattamente quello che si vuole evitare.
La sequenza pratica: prenderlo in braccio e portarlo fuori dalla zona senza fargli usare l’arto colpito, chiamare il 118, togliere scarpe e indumenti stretti, tenerlo fermo e tranquillo, non dare da bere altro che acqua e non somministrare farmaci di propria iniziativa. Nei sentieri più isolati, la posizione precisa comunicata ai soccorsi vale più di qualunque altra manovra.
Domande frequenti
Come si riconosce una vipera?
Pupilla verticale, testa triangolare, corpo tozzo e corto, movimento lento. I serpenti lunghi e veloci sono in genere innocui.
Cosa fare subito dopo un morso?
Stare fermi, chiamare il 118, togliere anelli e oggetti stretti, immobilizzare l’arto e applicare un bendaggio compressivo largo, non un laccio.
Il siero antivipera si porta nello zaino?
No: va somministrato in ospedale, perché può causare reazioni gravi e richiede assistenza medica.
Il morso di vipera è mortale?
Nella grande maggioranza dei casi no, se si interviene correttamente. Le complicazioni riguardano soprattutto bambini, anziani e soggetti fragili.
Le vipere attaccano?
No, mordono per difesa quando vengono calpestate o disturbate. Se sentono arrivare qualcuno, si allontanano.
Cosa fare se morde il cane?
Portarlo subito dal veterinario tenendolo il più fermo possibile, senza incidere né applicare lacci.