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Eventi a L’Aquila, dal 9 all’11 ottobre puoi assaggiare i prodotti abruzzesi in piazza Duomo: cosa trovi e a che ora

Piazza Duomo diventa il mercato dell’Abruzzo, date e orari

Se vuoi riempire la borsa della spesa con roba abruzzese senza spostarti da L’Aquila, segna questo weekend: da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026 piazza Duomo si trasforma nel Villaggio Coldiretti, titolo ufficiale “La piazza dell’agricoltura, dei territori e delle comunità rurali d’Abruzzo”.

L’apertura è dalle 9 alle 22, tutti e tre i giorni. Quindi puoi fare colazione tra le bancarelle, tornare per un aperitivo prolungato o passare dopo cena, quando la piazza è più tranquilla. Il giorno d’inizio c’è un appuntamento fisso: l’inaugurazione di venerdì 9 ottobre alle 11, seguita da una tavola rotonda su agricoltura, alimentazione e salute.

Il cuore del Villaggio è il Mercato di Campagna Amica, con numerosi produttori provenienti dalle province abruzzesi. Significa che compri da chi il prodotto lo fa, e puoi chiedere direttamente come, dove e con cosa. Accanto al mercato trovi le teche del gusto, le fattorie didattiche e i workshop, che sono la parte da non saltare se arrivi con dei bambini o con la voglia di capire cosa stai mettendo nel piatto.

Come muoverti, in pratica: se hai poco tempo, il venerdì mattina è il momento giusto per vedere partire l’evento e sentire cosa si dicono produttori e istituzioni. Se vuoi girare con calma tra i banchi e assaggiare, sabato e domenica sono i giorni naturali. Sono previsti anche momenti di confronto sui problemi veri del settore: clima e acqua, costi di produzione, ricambio generazionale, concorrenza sleale.

A raccontare l’iniziativa, alla presentazione ufficiale di Palazzo Margherita, c’erano il sindaco Pierluigi Biondi, il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente e il direttore di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati. Imprudente l’ha messa così: “L’agricoltura è tradizione e identità, ed è un motore di questa regione”.

Una cosa pratica: le fonti non indicano prezzi dei prodotti né il programma orario dei singoli workshop, quindi per quelli conviene guardare i cartelli in piazza o chiedere al desk del Villaggio una volta sul posto.

Ma il Villaggio non è solo bancarelle: c’è un filo che lega cibo, pascoli e identità, e passa da una parola che il sindaco ha scelto di citare.

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Cosa c’è nel Villaggio, oltre ai banchi

La parola è transumanza, ci arriviamo tra un attimo. Prima guarda cosa metti nel programma, perché il Villaggio ha più strati di quanto sembri. Le fonti parlano di un confronto che tocca alimentazione e salute, tutela delle produzioni, giovani, ricerca e nuove tecnologie. Non è il solito mercatino con il banchetto del formaggio: è una piazza dove chi coltiva e chi alleva incontra chi decide, e tu puoi sederti ad ascoltare.

Alla presentazione di Palazzo Margherita, nella Sala delle Commissioni, erano previsti anche Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo, Alfonso Raffaele, presidente di Coldiretti L’Aquila, e Domenico Roselli, direttore di Coldiretti L’Aquila. Sono i nomi da cercare se in piazza vuoi capire chi organizza cosa.

Le teche del gusto, dal nome, sono il posto degli assaggi: il programma non le dettaglia, quindi non sappiamo ancora quali prodotti ci passeranno. Ingresso e prezzi non sono confermati dalle fonti, per cui il consiglio resta guardare i cartelli sul posto. Se vai con i bambini, tieni le fattorie didattiche come tappa fissa: è il modo più semplice per spiegare a un bambino da dove arriva il latte senza dover ricorrere a un cartone animato.

Perché proprio quest’anno all’Aquila

L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026 e le fonti sono chiare: il Villaggio si inserisce dentro quest’anno. C’è anche un filo tematico, perché tra i punti al centro della presentazione compare il rapporto tra agricoltura e cultura. Può sembrare un accostamento da brochure, ma non lo è: il paesaggio che vedi salendo verso Campo Imperatore o scendendo verso la piana di Navelli è in buona parte opera di chi ci lavora da generazioni.

Ed eccola, la parola. Il sindaco Pierluigi Biondi, parlando del Villaggio come di “un pezzo importante della nostra identità”, ha richiamato il valore della transumanza, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale. Per chi non l’avesse a mente: è lo spostamento stagionale delle greggi tra i pascoli di montagna d’estate e quelli di pianura d’inverno. L’Abruzzo ne è uno dei luoghi simbolo, con i tratturi che per secoli hanno collegato i monti alla Puglia.

Il riconoscimento Unesco, a quanto ricordo, risale al 2019 ed è stato condiviso con altri Paesi mediterranei e alpini. Il punto per te è un altro: quando compri un pecorino dal produttore, nel Mercato di Campagna Amica, stai comprando anche una fetta di quella storia. Il pastore che la tiene viva ha gli stessi problemi di cui si discuterà in piazza, dai costi di produzione al ricambio generazionale.

Se ti sembra una lettura romantica, tieni a mente la frase di Marino Pilati, direttore di Coldiretti Abruzzo: allevare significa produrre cibo, ma anche mantenere pascoli e territori, creare occupazione e custodire competenze e tradizioni. Il nesso tra il piatto e il pascolo, in fondo, sta tutto lì.

Dietro la festa ci sono numeri che raccontano la campagna abruzzese, e uno in particolare dice quanto pesa l’allevamento nelle aree interne.

Allevamento e aree interne, cosa dicono i numeri Istat

Torniamo ai pascoli, perché i numeri aiutano a capire perché la zootecnia sia stata messa al centro del Villaggio. Secondo il 7º Censimento generale dell’Agricoltura Istat, nel 2020 le aziende agricole abruzzesi con capi di bestiame erano 9.948, il 22,3% del totale regionale. Facendo il conto al contrario, significa che in Abruzzo le aziende agricole di ogni tipo sono circa 44.600, e più di una su cinque ha animali nella stalla o al pascolo.

Può sembrare una quota contenuta. Pensa però a dove stanno queste aziende: non sulla costa, ma soprattutto nelle zone di montagna e nelle valli interne. Lì un allevamento non è solo un’attività economica. È spesso l’unica cosa che tiene aperta una strada di campagna, un pascolo, una stalla d’inverno.

È il senso della frase di Marino Pilati, direttore di Coldiretti Abruzzo: allevare vuol dire produrre cibo, ma anche mantenere pascoli e territori, creare occupazione e custodire competenze e tradizioni. Le fonti riportano che anche Emanuele Imprudente, parlando del ruolo di imprese agricole e zootecniche, ha insistito sul presidio delle aree interne. Un pascolo curato è un versante meno esposto a incendi e frane. Ed è un lavoro che nessuno vede, finché non smette di essere fatto.

I nodi sul tavolo

I temi annunciati per il confronto sono cinque: cambiamenti climatici e disponibilità idrica, aumento dei costi di produzione, competitività e redditività delle imprese, ricambio generazionale e concorrenza sleale. Se ti stai chiedendo cosa c’entrino con il formaggio che compri sabato mattina, la risposta è che c’entrano tutti. Meno acqua e più costi si riflettono sul prezzo e sulla possibilità che un piccolo produttore resti in piedi. Il ricambio generazionale decide se tra vent’anni quel banco ci sarà ancora.

Per questo conviene fermarsi un quarto d’ora ad ascoltare un incontro, tra un assaggio e l’altro. Il programma dettagliato dei workshop non è nelle fonti, quindi gli orari li trovi sul posto.

Domande al volo

  • Quali sono gli orari del Villaggio Coldiretti all’Aquila? Dalle 9 alle 22 nei tre giorni, da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026. L’inaugurazione è venerdì 9 alle 11.
  • Dove si svolge il Villaggio Coldiretti all’Aquila? In piazza Duomo, nel centro storico dell’Aquila.
  • Cosa si trova al Villaggio Coldiretti? Fattorie didattiche, workshop, teche del gusto e il Mercato di Campagna Amica con numerosi produttori delle province abruzzesi.

Fonti