Via Verde dei Trabocchi, cosa puoi già pedalare oggi
Se cerchi su Google “quando apre la Via Verde dei Trabocchi” e ti aspetti una data per l’intero percorso, la risposta breve è che non esiste ancora. Lo conferma anche Sky TG24, che in un articolo recente si pone la stessa domanda senza trovare un giorno segnato in calendario. Ma attenzione a non confondere le due cose: l’assenza di un’inaugurazione complessiva non vuol dire che la ciclabile non ci sia. Ce n’è già molta, e in gran parte è finita.
Il cuore del percorso è il tratto da Ortona a Torino di Sangro: circa 21 chilometri su pista asfaltata ricavata dalla vecchia ferrovia adriatica, con aree di sosta e discese verso le spiagge. Passa da San Vito Chietino e Fossacesia, cioè dove i trabocchi si affacciano sul mare uno dietro l’altro. È il pezzo delle fotografie, ed è aperto da tempo.
A Casalbordino Lido si sono aggiunti ad agosto 4 chilometri di pista nuova, più a sud. Le cronache locali li hanno chiamati “il tratto mancante di Casalbordino”, atteso per dieci anni: non sono l’inizio della Via Verde, sono un buco che si chiude in un percorso che in gran parte c’era già.
Leggi anche: Costa dei Trabocchi, puoi pedalare la Via Verde senza folla e cenare su un trabocco vero: come organizzare il weekend
Tratto per tratto: dove si pedala e dove si devia
Messa in fila, oggi la costa si percorre così — da nord a sud.
Da Pescara a Francavilla si va sul lungomare ciclabile, con un’interruzione all’altezza di un sottopasso che obbliga a un paio di chilometri sulla statale. A Francavilla c’è una ciclostazione vicino allo scalo ferroviario.
Da Francavilla a Ortona la pista dedicata non c’è: si pedala sul lungomare, poco trafficato ma pur sempre strada aperta, ed è qui che si incontrano le salite più impegnative di tutto il tracciato, sui promontori. È il tratto che sorprende chi immagina la Via Verde come una tavola piatta dal principio alla fine.
Da Ortona a Torino di Sangro c’è la spina dorsale già descritta, i 21 chilometri di pista vera.
A Torino di Sangro il percorso si interrompe al Lago Dragoni, dove l’erosione costiera si è mangiata un pezzo di sede: si devia sulla statale 16 in attesa della passerella prevista per ricucire i due lati.
Da Casalbordino a Vasto si alternano tratti su strada ordinaria e tratti di pista, che riprende dalla zona di Vignola. Manca ancora l’aggiramento della zona industriale.
A Vasto si pedala, ma non lungo il mare come si vorrebbe: le gallerie che porterebbero dritti a Vasto Marina sono ancora chiuse, e si passa deviando verso il centro. Sopra la città, a Punta Aderci, una frana ha interrotto il tracciato originale e si segue un percorso alternativo di circa sette chilometri in attesa che il versante venga consolidato.
Da Vasto a San Salvo si torna a filare, fino alla stazione balneare.
Sommando tutto, chi parte da Pescara e arriva a San Salvo percorre poco più di cinquanta chilometri. La Via Verde in senso stretto, quella sulla vecchia ferrovia lungo la costa teatina, ne conta fra i quaranta e i cinquanta a seconda di come si contano gli innesti.
La conseguenza pratica per chi organizza un fine settimana in bici è semplice: non serve aspettare l’inaugurazione. Se punti al tratto fra Ortona e Torino di Sangro trovi una ciclabile compiuta; se vuoi scendere fino a San Salvo, metti in conto due o tre deviazioni e qualche chilometro su strada. Vale comunque la pena controllare il singolo tratto prima di partire: i cantieri si aprono e si chiudono, e questo articolo fotografa la situazione di fine agosto 2026.
Perché manca ancora una data unica di inaugurazione
Il motivo per cui non trovi un giorno preciso segnato da nessuna parte non è solo che i cantieri procedono a rilento. È che dietro il tracciato della Via Verde c’è una partita più grande, che riguarda chi decide cosa succede a questo pezzo di costa nei prossimi anni. E su quella partita, proprio in questi giorni, si è aperto un fronte che nessuno aveva ancora messo in conto.
A Fossacesia, uno dei Comuni chiave del percorso, l’associazione “I Trabocchi” ha chiesto all’amministrazione comunale un confronto pubblico immediato sul futuro Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Non è una richiesta di routine: significa che c’è chi ritiene urgente discutere, con la cittadinanza, come verrà gestita l’area protetta che dovrebbe fare da cornice istituzionale all’intero tracciato ciclabile. Finché quel confronto non avviene, ogni previsione sui tempi di completamento resta appesa a un filo.
Prova a immaginare la situazione da chi amministra: hai un progetto che attraversa territori di più sindaci diversi, ciascuno con le sue priorità di bilancio e i suoi cantieri aperti, e in più hai un’associazione locale che chiede di rimettere sul tavolo la governance dell’intero parco. In questo scenario, una data unica di inaugurazione diventa quasi impossibile da fissare: rischieresti di annunciarla e poi doverla rimandare, con tutto il danno d’immagine che comporta.
Il nodo Fossacesia e il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi
Fossacesia non è un Comune qualunque in questa storia. È uno dei punti simbolo della costa, quello dove il paesaggio dei trabocchi (le antiche macchine da pesca su palafitte che danno il nome all’intero litorale) si mostra in una delle forme più riconoscibili. Se il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina dovesse prendere forma come ente di gestione unico, cambierebbe il modo in cui la Via Verde viene manutenuta, promossa e collegata agli altri servizi turistici della zona: dai trabocchi trasformati in ristoranti fino ai borghi dell’entroterra che si affacciano su questo tratto di Adriatico.
Ma finché la discussione sulla governance resta aperta, resta aperto anche il rischio che i singoli Comuni continuino a muoversi ognuno per conto proprio, come è successo finora. Casalbordino ha inaugurato il suo tratto, altri Comuni stanno ancora lavorando ai loro lotti, e nessuno sembra avere in mano il quadro completo di quando tutti i pezzi si incastreranno. È la differenza tra costruire una strada un chilometro alla volta e costruirla con un progetto unico che tenga insieme tempi e risorse fin dall’inizio.
E proprio mentre a Fossacesia si discute di governance, altrove sulla costa qualcosa si sta già muovendo in una direzione molto concreta: un laboratorio internazionale che a settembre riscriverà, letteralmente, il modo di pensare questo percorso.
Cosa cambierà da settembre, il laboratorio universitario e le prossime tappe
na alla volta e progettare un’infrastruttura pensata come sistema unico fin dall’inizio. E proprio su questo aspetto, quello del disegno complessivo, arriva la novità più interessante degli ultimi giorni.
Dal 7 al 13 settembre, Chieti diventa il punto d’incontro di dieci università internazionali che porteranno sul territorio 60 tra studenti e docenti per lavorare, letteralmente, sul futuro della Via Verde. Non è una conferenza da sala convegni: il progetto la definisce un “laboratorio a cielo aperto”, cioè un workshop che si svolge fisicamente lungo il tracciato, con l’obiettivo dichiarato di ripensarlo come infrastruttura ambientale e non solo come pista ciclabile in senso stretto.
La differenza tra le due cose non è solo semantica. Una pista ciclabile la puoi progettare pensando a fondo stradale, segnaletica e punti di sosta. Un’infrastruttura ambientale tiene insieme anche la gestione della vegetazione costiera, la tutela dei tratti più fragili verso il mare, il rapporto con l’ecosistema dei calanchi che caratterizza buona parte della costa teatina, e il modo in cui il percorso dialoga con il futuro parco di cui si discute a Fossacesia. Se il gruppo di lavoro internazionale arriverà a proposte concrete, potrebbero incidere proprio sui punti oggi più critici: i raccordi tra i lotti già aperti, come quello di Casalbordino, e i tratti ancora da completare più a sud verso San Vito e Vasto.
Per chi progetta un giro in bici nei prossimi mesi, questo significa una cosa pratica: settembre non porterà l’inaugurazione che tutti cercano su Google, ma potrebbe portare le prime indicazioni su come e quando i pezzi mancanti verranno cuciti insieme. Conviene tenerlo d’occhio se stai pianificando un weekend cicloturistico sulla costa più avanti in autunno, quando le temperature abruzzesi restano miti e pedalare tra il mare e i trabocchi resta uno dei modi migliori per vivere questo angolo di Adriatico.
Nel frattempo la strategia più sensata resta quella già emersa: informarti tratto per tratto, partire da quello che è già finito — i 21 chilometri fra Ortona e Torino di Sangro, più i 4 nuovi di Casalbordino Lido — e considerare il resto come un cantiere che si chiude un pezzo alla volta, non come un’opera che aspetta solo il taglio del nastro.
- Si può già pedalare sulla Via Verde dei Trabocchi? Sì, e per un bel pezzo: il tratto fra Ortona e Torino di Sangro è percorribile per circa 21 chilometri su pista asfaltata, ai quali si sono aggiunti i 4 chilometri nuovi di Casalbordino Lido. Restano da chiudere alcuni innesti a sud, dove si passa da deviazioni.
- Quando sarà inaugurata l’intera Via Verde dei Trabocchi? Al momento non esiste una data ufficiale unica: il progetto procede per lotti separati e a settembre un workshop universitario internazionale lavorerà ancora sul futuro tracciato.
- Quali Comuni attraversa la Via Verde dei Trabocchi? Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, lungo la costa teatina, ciascuno con cantieri e stati di avanzamento differenti.
- La Via Verde della Costa dei Trabocchi, stato dei tratti (viaverdedeitrabocchi.info)
- Casalbordino inaugura la Via Verde: 4 chilometri in più per la Costa dei Trabocchi (VastoWeb)
Fonti
- Dieci università internazionali progettano il futuro della Via Verde (cityrumorsabruzzo.it)
- Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. L’Aps chiede al Comune di Fossacesia un confronto (Il Nuovo Online)
- Ciclabile della "Via verde dei Trabocchi", a quando l'inaugurazione? (Sky TG24)
- Vasto, la vecchia stazione di piazza Fiume dopo 160 anni dall’inaugurazione della linea Adriatica (Zonalocale)
- La Via Verde della Costa dei Trabocchi, stato dei tratti (viaverdedeitrabocchi.info)
- Casalbordino inaugura la Via Verde: 4 chilometri in più per la Costa dei Trabocchi (VastoWeb)