Trekking nei borghi della Val Fino, date, orari e come partecipare
Il weekend del 12 e 13 settembre, la Val Fino teramana si attraversa a piedi, tappa dopo tappa, tra castelli, sacrari religiosi e un edificio che la tradizione popolare lega addirittura a Ponzio Pilato. Il Club Alpino Italiano “M. Ciotti” – Sezione di Arsita organizza la terza edizione del trekking tra i borghi della Val Fino, un cammino in due giorni che collega cinque paesi: Castilenti, Montefino, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti e Arsita.
L’idea, spiega il presidente del CAI Manolo Pierannunzio, è offrire “un’esperienza unica che unisce la passione per il cammino, il fascino dei borghi storici e la ricchezza della tradizione culinaria locale”. Detto in altre parole: si cammina, ma alla fine si mangia bene, e nel mezzo si scoprono paesi che in pochi, fuori dalla provincia di Teramo, saprebbero collocare su una mappa.
Il percorso si divide in due tappe. Sabato 12 settembre tocca alla prima, Castilenti-Montefino-Castiglione, 16 chilometri con ritrovo alle ore 8:00 presso il Convento dei Frati Minori di Castilenti. Domenica 13 settembre si parte invece da Castiglione Messer Raimondo, zona belvedere, sempre alle ore 8:00, per una seconda tappa di 15 chilometri fino a Bisenti e Arsita.
Per chi non vuole o non può percorrere entrambe le giornate, l’organizzazione ha previsto un bus navetta di appoggio: sabato collega Castiglione Messer Raimondo a Castilenti, domenica fa il percorso inverso da Arsita a Castiglione Messer Raimondo. Un dettaglio pratico non da poco, perché permette di scegliere se affrontare il cammino per intero o spezzarlo secondo il proprio passo.
Lungo il tragitto, tra le pieghe del paesaggio collinare che nelle giornate limpide si apre fino al mare Adriatico, si nascondono un antico convento, una bottaia cinquecentesca, un santuario, murales colorati e, appunto, quella casa che la leggenda vuole natale di Ponzio Pilato. Tutti dettagli che meritano di essere presi tappa per tappa, con i loro orari e la loro storia.
Ma è proprio nell’orario di ritrovo di ogni tappa, e nel percorso esatto che porta borgo dopo borgo fino a Bisenti, che si nasconde il pezzo più curioso di questo cammino.
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Tappa 1, da Castilenti a Castiglione, 16 km tra castelli e panorami sul mare
Chi si presenta al Convento dei Frati Minori “Santa Maria Monte Oliveto” di Castilenti alle 8:00 di sabato parte da un luogo che già da solo racconta secoli di storia. Castilenti è un borgo medievale arrampicato su una collina che domina le valli circostanti: nelle giornate limpide, ti dicevamo, si vede il mare. Ma il colpo d’occhio più curioso non è quello che ti aspetti guardando lontano, è quello che trovi sottoterra.
Nel centro storico di Castilenti si trova Palazzo De Sterlich, un prestigioso edificio nobiliare del Cinquecento nei cui sotterranei è conservata la bottaia storica della cantina San Lorenzo: botti secolari, muri di pietra, un microclima che profuma di legno e di vino invecchiato. È il tipo di posto che difficilmente incontri per caso, e che il trekking mette letteralmente sulla strada di chi cammina.
Da Castilenti il gruppo scende verso Montefino, secondo borgo della tappa, affacciato sulle dolci colline teramane. Qui domina il Castello Acquaviva, un’antica fortezza che regala una vista sulla valle capace di far dimenticare, per qualche minuto, i chilometri già percorsi. Il castello prende il nome dalla famiglia Acquaviva, una delle casate feudali che nel Medioevo controllava buona parte del territorio abruzzese: un dettaglio che aiuta a capire perché in questa vallata i castelli non siano un’eccezione ma quasi la regola.
Gli ultimi chilometri della prima tappa portano a Castiglione Messer Raimondo, dove ad attendere gli escursionisti c’è il Santuario di San Donato, luogo di grande valore spirituale e artistico. Sono 16 chilometri in tutto, tra saliscendi collinari, ed è qui, nella zona belvedere del paese, che domenica riparte il cammino verso la seconda tappa.
Tappa 2, da Castiglione a Bisenti fino ad Arsita, 15 km nel cuore della tradizione
La domenica si riparte alle 8:00 dalla zona belvedere di Castiglione Messer Raimondo, con 15 chilometri davanti prima di arrivare ad Arsita, punto di arrivo del trekking. Ma è la sosta intermedia, a Bisenti, quella che trasforma la giornata in qualcosa che va oltre la semplice camminata.
A Bisenti il paese si racconta attraverso i colori: sono i murales del progetto Ratike, che ricoprono muri e vicoli del centro storico raccontando la storia e le tradizioni locali. Un modo di fare arte pubblica che negli ultimi anni ha rianimato diversi borghi teramani, trasformando pareti anonime in pagine illustrate di memoria collettiva.
Ma Bisenti conserva anche qualcosa di ben più insolito: la casa natale, secondo la leggenda popolare, di Ponzio Pilato. Un edificio che la tradizione lega alla figura del prefetto romano della Giudea, quello passato alla storia (e ai Vangeli) per il processo a Gesù. Quanto ci sia di storico in questo legame è materia da studiosi, ma la leggenda ha attecchito così saldamente nell’identità del paese che oggi è una delle ragioni per cui conviene fermarsi a Bisenti, non solo di passaggio.
Dopo Bisenti, gli ultimi chilometri portano ad Arsita, dove il cammino si chiude tra i vicoli del centro storico e dove, come da programma, il piatto tipico che aspetta gli escursionisti è il “coatto”, specialità della tradizione culinaria locale. Chi in questo weekend di settembre vuole allargare il giro anche ad altre proposte del territorio può dare un’occhiata agli eventi e alle sagre in Abruzzo in programma nello stesso weekend, per completare la gita con qualche altra tappa fuori dal sentiero.
Ma quanto c’è di vero, o almeno di documentato, in quella casa di Bisenti legata a Ponzio Pilato? La risposta, insieme al resto delle curiosità che il percorso custodisce tappa dopo tappa, merita un capitolo tutto suo.
Cosa non perdere, bottaie, musei e chiese lungo il cammino
Tra un borgo e l’altro, il trekking della Val Fino non è solo salite e panorami: è anche una mappa di piccoli scrigni che raramente finiscono nelle guide turistiche classiche. A Castilenti, oltre alla bottaia di Palazzo De Sterlich già raccontata, c’è la Chiesa di Santa Vittoria, che vale una sosta anche solo per qualche minuto prima di riprendere il cammino verso Montefino. È il tipo di edificio che a Castilenti non manca: piccoli tesori religiosi disseminati tra le case, spesso aperti solo in occasioni come questa.
A Castiglione Messer Raimondo, oltre al Santuario di San Donato che segna la fine della prima tappa, c’è la Chiesa madre di San Donato Martire, un altro punto di riferimento spirituale del paese che vale la visita con calma, magari proprio nell’ora di ritrovo della domenica, prima che il gruppo riparta verso Bisenti.
Ma è ad Arsita, il punto d’arrivo di tutto il percorso, che si concentrano le sorprese più interessanti per chi ama i musei di paese, quelli piccoli, veri, fatti da chi il territorio lo vive tutti i giorni. Qui trovi il museo Rondilà, la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Santa Vittoria Vergine e Martire: tre soste che raccontano Arsita da angolazioni diverse, dalla devozione popolare alla memoria contadina.
A Bisenti, invece, oltre ai murales e alla casa legata a Ponzio Pilato, c’è il museo del vino Montonico, dedicato al vitigno autoctono che in questa zona della provincia di Teramo ha radici antiche. Il Montonico è un vino bianco tipico delle colline teramane, coltivato da generazioni proprio in questa vallata: il museo racconta la lavorazione tradizionale, gli strumenti di un tempo e il legame tra il vino e la vita quotidiana del paese.
Chi cammina con occhi curiosi troverà anche gli antichi passaggi rurali che collegano i campi ai centri abitati, testimonianza di un’economia contadina che per secoli ha retto l’intera Val Fino. Sono dettagli che, presi uno per uno, sembrano marginali. Messi insieme, tappa dopo tappa, raccontano una vallata che ha molto più da offrire di quanto il nome, per chi non ci abita, lasci immaginare.


