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Treni storici a Sulmona, rischi di restare a terra se non prenoti la Transiberiana d’Italia: come muoverti prima

Le date di settembre sulla Transiberiana d’Italia

Se hai in testa di salire su uno di quei treni d’epoca che attraversano l’Appennino tra Sulmona e Castel di Sangro, settembre è il momento giusto, ma anche l’ultimo in cui puoi permetterti di improvvisare. Le corse ci sono, i posti no, non per tutti almeno.

La Ferrovia dei Parchi, quella che tutti conoscono come Transiberiana d’Italia, ha in calendario quattro partenze domenicali per questo mese: 6, 13, 20 e 27 settembre. Il percorso è quello storico sulla tratta Sulmona-Roccaraso-Carovilli-Castel di Sangro, la direttrice che taglia in due l’Appennino abruzzese-molisano tra altipiani e borghi di montagna.

Non è un trasferimento e basta. È un viaggio che si vive a passo lento, con soste pensate per farti scendere, guardarti intorno e ripartire con calma. Ed è proprio questo il motivo per cui, ogni anno, chi arriva a prenotare a ridosso della partenza spesso resta a terra.

Le prenotazioni si fanno tramite lo shop ufficiale della Ferrovia dei Parchi, dove trovi sia i biglietti per la singola corsa sia formule più articolate con pernottamento incluso: sono proprio queste ultime, di solito, le prime a esaurirsi. Settembre porta il clima giusto per un viaggio così, il caldo molla la presa e i boschi iniziano a cambiare colore, e questo lo sanno bene anche famiglie, coppie e gruppi di camminatori che si organizzano con settimane di anticipo.

Tradotto in pratica: se punti a una delle quattro domeniche di settembre, il consiglio è muoverti ora, prima che il weekend che ti interessa si riempia. I convogli storici viaggiano con un numero di posti limitato per natura, non c’è modo di aggiungere una carrozza all’ultimo momento come su un treno regionale qualunque.

Ma prenotare il biglietto giusto è solo metà del lavoro: la vera differenza la fa come organizzi le ore a bordo e le soste lungo la tratta, tappa per tappa.

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Come organizzare la giornata tappa per tappa

Il biglietto in tasca è solo il primo passo. La giornata sulla Transiberiana d’Italia si costruisce tappa per tappa, e il modo in cui scandisci le ore fa la differenza tra una gita mordi e fuggi e un viaggio che ti resta addosso per settimane.

Parti da Sulmona, che non è solo il binario di partenza. Arriva con un margine largo prima dell’orario indicato in biglietto: il centro storico merita almeno un’ora, tra i palazzi signorili e l’atmosfera che si respira nelle vie del nucleo antico. Se scegli una delle corse del mattino, incastra qui una colazione con calma, perché una volta saliti a bordo il ritmo cambia completamente.

La salita che vale il biglietto da sola

Appena il convoglio lascia la stazione comincia la parte che giustifica il nome Transiberiana. Il treno guadagna quota tra boschi e curve strette, e il paesaggio dell’Appennino abruzzese-molisano cambia colore e altitudine molto più in fretta di quanto ti aspetti. È il tratto in cui la carrozza smette di essere un mezzo di trasporto e diventa il motivo del viaggio.

Roccaraso, Castel di Sangro e l’estensione su Carovilli

A seconda della corsa che hai prenotato, la sosta principale può essere a Roccaraso oppure proseguire fino a Castel di Sangro, con la possibilità, per chi vuole spingersi oltre, di raggiungere anche Carovilli lungo la direttrice che si allunga verso il Molise. Qui la regola non cambia: meglio scegliere una tappa e viverla bene che rincorrerne due a passo veloce. Se scendi a Castel di Sangro, calcola due o tre ore per il centro storico e per un pasto con calma; se ti fermi a Roccaraso, il tempo utile è più stretto e conviene concentrarlo su una passeggiata breve e su una sosta gastronomica.

Chi arriva in auto, magari per non dipendere dagli orari di rientro, deve fare i conti con un dettaglio pratico spesso sottovalutato: la stazione di partenza non è pensata per grandi flussi di parcheggio, quindi conviene lasciare l’auto nelle strade limitrofe al centro di Sulmona e raggiungere i binari a piedi, con qualche minuto di margine in più rispetto a quanto stimeresti in una giornata qualunque.

C’è poi la questione del ritorno, che molti sottovalutano proprio perché affascinati dalla tratta di andata. I convogli storici viaggiano a un ritmo che non ammette improvvisazioni sull’orario di rientro: se hai lasciato l’auto a Sulmona, il rientro coincide con l’arrivo del treno, senza margini per allungare la sosta oltre il tempo previsto dalla corsa che hai scelto.

E qui viene il dettaglio che pochi ti dicono prima di salire: il posto giusto in carrozza, e il momento esatto in cui conviene tenere gli occhi fuori dal finestrino, possono cambiare completamente il ricordo che ti porti a casa da questo viaggio.

Perché questo autunno potrebbe essere diverso

Dietro il fascino delle carrozze d’epoca e delle domeniche di settembre c’è una storia meno rassicurante, ed è giusto che tu la conosca prima di prenotare pensando che la Transiberiana d’Italia sia un appuntamento fisso e garantito per sempre. A gestire i convogli storici come quello che collega Sulmona a Castel di Sangro è FS Treni Turistici Italiani, la società lanciata da Trenitalia nel 2023 per far viaggiare treni turistici, religiosi e charter in tutta Italia. I numeri di bilancio, però, raccontano un percorso in salita: nel primo anno di attività, il 2023, la società ha portato 40mila passeggeri su oltre 600 treni ma ha chiuso con una perdita di 2,2 milioni di euro. L’anno dopo il rosso è salito a 14,7 milioni, sette volte tanto. Nel 2025 i ricavi sono raddoppiati, arrivando a circa 19 milioni anche grazie al lancio del servizio di lusso “La Dolce Vita”, ma le perdite hanno comunque superato i 45 milioni.

Il bilancio approvato a luglio 2026 segnala un’ulteriore perdita di periodo, aggiornata alle informazioni gestionali del 31 maggio. In tre anni il conto sale a oltre 62 milioni di euro di perdite nette, una cifra che ha spinto gli amministratori a scrivere nero su bianco che il modello di business “non appare economicamente sostenibile”. Il piano industriale 2027-2030 stima perdite strutturali comprese tra 10 e 12,8 milioni l’anno, un fabbisogno che nessuna azienda può reggere a lungo senza cambiare rotta.

Per questo dopo l’estate 2026 è partito un riassetto societario che prevede lo scorporo di alcuni asset di FS TTI direttamente dentro Trenitalia, mentre altri torneranno sotto la Fondazione FS. Il ramo Turismo, in particolare, passerebbe a Trenitalia spa nel tentativo di sfruttare meglio materiale rotabile ed equipaggi e chiudere le perdite strutturali. Cosa significhi in concreto per il futuro della tratta Sulmona-Roccaraso-Carovilli-Castel di Sangro, quali corse resteranno in calendario e con quale frequenza, è ancora presto per dirlo con certezza. Ma la sequenza di numeri in rosso e la riorganizzazione in corso spiegano perché conviene guardare alle quattro domeniche di settembre non come una delle tante occasioni dell’anno, ma come un’opportunità che oggi c’è e che, nella cornice di un settore in ristrutturazione, non è affatto scontato ritrovare tale e quale nei prossimi autunni.

Fonti