Allarme cocciniglia, la pineta di Montesilvano rischia il disseccamento
Se in questi giorni cammini sul lungomare di Montesilvano e alzi lo sguardo verso le chiome dei pini, guarda bene: quel giallo diffuso e quei rami spogli non sono normale scolorimento di fine estate. È il segno di un problema che sta minacciando decine di alberi storici della pineta, e che nessuno, finora, sembra aver fermato.
A lanciare l’allarme è il Conalpa Abruzzo, il Coordinamento nazionale alberi e paesaggio, con una nota firmata dalla presidente regionale Monica D’Aurelio. Le parole usate non lasciano spazio a interpretazioni: la pineta “sta soffrendo in modo evidente e progressivo, mostrando chiari e diffusi sintomi di disseccamento”. Un patrimonio, scrive il Conalpa, “inestimabile per l’intera comunità” che rischia di andare perduto nell’inerzia generale.
Il sospetto principale ha un nome tecnico, la Toumeyella parvicornis, meglio conosciuta come cocciniglia tartaruga del pino: un parassita alieno aggressivo che si nutre della linfa degli alberi, indebolendoli fino a portarli alla morte in poche stagioni se non si interviene in tempo. Se te lo stai chiedendo, sì, è lo stesso tipo di minaccia che negli ultimi anni ha già colpito pinete in altre zone d’Italia, e ora sembra essersi allargata anche sulla costa abruzzese.
La cosa che pesa di più, secondo il Conalpa, è il silenzio che ha accompagnato la vicenda. L’associazione, insieme a diversi cittadini preoccupati, aveva già inviato segnalazioni formali agli enti competenti alla gestione del verde urbano. Ma a distanza di settimane, denuncia D’Aurelio, “la situazione sul campo appare del tutto immutata: nessun intervento visibile sembra essere stato avviato e il disseccamento avanza inesorabile sulla chioma di decine di pini”.
Non è solo un problema di paesaggio. Il Conalpa segnala che il disseccamento diffuso “causa la caduta di rami secchi, compromettendo la sicurezza dei passanti e la biodiversità della pineta”. Tradotto: chi passeggia, corre o porta il cane sotto quegli alberi rischia qualcosa di più di una brutta vista.
Il Conalpa denuncia: da luglio nessun intervento visibile sui pini colpiti.
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Cos’è la cocciniglia tartaruga e come riconoscerla sui pini
Ma cosa dovresti effettivamente notare, se ti fermi un attimo sotto un pino della pineta invece di limitarti a passarci sotto? La Toumeyella parvicornis non si vede facilmente a occhio nudo: è un insetto piccolo, che si insedia sui rametti e sugli aghi e lì resta, immobile, mentre succhia la linfa dell’albero giorno dopo giorno. Il nome comune, cocciniglia tartaruga, viene dalla forma del suo corpo, tondeggiante e con una specie di guscio, proprio come una piccola tartaruga in miniatura attaccata alla corteccia.
Quello che puoi riconoscere camminando in pineta sono gli effetti, non il parassita in sé. Gli aghi che dovrebbero essere verde scuro tendono a diventare gialli o bruni, spesso a chiazze irregolari sulla chioma, non in modo uniforme. Alcuni rami restano completamente spogli mentre quelli vicini sembrano ancora in salute: è proprio questa distribuzione a macchie, non un ingiallimento generale e omogeneo, il segnale che fa pensare a un’infestazione in corso più che a una normale sofferenza stagionale.
Il punto critico, quello che il Conalpa sottolinea con più insistenza, è la tempistica. Il parassita non uccide l’albero in un giorno: lo indebolisce progressivamente, nel giro di poche stagioni, fino al disseccamento totale se nessuno interviene. Ed è qui che entra in gioco l’endoterapia, il trattamento che l’associazione chiede a gran voce: si tratta di iniettare direttamente nel tronco della pianta sostanze protettive, un metodo che aggredisce il parassita da dentro senza dover trattare tutta la chioma con prodotti spruzzati dall’esterno. È una tecnica già usata per altre emergenze fitosanitarie sugli alberi urbani, ma va fatta mentre l’albero ha ancora riserve per reagire, non quando è già compromesso.
La cronologia della denuncia, da fine luglio a oggi
Prova a fare il conto dei giorni passati. Le prime segnalazioni formali, quelle inviate dal Conalpa insieme ai cittadini agli enti preposti alla tutela delle alberature urbane, risalgono a fine luglio 2026. Da quel momento, secondo la denuncia della presidente D’Aurelio, è passato oltre un mese senza che sul campo cambiasse nulla di visibile: nessun cantiere, nessun tecnico al lavoro, nessun trattamento endoterapico avviato sui pini colpiti.
La seconda nota del Conalpa, quella con cui l’associazione torna a battere sullo stesso tasto, arriva il 12 settembre 2026, quasi due mesi dopo il primo allarme. E il quadro che descrive non è cambiato: il disseccamento avanza sulla chioma di decine di pini mentre la situazione sul campo resta, testualmente, “del tutto immutata”. Non è un dettaglio da poco: in un’emergenza fitosanitaria come questa, ogni settimana che passa senza intervento riduce le possibilità concrete di salvare gli esemplari già colpiti, perché il parassita continua a diffondersi e ad aggredire nuovi rami mentre gli alberi già infestati perdono progressivamente le riserve per resistere.
Ogni settimana di ritardo riduce le possibilità di salvare gli alberi, avverte il Conalpa.
Ogni settimana di ritardo riduce le possibilità di salvare gli alberi, avverte il Conalpa, e questa frase da sola spiega perché l’associazione non si limiti più a segnalare il problema, ma chieda un piano preciso. Le richieste elencate nella nota firmata da Monica D’Aurelio sono quattro, e non lasciano molto spazio a interpretazioni burocratiche: trattamenti fitosanitari immediati come l’endoterapia o la lotta biologica guidata (che significa introdurre insetti predatori naturali della cocciniglia invece di usare solo prodotti chimici), monitoraggi tecnici sul campo per capire quanti pini siano colpiti e con quale gravità, e un piano d’azione di emergenza che venga reso pubblico, non discusso a porte chiuse tra uffici comunali.
La domanda che il Conalpa pone, e che a questo punto è anche la tua se frequenti quel tratto di lungomare, è semplice: cosa si sta facendo di concreto per la salvaguardia dei pini della pineta di Montesilvano? Al momento la risposta pubblica non c’è.
Nel frattempo, poco più a nord sulla stessa costa, a Roseto degli Abruzzi sono in partenza trattamenti contro la stessa cocciniglia tartaruga che minaccia le pinete del territorio. È un dettaglio che conviene tenere a mente: non stiamo parlando di un parassita raro o di difficile gestione, ma di un problema che altri Comuni della costa abruzzese hanno già deciso di affrontare con interventi concreti. Il confronto non è tra chi ha il problema e chi no, perché la cocciniglia tartaruga si sta muovendo lungo tutto l’Adriatico abruzzese: il confronto è tra chi interviene e chi, per ora, resta fermo.
Se passeggi in pineta nei prossimi giorni e noti un pino con la chioma a chiazze gialle o rami secchi che sembrano spuntare tra le fronde ancora verdi, il modo più utile per aiutare non è aspettare che se ne accorga qualcun altro. Le segnalazioni, come ha fatto il Conalpa insieme ai cittadini già a fine luglio, si possono inviare agli uffici comunali competenti per la gestione del verde pubblico di Montesilvano: sono loro l’ente che deve autorizzare e programmare gli interventi fitosanitari sulle alberature urbane. Segnalare non significa solo far notare un albero malato: significa costruire, insieme ad altre voci, la pressione che finora è mancata perché qualcosa si muova.
C’è anche un lato più pratico, quello che riguarda la tua sicurezza mentre cammini o corri sotto quei pini. Un ramo secco che si stacca da un albero indebolito dalla cocciniglia non dà avvisi: se noti chiome particolarmente spoglie o rami visibilmente disseccati sopra un vialetto o una panchina, tienine conto e, se puoi, evita di sostare proprio sotto quel punto, soprattutto nelle giornate di vento. Non è allarmismo, è la stessa logica che il Conalpa applica quando scrive che il disseccamento diffuso compromette la sicurezza dei passanti: un rischio concreto, non teorico, che riguarda chiunque frequenti la pineta ogni giorno, dai residenti che ci portano il cane ai turisti che la percorrono per arrivare in spiaggia.
Fonti
- Pineta di Montesilvano, allarme per il disseccamento dei pini: cittadini e Conalpa chiedono interventi – La Notizia.net (La Notizia.net)
- “La Pineta di Montesilvano verso il disseccamento”: il Conalpa lancia l’allarme cocciniglia (cityrumorsabruzzo.it)
- Il Conalpa Abruzzo: "A rischio la pineta di Montesilvano, disseccamento avanzato e da luglio nessun intervento" [FOTO] (ilpescara.it)
- Montesilvano, alberi della pineta a rischio: Conalpa chiede interventi urgenti – Abruzzo Speciale (Abruzzo Speciale)


