Tesla, sull’acquisto di BTC aleggia il conflitto di interessi

Conflitto di interessi è una espressione che gli italiani conoscono molto bene. Nel nostro Paese se ne parla infatti ormai da decenni, in riferimento alle vicende di Silvio Berlusconi, il tycoon di Mediaset che ha deciso di impegnarsi in politica, nonostante fosse il proprietario di Mediaset e altre aziende di non poco conto.
Una espressione che ora sta tornando di moda negli Stati Uniti, ove pure il conflitto di interessi è ritenuto una cosa estremamente seria, tanto da aver ispirato una precisa legislazione al riguardo. A spingerla di nuovo sotto la lente dell’opinione pubblica è la vicenda relativa all’acquisto di Bitcoin per un importo pari ad un miliardo e mezzo di dollari da parte di Tesla. Una vicenda sulla quale gli interrogativi aumentano di ora in ora.

Tesla: cos’è accaduto

Tesla, l’azienda fondata e diretta da Elon Musk, ha investito un miliardo e mezzo di dollari in Bitcoin. Aggiungendo la dichiarazione di essere intenzionata nell’immediato futuro a permettere pagamenti in BTC per i propri modelli automobilistici.
Una decisione che ha destato scalpore e una notevole discussione nell’opinione pubblica. Anche perché mixandosi ai tweet di Leon Musk ha praticamente fatto da base ad un nuovo rally di BTC, tale da andare anche a vantaggio dell’azienda californiana, che ha visto immediatamente remunerato il suo investimento.

Il caso Antonio Gracias

Nelle ore successive all’acquisizione, però, la vicenda ha iniziato ad assumere connotati sempre più opachi. Soprattutto per il collegamento tra Antonio Gracias, uno dei dirigenti di Tesla che hanno autorizzato l’investimento, e due aziende operanti nel settore crypto.
Antonio Gracias, in effetti, è elencato sul sito web di Tesla come amministratore indipendente e membro del comitato di audit che ha firmato l’accordo. Scorrendo la sua biografia professionale, però, balza subito agli occhi un altro fatto di non poco conto. L’essere cioè il fondatore e CEO di Valor Equity Partners, società di investimento che vanta partecipazioni in Bingo e Erisx. La prima fornisce servizi crittografici, mentre la seconda è una piattaforma operante nel trading di derivati ​​crittografici.

Gli interessi di Antonio Gracias nella crittografia sono di vecchia data

Antonio Gracias è una vecchia conoscenza di Elon Musk. Oltre ad esserne amico di lunga data, è entrato nella dirigenza di Tesla nel 2007, dopo averci investito due anni prima.
Con l’uomo più ricco del mondo ha in comune anche una certa allergia alla trasparenza. Come dimostra il fatto di operare da lungo tempo nella crittografia, senza premurarsi di porre un confine tra questo settore e i suoi altri interessi. Oltre all’impegno nella società da lui fondata, Telegraph, in un articolo dedicato alla vicenda, ha ricordato anche l’investimento da lui operato in un’altra società di crittografia, la piattaforma di tokenizzazione Harbour, acquisita da Bitgo lo scorso anno.

La questione è molto seria

A indicare la rilevanza della condotta di Gracias è stato in particolare Charles Elson, professore di finanza presso l’Università del Delaware, il quale non ha esitato ad affermare che sarebbe stato dovere del dirigente farsi da parte in occasione della decisione relativa all’acquisto di BTC da parte di Tesla.
Un parere cui si è accodato Bill Klepper, un professore di management presso la Columbia Business School. Il quale ha affermato come sarebbe stato molto meglio per Gracias affidarsi al parere di un consulente legale per evitare ogni possibile fraintendimento. Non averlo fatto lo espone ora ad una possibile indagine della SEC, come del resto Elon Musk.

L’articolo Tesla, sull’acquisto di BTC aleggia il conflitto di interessi è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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