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Eventi a Roseto degli Abruzzi, puoi ancora vivere le notti delle tartarughe al Borsacchio: ecco dove e come seguirle

47 tartarughine in mare in una notte al Borsacchio

Se ieri sera fossi stato sulla spiaggia della Riserva Naturale del Borsacchio, a Roseto degli Abruzzi, avresti visto qualcosa che capita poche volte l’anno lungo la costa teramana: decine di piccole tartarughe che escono dalla sabbia e corrono verso il mare, guidate solo dal riflesso della luna sull’acqua.

È successo la notte tra l’8 e il 9 settembre. Alle 20.53 è emersa la prima tartarughina di Caretta caretta. Alle 21.28, in tre ondate ravvicinate, ne erano già arrivate al mare 44. Poi, nelle ore successive, altre 3 sono uscite dal nido, portando il totale a 47 tartarughine nate e giunte a mare in un’unica notte.

Tutto è avvenuto sotto il controllo dei volontari delle Guide del Borsacchio e del Centro Studi Cetacei, la rete di volontari italiani che monitora tartarughe marine e cetacei lungo le coste. Nessuna luce artificiale puntata sulla sabbia, nessun disturbo: solo l’attesa e poi il via libera verso l’acqua.

“Per noi sono state piccole tartarughe. Per la natura sono nuove possibilità di vita”, hanno raccontato le Guide del Borsacchio subito dopo la schiusa. “Questa notte la Riserva del Borsacchio ci ha ricordato quanto sia fragile e meravigliosa la vita quando le diamo semplicemente la possibilità di nascere”.

Se ti stai chiedendo se puoi ancora vedere qualcosa dal vivo, la risposta è sì, ma non nel modo in cui immagini: le schiuse notturne non sono spettacoli aperti al pubblico in senso stretto, ma la Riserva organizza altre serate a tema, sotto le stelle e nella natura, che conviene conoscere se vuoi vivere il Borsacchio da vicino nelle prossime settimane.

E per capire come ci si è arrivati a questa notte, bisogna tornare indietro di quasi due mesi, a un nido di 83 uova e a un episodio che avrebbe potuto rovinare tutto.

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Due mesi di attesa e un rischio evitato

Quella notte tra l’8 e il 9 settembre non è un episodio isolato: è l’esito di un’attesa cominciata quasi due mesi prima, quando la femmina di Caretta caretta ha scelto la sabbia del Borsacchio per deporre le sue uova. Contando all’indietro dal giorno della schiusa, la deposizione risale a circa 55 giorni prima, un tempo che rientra nella finestra tipica di incubazione della specie, compresa tra i 45 e i 60 giorni a seconda della temperatura della sabbia. Nel nido c’erano 83 uova, un numero preciso che le Guide del Borsacchio avevano comunicato pochi giorni prima della schiusa, quando l’attesa si era fatta più intensa.

Per tutta l’estate la zona del nido è stata sorvegliata, e ai proprietari di cani era stato chiesto di tenerli al guinzaglio per evitare che si avvicinassero alla sabbia incubatrice. Qualcuno ha rispettato la richiesta, altri no, ma il vero rischio è arrivato da un episodio diverso. Una fototrappola, la videocamera automatica che si attiva al movimento e permette di sorvegliare un nido senza disturbarlo con la presenza fisica, ha immortalato un ragazzino mentre tentava di dissotterrare le uova. Un gesto che, se portato a termine, avrebbe potuto compromettere l’intera covata a pochi giorni dalla schiusa.

È per questo che, con l’avvicinarsi del momento giusto, i volontari hanno avviato un monitoraggio h24, giorno e notte, sul nido. Marco Borgatti, responsabile delle Guide del Borsacchio, aveva spiegato che il precedente più vicino risaliva al 2023, quando un altro nido della Riserva si era schiuso proprio in un periodo analogo dell’anno: un dato che, unito al conteggio dei giorni di incubazione, aveva permesso ai volontari di calibrare l’attesa con buona precisione e di farsi trovare pronti quando le prime tartarughine hanno cominciato a riemergere dalla sabbia.

Chi sono le Guide del Borsacchio

Dietro ogni schiusa che riesce, dietro ogni notte passata a controllare un buco nella sabbia senza toccarlo, c’è una rete di persone che lo fa da volontari, non per mestiere. Le Guide del Borsacchio sono l’associazione che presidia la Riserva quotidianamente: seguono i nidi, informano i bagnanti, organizzano gli eventi che tengono viva l’area anche fuori stagione. Marco Borgatti, che le presiede, è la voce che negli ultimi due mesi ha raccontato passo dopo passo l’evolversi della situazione, dal conteggio delle uova fino al monitoraggio serrato dei giorni finali.

Il loro lavoro si intreccia con quello del Centro Studi Cetacei, che porta competenza scientifica sul monitoraggio delle tartarughe marine, ma la parte più delicata, quella di stare lì ogni notte ad aspettare senza sapere esattamente quando succederà, resta affidata a chi conosce il territorio metro per metro. È un impegno che non fa rumore per mesi e poi, in una manciata di minuti tra le 20.53 e le 21.28, restituisce il senso di tutta l’attesa.

Ma il Borsacchio non vive solo di tartarughe: nella stessa Riserva, pochi giorni prima della schiusa, si è tenuta una notte diversa, sotto un altro tipo di cielo, che conviene conoscere se vuoi capire come vivere questo tratto di costa teramana anche nelle prossime settimane.

Come vivere la Riserva oltre le tartarughe

La notte delle 47 tartarughine non è un episodio isolato nel calendario del Borsacchio: fa parte di un lavoro più ampio che le Guide portano avanti da mesi per far conoscere la Riserva anche fuori dai classici weekend di agosto. Il 5 settembre, quattro giorni prima della schiusa, oltre 300 persone hanno riempito la Riserva per una serata di osservazione del cielo organizzata dalle Guide del Borsacchio insieme al gruppo ADI Astrofili. Niente grandi campagne pubblicitarie: solo un paio di fotografie sui social, come ha raccontato Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, parlando di un risultato costruito “praticamente solo attraverso un paio di fotografie sui social”.

Se ti stai chiedendo perché la Riserva insista tanto su queste serate anche a settembre, la risposta sta proprio nelle parole delle Guide: vogliono un turismo capace di andare oltre agosto, che coinvolga le strutture ricettive di Roseto e dei Comuni vicini e porti persone nel territorio anche nei mesi successivi. È la stessa logica destagionalizzante che tiene insieme la notte delle stelle e quella delle tartarughe: esperienze semplici, spesso realizzate con altre associazioni del territorio, che trasformano il Borsacchio in una destinazione da vivere tutto l’anno e non solo nella settimana di ferragosto. Se vuoi restare aggiornato sulle prossime iniziative, la pagina eventi della Riserva del Borsacchio è il punto di riferimento più diretto.

C’è però un motivo più profondo, che Borgatti non ha nascosto: “far conoscere la Riserva per difenderla”. La superficie tutelata del Borsacchio, dopo una drastica riduzione decisa dalla Regione, è tornata attraverso un regime transitorio agli originari 1.100 ettari, ma la tutela definitiva e stabile del territorio non è ancora stata scritta nero su bianco. Ogni evento, ogni notte passata a guardare le stelle o ad aspettare una schiusa, diventa quindi anche un modo per costruire consenso attorno a un pezzo di costa che, sulla carta, resta ancora in una fase intermedia.

Cosa fare se incontri un nido

Se cammini sulla spiaggia del Borsacchio, o su un altro tratto di costa abruzzese, e ti capita di notare tracce sospette nella sabbia, come un solco largo che sale dall’acqua verso la duna, la prima regola è non toccare e non scavare, per quanto la curiosità sia comprensibile. Il protocollo di tutela prevede di segnalare subito alle Guide del Borsacchio o al Centro Studi Cetacei, lasciando che siano i volontari a verificare e, se necessario, a proteggere il sito con una recinzione.

Vale anche per i cani: tenerli al guinzaglio nelle zone di nidificazione, come chiesto per tutta l’estate lungo il tratto del nido appena schiuso, riduce il rischio di disturbo in un momento in cui le uova sono estremamente vulnerabili. E se dovessi assistere a una schiusa già in corso, la raccomandazione delle Guide resta quella osservata nella notte tra l’8 e il 9 settembre: niente luci artificiali puntate sulla sabbia, perché le tartarughine si orientano verso il mare seguendo il riflesso della luna, e una torcia accesa nel punto sbagliato può disorientarle in un momento in cui ogni secondo conta.

  • Dove si trova la Riserva del Borsacchio e come si raggiunge? La Riserva Naturale del Borsacchio è a Roseto degli Abruzzi (TE), lungo la costa teramana, facilmente raggiungibile dalla statale Adriatica.
  • Si possono vedere dal vivo le nascite delle tartarughe Caretta caretta? Le schiuse avvengono di notte e sono seguite dai volontari delle Guide del Borsacchio; per partecipare a eventi organizzati conviene seguire i canali social delle Guide del Borsacchio.
  • Cosa fare se si trova un nido di tartarughe in spiaggia? Non toccare né scavare: segnalare subito alle Guide del Borsacchio o al Centro Studi Cetacei, come previsto dal protocollo di tutela.

Due termini che tornano spesso in queste storie meritano una spiegazione veloce. Il Centro Studi Cetacei è la rete di volontari italiani specializzata nel monitoraggio di tartarughe marine e cetacei spiaggiati, quella che affianca le Guide del Borsacchio nelle notti più delicate. La fototrappola, invece, è la videocamera automatica attivata dal movimento che ha permesso di sorvegliare il nido senza disturbarlo, e che nei giorni scorsi ha anche registrato il tentativo di dissotterramento da parte del ragazzino.

Fonti