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Tari 2026 a Pescara, rischi una bolletta fino a 500 euro con aumenti del 15%: ecco dove vanno i tuoi soldi

Bollette Tari più salate, cosa cambia per i pescaresi

Se in questi giorni hai trovato nella cassetta della posta l’avviso di pagamento della Tari e ti è preso un colpo, non sei il solo. A Pescara gli aumenti superano in molti casi il 15%, con rincari che vanno indicativamente dai 30 ai 70 euro a bolletta rispetto all’anno scorso.

C’è chi ha fatto due conti e non ci ha creduto. Alcuni cittadini che lo scorso anno avevano pagato circa 430 euro si sono visti recapitare quest’anno una bolletta da 500 euro. Settanta euro in più, tutti insieme, nella stessa cifra che copre la raccolta dei rifiuti sotto casa.

La denuncia arriva dal gruppo consiliare Pettinari sindaco, quello guidato da Domenico Pettinari con i consiglieri Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea: parlano di cifre “assurde ed esorbitanti”, soprattutto se le metti a confronto con la qualità del servizio di raccolta che la città sta ricevendo in questo periodo.

Il punto è che questi aumenti non sono un’anomalia isolata o un errore di calcolo da correggere allo sportello. Sono già scritti nei conti del Comune, e a breve arriveranno anche davanti al Consiglio comunale per il passaggio formale che li rende definitivi. Dietro quei 30, 50 o 70 euro in più c’è un meccanismo preciso, fatto di trasferimenti a due società diverse, che conviene capire prima di lamentarsi soltanto della cifra finale.

E se ti stai chiedendo dove finiscano esattamente quei soldi in più che ti hanno chiesto, la risposta è più articolata di un semplice “al Comune”: ci sono due destinatari precisi, e uno dei due passaggi riguarda proprio chi ti manda la bolletta.

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Dove vanno i soldi, Ambiente spa e Adriatica Risorse

Il primo destinatario è Ambiente S.p.A., la società che gestisce materialmente la raccolta dei rifiuti in città. La variazione di bilancio in discussione prevede un incremento a carico dei cittadini pescaresi di 1.577.433 euro proprio per il servizio di raccolta, risorse che il Comune trasferirà a questa società. È la voce di gran lunga più pesante dell’intera manovra, e spiega da sola la maggior parte dell’aumento che hai trovato in bolletta.

Il secondo destinatario è meno noto ma altrettanto concreto: si tratta di Adriatica Risorse S.p.A., la società incaricata di riscuotere la Tari per conto del Comune. A lei spettano ulteriori 379.845 euro come aggio di riscossione, cioè il compenso dovuto per il lavoro di calcolo, invio e incasso delle bollette in relazione alle nuove tariffe. Tradotto: più la tassa aumenta, più cresce anche la quota che finisce a chi la riscuote materialmente.

Messi insieme, i due importi sfiorano i due milioni di euro, e non sono una previsione teorica: sono già scritti nella variazione di bilancio che approda in Consiglio comunale giovedì 24 settembre 2026 pomeriggio. In pratica il passaggio politico che dovrebbe discutere l’aumento arriva quando le bollette più salate sono già nelle case dei pescaresi da giorni.

Le proteste del gruppo Pettinari sindaco e il servizio rifiuti

Per Pettinari, Di Pillo e D’Andrea il problema non è solo la cifra in sé, ma il rapporto tra quello che paghi e quello che ricevi. I tre consiglieri elencano una serie di criticità che, dicono, continuano a segnare la città: strade sporche e maleodoranti, disservizi continui, difficoltà legate al nuovo sistema di raccolta porta a porta e il caos provocato dalla rimozione dei cassonetti stradali in diverse zone.

Il ragionamento che fanno è semplice e, in fondo, è quello che si sente ripetere in molte case pescaresi in questi giorni: se il servizio non migliora, perché la tariffa aumenta? I consiglieri ricordano di aver segnalato pubblicamente il rischio di questi rincari già mesi fa, quando la questione non era ancora finita in bolletta. Ora, dicono, “i fatti ci stanno dando ragione”.

C’è anche un confronto polemico che il gruppo consiliare mette sul tavolo, quello tra le risorse trovate per eventi e concerti in collaborazione con la Regione e la difficoltà, invece, a contenere la pressione fiscale sulle famiglie. Un confronto che, al di là delle etichette politiche, tocca un nervo scoperto per chiunque abbia ricevuto la bolletta da 500 euro: la sensazione che i soldi in più chiesti ai cittadini non si traducano in un servizio percepito come migliore. Se vuoi capire nel dettaglio come funziona oggi la raccolta porta a porta in città e perché in alcune zone crea più attrito che altrove, conviene guardare da vicino come è cambiato il sistema negli ultimi mesi.

E qui la domanda diventa pratica: cosa succederà giovedì in Consiglio, e cosa puoi fare tu se ritieni la tua bolletta sbagliata o sproporzionata?

Cosa succede giovedì in Consiglio comunale e cosa puoi fare

La seduta di giovedì 24 settembre 2026, nel pomeriggio, non decide se aumentare la Tari: quella parte, come hai visto, è già avvenuta e le bollette sono già nelle case dei pescaresi. Il Consiglio comunale è chiamato a ratificare la variazione di bilancio che mette nero su bianco i trasferimenti ad Ambiente S.p.A. e l’aggio per Adriatica Risorse. È lì, in aula, che il gruppo Pettinari sindaco ha annunciato battaglia, chiedendo all’amministrazione di centrodestra di spiegare pubblicamente perché la pressione fiscale non è calata come promesso.

Per te, cittadino che ha già pagato o deve ancora pagare, la seduta conta soprattutto per un motivo pratico: è il momento in cui, davanti al Consiglio, dovrebbero emergere i criteri con cui è stato calcolato l’aumento e se sono previste correzioni per le situazioni più anomale, come i salti da 430 a 500 euro segnalati dai consiglieri. Se hai ricevuto una bolletta che ti sembra sproporzionata rispetto a quella dell’anno scorso, la prima mossa concreta è verificare i conteggi allo sportello di Adriatica Risorse S.p.A., la società che materialmente riscuote la tassa e che gestisce le pratiche di calcolo e di eventuale rettifica delle utenze.

Tieni presente che l’aggio di riscossione di 379.845 euro cresce insieme alla tariffa: quindi ogni contestazione che porta a una correzione della bolletta ha un effetto anche su quella voce, non solo sulla parte destinata alla raccolta rifiuti. Vale la pena, prima di pagare senza controllare, mettere a confronto l’avviso di quest’anno con quello del 2025: se la differenza supera nettamente la fascia indicata dai 30-70 euro segnalata dal gruppo Pettinari sindaco, potrebbe trattarsi di un errore di categoria catastale o di superficie tassabile, correggibile con una semplice istanza.

  • Di quanto aumenta la Tari a Pescara nel 2026? Secondo il gruppo Pettinari sindaco, gli aumenti superano il 15% in molti casi, con rincari indicativi da 30 a 70 euro a bolletta rispetto all’anno precedente.
  • Quando viene approvato l’aumento in Consiglio comunale? La variazione di bilancio che ratifica gli aumenti Tari è in discussione in Consiglio comunale giovedì 24 settembre 2026 pomeriggio.
  • Dove vanno i soldi degli aumenti Tari a Pescara? 1.577.433 euro sono destinati al servizio raccolta rifiuti gestito da Ambiente S.p.A., e 379.845 euro sono l’aggio di riscossione per Adriatica Risorse S.p.A.

Un breve glossario per capirci

  • Variazione di bilancio: la modifica del bilancio comunale approvata in Consiglio per adeguare entrate o spese durante l’anno, come quella che giovedì mette nero su bianco i nuovi trasferimenti legati alla Tari.
  • Aggio di riscossione: il compenso spettante alla società incaricata di riscuotere materialmente la tassa per conto del Comune, in questo caso Adriatica Risorse S.p.A.
  • Ambiente S.p.A.: la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti per il Comune di Pescara, destinataria della quota più consistente dell’aumento.

Fonti