Sorare è sotto accusa in Gran Bretagna

Sorare, l’ormai celebre startup francese che ha appena chiuso un round di finanziamenti per 680 milioni di euro, è sotto accusa in Gran Bretagna. Secondo la Gambling Commission operante in Inghilterra, infatti, l’azienda starebbe operando nel settore del gioco d’azzardo senza aver richiesto la licenza necessaria nel Paese per poterlo fare.
E’ stata proprio la commissione cui spetta il compito di sovrintendere alla correttezza delle operazioni che avvengono in questo settore ad aver annunciato la propria decisione. Lo ha fatto all’interno di un comunicato in cui ha chiarito come il nodo del contendere sia da ricercare nel fatto che il fantacalcio tecnologico di Sorare costituisca o meno gioco d’azzardo.

La risposta di Sorare

La risposta di Sorare è arrivata a stretto giro di posta. La società transalpina, infatti, sostiene di non necessitare di alcun tipo di licenza per poter operare. Non andando a violare di conseguenza la normativa in materia esistente in Gran Bretagna.
Nel comunicato emesso, l’azienda ha inoltre affermato che ritiene trattarsi di una logica conseguenza del suo successo in un settore come quello in cui opera. Come accade solitamente per tutte quelle che si muovono nell’ambito delle nuove tecnologie emergenti, si tratterebbe in pratica di una semplice questione di interpretazione delle regole. E, dopo attenta consultazione con il proprio settore legale, Sorare è giunta alla conclusione che non sia necessario alcun tipo di licenza per il suo fantacalcio su blockchain.

A proposito di Sorare

Sorare è nata nel corso del 2018, imponendosi subito all’attenzione per il suo fantacalcio fondato sulla vendita di carte digitali, sul modello delle aste NFT (token non fungibili). Nei circa tre anni intercorsi dal suo esordio, la startup francese ha chiuso una lunghissima serie di accordi all’interno del composito universo calcistico. Cui hanno aderito società prestigiose delle maggiori leghe professionistiche mondiali, ma non solo.
Accordi che nel corso dell’anno hanno comportato una vera e propria esplosione di Sorare, il cui valore ha ormai raggiunto i 4,3 miliardi di euro. Grazie agli oltre 500mila utenti che hanno scelto la piattaforma e che danno vita a scambi i quali hanno raggiunto i 150 milioni di dollari.

Calcio e criptovalute, un connubio sempre più stretto

Quello tra calcio e asset digitali è un rapporto sempre più stretto. Favorito da due necessità concomitanti: la raccolta di nuovi fondi da parte delle società sportive e il conseguimento di una popolarità sempre più vasta da parte delle aziende operanti nella finanza alternativa.
Soltanto per quanto riguarda la Serie A, basterebbe ricordare le sponsorizzazioni di Digitalbits nei confronti di Roma e Inter, per capire come il mondo del calcio abbia dimostrato la sua notevole ricettività per quanto riguarda le criptovalute.

I problemi legislativi posti dagli asset digitali

L’indagine aperta dalla Gambling Commission del Regno Unito, però, conferma anche la persistenza di alcuni problemi di carattere regolamentare. I quali devono essere risolti per riuscire a dare finalmente un quadro normativo chiaro ad un settore in grande espansione.
Una esigenza che è stata prospettata da più parti nel corso degli ultimi mesi. Tanto da spingere il nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, a proporre un intervento coordinato da parte dei governi per dare una soluzione al problema. Lo stesso Biden il quale dovrebbe in tempi brevi presentare la sua proposta in merito.
Mentre anche il commissario della SEC Hester Peirce sostiene a sua volta di ritenere un peccato il fatto che l’agenzia non riesca a regolamentare il settore delle criptovalute e della finanza decentralizzata.

L’articolo Sorare è sotto accusa in Gran Bretagna è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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