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Scuole a Spoltore, dal 16 settembre puoi mandare i figli al nuovo asilo nell’ex Mammut: dove si trova e quanti posti auto

Il nuovo asilo apre le porte, cosa sapere subito

Se hai un figlio piccolo a Spoltore, da domani 16 settembre 2026 c’è un indirizzo nuovo dove portarlo: la scuola dell’infanzia nata al posto dell’ex mercato coperto Mammut. Ieri mattina, il 14 settembre, il sindaco Chiara Trulli ha tagliato il nastro davanti ai cittadini, aprendo per un giorno le porte della struttura a chi voleva visitarla prima dell’inizio delle lezioni.

Il posto lo conoscono tutti a Spoltore, anche se in pochi ci hanno mai messo piede. Il Mammut era lì da decenni, un complesso degli anni ’60 abbandonato e di fatto inutilizzato, se non per qualche spettacolo dello Spoltore Ensemble organizzato tra quelle mura ormai spente. Ora, sullo stesso sedime, sorge un edificio scolastico moderno.

I numeri raccontano una struttura pensata per crescere in altezza e in funzionalità: 1050 metri quadri complessivi, gli stessi che un tempo occupava il vecchio mercato, di cui 575 metri quadri all’aperto destinati alle attività ricreative dei bambini. Gli spazi esterni sono organizzati in un sistema di piazze su tre livelli, una soluzione che permette di sfruttare il dislivello del terreno invece di subirlo.

Il sindaco Trulli, tagliando il nastro, ha definito la nuova scuola “in grado di accogliere e abbracciare il bambino” sotto ogni aspetto, strutturale, funzionale e persino cromatico. Dal 16 settembre lo spazio passa nelle mani della dirigente Nicoletta Paolini e del personale scolastico, che da domani ci lavorerà stabilmente.

Per chi deve accompagnare o riprendere i piccoli, la buona notizia riguarda anche la logistica: la scuola poggia su pilotis, cioè su un basamento sollevato da pilastri, e proprio sotto l’edificio si trova un’area parcheggio pensata per una cinquantina di posti auto. Un dettaglio non da poco per chi vive il caos del mattino con figli piccoli da lasciare in orario.

E al posto del vecchio Mammut abbandonato dagli anni ’60 nasce una scuola su tre livelli di piazze: ecco cosa cambia per chi ci porterà i figli ogni mattina.

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Perché la scuola è stata sollevata da terra

La scelta di far poggiare l’edificio su pilotis, cioè su un basamento retto da pilastri con il parcheggio ricavato sotto, non è solo un modo per trovare posto alle auto. Serve a sfruttare in maniera più razionale i volumi disponibili e a dare alla scuola una posizione altimetrica più alta rispetto al sistema di piazze esterno e alla viabilità che le passa sopra. Tradotto: i bambini giocano su un livello separato da quello in cui scorrono le auto, non accanto.

Le aree esterne, in realtà, non sono ancora del tutto completate: i lavori proseguono anche dopo l’apertura delle aule, e riguardano soprattutto la parte che mette in relazione la scuola con il resto del quartiere. Se ti stai chiedendo come farà la struttura a restare al riparo dal traffico della provinciale, la risposta sta in una piazzetta pensata apposta per questo: un fazzoletto di spazio che dovrà armonizzare la viabilità tra via Massera e la strada statale con gli spazi della scuola, tenendo i piccoli a distanza dal passaggio delle auto.

È un dettaglio che conta più di quanto sembri, in una zona dove per decenni l’unico movimento era quello, sporadico, di chi entrava al Mammut per uno spettacolo dello Spoltore Ensemble. Ora quello stesso pezzo di centro storico deve imparare a gestire l’andirivieni quotidiano di genitori, passeggini e macchine parcheggiate, un traffico diverso ma altrettanto reale.

Il sindaco Chiara Trulli, nel giorno del taglio del nastro, non si è fermata a descrivere l’edificio appena consegnato. Ha annunciato che il Comune metterà sul piatto altri 800mila euro per intervenire proprio sulla viabilità che circonda la nuova scuola, un investimento pensato per accompagnare l’apertura delle aule con un assetto stradale più adatto a un luogo frequentato ogni giorno da famiglie con bambini piccoli. È la conferma che l’ex Mammut non viene trattato come un cantiere concluso e archiviato, ma come il primo tassello di un intervento più ampio sull’intera area.

Per chi vive a Spoltore da anni e ricorda il Mammut come un rudere buono solo a raccogliere polvere, vedere stanziata un’altra cifra a sei zeri per la zona attorno alla scuola è la prova che il progetto va oltre l’edificio in sé. E altri 800mila euro sono già in arrivo per la viabilità intorno alla scuola: capire dove finiranno esattamente, e cosa cambierà per chi attraversa quella parte di centro storico ogni giorno, è il passo successivo da conoscere.

Il futuro del centro storico di Spoltore, gli altri interventi in corso

Gli 800mila euro annunciati dal sindaco Chiara Trulli non finiranno solo in asfalto e segnaletica. Il Comune li ha messi in conto per un pacchetto di lavori che tiene insieme sicurezza stradale e spazi pubblici, e che riguarda tutto il tratto tra via Massera e la Statale, proprio la strada che costeggia la nuova scuola.

Una parte del lavoro è già visibile: gli attraversamenti pedonali sagomati e rialzati realizzati nell’ambito della riqualificazione dell’area. Non sono le solite strisce bianche disegnate sull’asfalto. Sono rialzati rispetto al piano stradale, il che costringe le auto a rallentare in modo naturale prima di arrivarci, e sono pensati anche per migliorare la ciclabilità della zona, cioè per rendere più sicuro e scorrevole il passaggio di chi si muove in bicicletta in un pezzo di centro storico che per decenni non ha dovuto fare i conti con nessun tipo di traffico pedonale organizzato attorno al Mammut abbandonato.

Il resto dei fondi, quelli ancora da spendere, è destinato a due cose distinte. La prima sono nuovi parcheggi, che si aggiungeranno alla cinquantina di posti auto già ricavati sotto l’edificio scolastico grazie ai pilotis. La seconda è la realizzazione di piazzette pensate per l’incontro della cittadinanza, al di fuori del contesto scolastico: spazi pubblici che non servono solo a chi porta i figli a scuola, ma che restano a disposizione di tutti nelle ore in cui l’asilo è chiuso.

È il punto che rende l’operazione diversa da una semplice ristrutturazione. Il Comune non si è limitato a rimpiazzare un edificio fatiscente con uno nuovo. Ha impostato l’intera area come un piccolo tassello di riqualificazione urbana, dove la scuola è il pezzo più visibile ma non l’unico. Se abiti nella zona tra via Massera e la Statale, nei prossimi mesi vedrai cantieri aprirsi anche fuori dall’orario scolastico: fanno parte dello stesso pacchetto di interventi annunciato dal sindaco il giorno del taglio del nastro.

Per chi segue da vicino le vicende di Spoltore, l’ex Mammut era diventato quasi un simbolo di occasione mancata, un complesso costruito negli anni ’60 e finito per decenni a fare da quinta silenziosa a qualche spettacolo dello Spoltore Ensemble. Vederlo trasformato in una scuola dell’infanzia da 1050 metri quadri, con un investimento aggiuntivo di 800mila euro già stanziato per l’area circostante, racconta quanto tempo e quante risorse ci vogliono per rimettere in circolo un pezzo di città rimasto fermo così a lungo.

Fonti