Russell Okung contro Elon Musk: “Stick to Space”

I continui messaggi social di Elon Musk stanno iniziando a dare fastidio a più di qualcuno. Almeno stando a quanto accaduto nel corso delle ultime ore, quando il fondatore e CEO di Tesla si è ritrovato sotto il fuoco concentrico di Russell Okung e della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti. Andiamo quindi a vedere cosa è accaduto.

Russell Okung invita Elon Musk a limitarsi allo spazio

Vera e propria stella della NFL, Russell Okung è ormai un veterano, per quanto riguarda le criptovalute. Il suo interesse nei confronti del denaro digitale è di vecchia data e si è concretizzato di recente in un rinnovo contrattuale molto particolare. Il quale prevede la corresponsione di metà del suo stipendio da 13 milioni di dollari annuali sotto forma di Bitcoin. Non stupisce quindi l’evidente fastidio con cui ha reagito alle recenti dichiarazioni di Musk contro la pericolosità ambientale del token. Il quale da quel momento ha iniziato un deciso ripiegamento, colpendolo quindi direttamente da un punto di vista finanziario.
La sua reazione è stata di conseguenza molto decisa. L’atleta ha infatti deciso di inaugurare una campagna sotto forma di cartelloni pubblicitari a Miami, in Florida, prima della conferenza Bitcoin 2021 che avrà luogo nel fine settimana. I quali si aggiungeranno ad altri posizionati in prossimità della struttura di lancio di SpaceX a Brownsville, in Texas, e alla fabbrica di Tesla a Santa Clara, in California.

“Stick to Space, Elon!”

Ogni cartellone riporterà un’immagine di Okung insieme al messaggio “Stick to Space, Elon”. Ovvero un cortese invito a limitarsi allo spazio e lasciar perdere quelle criptovalute di cui ha iniziato ad occuparsi solo da poco. E anche in maniera sbagliata, secondo l’atleta dei Carolina Panthers. In quanto, almeno secondo lui, il Bitcoin rappresenta una vera e propria svolta in positivo per l’umanità, e non una minaccia come invece emergerebbe dalle parole di Musk. Il quale, sempre secondo Okung, non rappresenta certo un’autorità, su questo preciso tema.

La SEC contro le violazioni di Elon Musk

Ancora più preoccupante, però, per il miliardario di origini sudafricane, potrebbe rivelarsi l’offensiva della SEC. Secondo la quale Musk avrebbe violato per ben due volte una ordinanza di tribunale la quale gli chiedeva di sottoporre all’approvazione degli avvocati aziendali i suoi tweet, prima di pubblicarli.
La decisione in questione risale al 2018, quando Tesla era stata chiamata a rispondere di una presunta frode. Una vertenza finita proprio con questa raccomandazione la quale, però, almeno stando alla commissione il CEO non avrebbe rispettato.

Presto la SEC potrebbe chiedere conto a Musk dei suoi tweet sulle criptovalute

Se in questo caso i tweet incriminati non riguardano il settore crittografico, va però messo in rilievo come presto la SEC potrebbe interessarsi anche del pump and dump di Musk nei confronti di Dogecoin e Bitcoin. Che, secondo alcuni, si configurerebbero alla stregua di turbativa dei mercati.
Una tesi non proprio azzardata, se si considera che di recente un trader britannico ha deciso di dare vita ad un bot, il quale acquista BTC ogni volta che il miliardario twitta sul token. Stabilendo quindi un legame certo tra le sue parole, spesso in libertà, e le reazioni dei mercati. Una condotta che se è stata oggetto di forti critiche, da più parti, non ha però comportato conseguenze di carattere legale. Almeno sino ad ora.

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