Torna il Cammino del Tratturo, date e come partecipare gratis
Se abiti da queste parti e ti è sempre piaciuta l’idea di camminare su strade vecchie di secoli, questa è la tua occasione. Dal 24 settembre al 3 ottobre 2026 riparte il cammino sul Regio Tratturo L’Aquila-Foggia, uno dei percorsi storici più importanti della transumanza italiana, e puoi partecipare gratis anche a una sola tappa, senza doverle fare tutte.
L’iniziativa si chiama “Lu Tratture de na vote” (il tratturo di una volta) ed è organizzata da Settimio Rapposelli, con il supporto di Paola. Il percorso parte dal piazzale della Basilica di Collemaggio, all’Aquila, e arriva fino a Foggia, in dieci tappe spalmate su dieci giorni.
La parte interessante per chi vive in provincia di Chieti è che il tracciato passa proprio di qui: tra le tappe ci sono infatti Rosciano, Vacri e Lanciano, con soste che toccano anche Colle Marcone a Chieti, Bucchianico, Arielli e Costa di Chieti. Non serve organizzare un viaggio di dieci giorni: puoi scegliere la tappa più vicina a casa tua, presentarti il giorno giusto e camminare gratis su un pezzo di storia.
La partecipazione è aperta a tutti, appassionati di trekking o semplici curiosi, e non costa nulla. Per iscriverti basta una telefonata: Settimio risponde al 331 4770402, Paola al 328 9380248. Meglio chiamare qualche giorno prima della tappa che ti interessa, così ti dicono orario e punto di ritrovo preciso.
Ma quale tappa scegliere se abiti nel Chietino, e cosa vedrai lungo il percorso? Te lo spieghiamo tappa per tappa qui sotto.
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Tappa per tappa, da Collemaggio a Foggia passando da Chieti e Lanciano
Il primo giorno, giovedì 24 settembre, si parte da lontano rispetto a casa tua: il gruppo lascia il piazzale della Basilica di Collemaggio a L’Aquila e punta verso Onna, poi San Demetrio, fino agli scavi archeologici di Peltuinum, dove finisce la prima tappa verso Prata d’Ansidonia. Le due tappe successive, il 25 e il 26 settembre, attraversano Navelli, la Chiesa delle Centurelle, il lago di Capodacqua e la Forca di Penne, fino a Cugnoli e all’arrivo presso la Cantina Marramiero di Rosciano.
È qui che il tratturo entra nel territorio che ti interessa. La quarta tappa, domenica 27 settembre, parte dalla Cantina Marramiero e si dirige verso Colle Marcone, a Chieti, per poi passare da Bucchianico e arrivare a Vacri, alla Chiesa di San Vincenzo. Il giorno dopo, lunedì 28 settembre, il gruppo riparte proprio da lì, passa per Arielli, si ferma per il pranzo e riprende il cammino verso Costa di Chieti prima di raggiungere Lanciano in serata.
Le tappe seguenti si allontanano di nuovo verso la costa: il 29 settembre si va da Lanciano a Vasto, con una sosta al Cimitero Inglese di Torino di Sangro e un tratto costiero in zona Le Morge. Poi Vasto-Petacciato il 30, Petacciato-San Martino in Pensilis il 1° ottobre, San Martino-San Paolo di Civitate il 2, con sosta pranzo in una zona chiamata “Cime Tempestose” prima della masseria Defensola. L’ultima tappa, sabato 3 ottobre, si fa in parte a piedi e in parte con mezzi pubblici, con arrivo all’Epitaffio di Foggia previsto in mattinata.
| Tappa | Data | Percorso |
|---|---|---|
| 1 | 24 sett | L’Aquila (Collemaggio) – Prata d’Ansidonia |
| 4 | 27 sett | Rosciano – Vacri (Chieti) |
| 5 | 28 sett | Vacri – Lanciano |
| 10 | 3 ott | San Paolo di Civitate – Foggia |
Perché il tratturo racconta la storia della transumanza abruzzese
Il Regio Tratturo L’Aquila-Foggia non è una strada qualunque: per secoli è stato l’autostrada dei pastori, il tracciato lungo cui le greggi scendevano ogni autunno dai pascoli d’altura abruzzesi verso il Tavoliere delle Puglie, per poi risalire in primavera. Camminarci sopra oggi significa mettere i piedi esattamente dove li mettevano loro, con le stesse pendenze e gli stessi punti d’acqua.
Non è un caso che l’organizzazione abbia scelto come slogan “le tradizioni non si possono scordare”: dietro questa frase c’è la volontà di tenere viva una memoria che rischia di sparire insieme a chi la transumanza l’ha vissuta. Il nome stesso dell’iniziativa, “Lu Tratture de na vote”, il tratturo di una volta, va nella stessa direzione: non un cammino qualsiasi ma un modo per riportare a galla un pezzo di identità che ha segnato la storia del Mezzogiorno per generazioni.
Ma se non hai dieci giorni liberi, come si fa a capire quale tappa scegliere vicino casa e cosa aspettarti da una singola giornata di cammino? Te lo raccontiamo nel dettaglio qui sotto.
Un patrimonio da riscoprire, il valore del turismo lento in Abruzzo
Il cammino sul Regio Tratturo L’Aquila-Foggia non nasce isolato. Si inserisce in un fenomeno più ampio che negli ultimi anni ha cambiato il modo in cui l’Abruzzo racconta se stesso ai visitatori, e anche a chi ci abita da sempre. Il turismo lento, quello fatto di passi e non di chilometri percorsi in auto, sta diventando uno dei modi più concreti per tenere in vita borghi, sentieri e mestieri che rischiavano di restare solo un ricordo nei racconti dei nonni.
Quello che rende diversa questa iniziativa da tante altre proposte di trekking a pagamento è proprio la scelta della gratuità totale. Non ci sono quote di iscrizione, non c’è un pacchetto da acquistare: basta una telefonata a Settimio o a Paola e ti presenti alla partenza della tappa che hai scelto. È un modello che punta sulla partecipazione più che sul business, e che per questo riesce ad attirare tanto l’escursionista abituale quanto chi il tratturo lo vuole solo vedere una volta, magari perché ci ha sentito parlare i genitori.
Camminare su un tratturo significa anche attraversare paesi che raramente finiscono nelle guide turistiche classiche: Vacri, Rosciano, Costa di Chieti sono nomi che non troverai facilmente accanto a quelli di Sulmona o della Costa dei Trabocchi, eppure custodiscono chiese, cantine e paesaggi che meritano una sosta, non solo un passaggio veloce in auto verso la costa.
Se ti stai chiedendo perché tante amministrazioni locali investono energie su iniziative come questa, la risposta sta proprio qui: un cammino gratuito e aperto a tutti porta persone a fermarsi in luoghi che altrimenti resterebbero solo punti sulla cartina, e restituisce visibilità a un pezzo di territorio che vive di agricoltura, allevamento e piccola ricettività più che di grandi flussi turistici.
Il tratturo, in questo senso, funziona come una lente che ti fa vedere l’Abruzzo interno con occhi diversi: non la meta da cartolina, ma la strada che ci porta dentro. E se hai un weekend libero e un paio di scarpe buone, la prossima tappa vicino casa è a portata di telefonata.
Fonti
- Sulle orme della transumanza: torna il Cammino sul regio tratturo L'Aquila-Foggia (chietitoday.it)
Foto: L1Ucgen — CC BY 4.0 (fonte)


