Ray Dalio: lo yuan digitale è in grado di competere con Bitcoin

Ray Dalio è il fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo. Un vero e proprio peso massimo della finanza il quale non ha problemi ad esprimere il suo parere anche sul denaro digitale.
L’ultimo espresso, in particolare, è destinato a sollevare notevole interesse. Secondo lui, infatti, lo yuan digitale potrebbe avere talmente successo da andare a fare concorrenza al Bitcoin.

Lo yuan digitale potrebbe diventare la valuta di riferimento globale

Il parere di Ray Dalio si fonda su un presupposto destinato a far sobbalzare non poche persone, dalle parti di Washington. Secondo il quale la CBDC (Central Bank Digital Currency) di Pechino potrebbe diventare la valuta di riferimento a livello globale, andando in pratica a rilevare la funzione sinora svolta dal dollaro.
Tutto ciò ad onta dei livelli di riservatezza molto bassi offerti dalle criptovalute proposte dalle banche centrali. Sulle quali, del resto, Dalio non sembra nutrire grandi aspettative, ritenendo che non possano competere con il Bitcoin. Solo quella cinese, a sua detta, ne avrebbe la forza.

Il Bitcoin potrebbe essere bandito dai governi

Le ultime affermazioni di Ray Dalio, arrivano dopo quelle relative alla possibilità che i governi potrebbero prima o poi giungere alla risoluzione di bandire il Bitcoin. La quale, pur non trovando eccessivo credito negli ambienti finanziari, è comunque basata su un precedente storico non molto noto. Ovvero quello che vide il governo di Washington imporre ai privati il divieto di poter possedere oro.
Il precedente risale alla Grande Depressione seguita al crollo della Borsa di Wall Street del 1929. E dovrebbe essere tenuto a mente dagli investitori. Proprio perché evoca un caso analogo a quello rappresentato oggi dalla creazione di Satoshi Nakamoto.

Un timore fondato o una ipotesi remota?

La dichiarazione sul Bitcoin è stata rilasciata dal fondatore di Bridgewater Associates durante una intervista concessa ad Andy Serwer, direttore di Yahoo Finance. E ricorda che il provvedimento adottato all’epoca, fu motivato da una preoccupazione precisa. Ovvero quella che l’oro prezioso potesse andare a sostituire il dollaro come riserva di valore.
Si tratta in effetti dello stesso timore il quale sta serpeggiando ormai da tempo in alcuni ambienti. A sua volta derivante dalla spirale inflazionistica che è stata innescata dagli aiuti governativi all’economia reale. Il surriscaldamento dei prezzi osservato di recente, ha in effetti riportato all’attenzione degli ambienti finanziari le parole di Ray Dalio, e spinto molti a ritenere possibile lo scenario da lui evocato.

Il divieto cinese sul trading di Bitcoin

I concetti espressi da Dalio, peraltro, sembrano tutt’altro che una semplice ipotesi scolastica. Già nel corso degli ultimi mesi, infatti, in alcuni Paesi sono iniziate le restrizioni nei confronti del denaro digitale. Nelle quali alcuni non hanno esitato ad intravvedere un tentativo di limitarne le pretese di autonomia.
A partire proprio dalla Cina, ove è stato emesso un divieto di transare sul Bitcoin. Mentre l’India sta studiando la possibilità di adottare paletti sempre più stretti nei suoi confronti. Senza contare gli Stati Uniti, ove la politica non ha mancato di evidenziare il suo fastidio verso lo spazio crittografico. Ad esempio con la lunga serie di pronunciamenti contro Diem, la criptovaluta di Facebook. O attraverso le parole pronunciate da Janet Yellen nei confronti di BTC. Accusato di essere uno strumento speculativo e di pericolosità nei confronti dell’ambiente.

L’articolo Ray Dalio: lo yuan digitale è in grado di competere con Bitcoin è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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