Se percorri spesso la Tiburtina Valeria tra Pescara e Roma, tieni d’occhio quello che sta succedendo tra Manoppello e Scafa. Tra il fiume Pescara e l’autostrada A25 sta crescendo un viadotto che, quando entrerà in funzione, cambierà il modo in cui l’Abruzzo si collega alla Capitale. Non è un cantiere qualunque: è il pezzo più complesso del raddoppio ferroviario Pescara-Roma, l’opera che Rete Ferroviaria Italiana sta realizzando attraverso i lotti 1 e 2, per un valore complessivo di 950 milioni di euro su un asse di circa 13 chilometri.
Il viadotto che cambierà il viaggio Pescara-Roma
Il cuore del lotto 2 è un ponte ad arco lungo circa 1.400 metri che scavalca letteralmente il fiume Pescara e la A25, permettendo alla nuova linea di superare in un colpo sia il corso d’acqua che l’autostrada senza incroci a raso. L’ingegner Andrea Borgia, della direzione Investimenti di RFI, ha fatto il punto sul cantiere durante un sopralluogo tecnico: le fondazioni sono in corso, le pile stanno prendendo forma, e la struttura definitiva comincia a intuirsi tra Manoppello e Scafa.
Il tratto interessato copre gli 8 chilometri della tratta Manoppello-Scafa, che insieme ai 5 chilometri del lotto 1 (Interporto-Manoppello) compongono il segmento oggi in lavorazione. È qui che si gioca buona parte della velocizzazione promessa per la linea Adriatica verso Roma: un’infrastruttura pensata non solo per correre più veloci, ma per eliminare i colli di bottiglia che oggi rendono il collegamento trasversale appenninico lento e poco regolare.
Il viadotto, una volta completato, poggerà su 26 pile di fondazione e userà circa 125.000 chilogrammi di acciaio sagomato e 680 metri cubi di calcestruzzo. Numeri che da soli dicono poco, finché non li metti in prospettiva.
Ecco allora i numeri veri del viadotto: 2.800 tonnellate di peso complessivo e 120 metri di luce, la distanza libera tra un appoggio e l’altro sopra fiume e autostrada.
Leggi anche: Cantieri a Chieti, a Brecciarola puoi chiedere a RFI indennizzi e tutele il 2 ottobre: dove e a che ora
Cosa cambia per chi viaggia e per i pendolari
Al netto dell’ingegneria, la domanda che si fa chiunque prenda il treno tra Pescara e Roma è una sola: quanto tempo guadagno? La risposta di Andrea Borgia è chiara, anche se lui stesso la ridimensiona rispetto ad altri benefici che considera più rilevanti. Il tempo di percorrenza passerà da 3 ore e mezza a 2 ore. Non è un dettaglio da poco per chi oggi affronta quel viaggio ogni settimana per lavoro, studio o visite mediche, ma secondo l’ingegnere il vero salto di qualità sta altrove, nella regolarità del servizio.
Il doppio binario, spiega Borgia, permetterà di eliminare gli incroci tra treni che oggi rallentano la circolazione e la rendono fragile davanti a un ritardo o a un guasto. Con due binari indipendenti un convoglio in difficoltà non blocca più l’intera linea, e questo si traduce in meno cancellazioni, meno attese sulla banchina, meno effetto domino quando qualcosa va storto. Cambia anche la sicurezza: i lavori elimineranno tutti i passaggi a livello lungo il tracciato, quei punti dove auto e treni si incrociano a raso e che restano tra le cause più frequenti di incidenti e ritardi sulla rete ferroviaria italiana.
Sul fronte dei numeri di esercizio, il traffico passeggeri passerà da 4 a 10 treni sulla nuova linea, un salto che apre spazio anche al trasporto merci: l’Interporto d’Abruzzo, oggi limitato dalla capacità della linea storica, potrà finalmente sfruttare a pieno la sua funzione logistica. Le stazioni di Manoppello, Alanno e Scafa verranno riqualificate con nuovi parcheggi, stalli per gli autobus, spazi dedicati alle biciclette e l’abbattimento delle barriere architettoniche grazie a marciapiedi nuovi: piccoli interventi che, per chi prende il treno ogni giorno, pesano quanto i minuti risparmiati in corsa.
Lo stato dei cantieri oggi
Se ti stai chiedendo a che punto siamo, la fotografia che arriva dal sopralluogo di RFI è quella di un cantiere avanzato ma ancora lontano dal traguardo. Le bonifiche da ordigni bellici sono state completate nella maggior parte delle aree interessate, mentre proseguono gli spostamenti dei sottoservizi (le reti di gas, acqua ed elettricità che interferiscono con il tracciato) e la posa di pali e micropali per contenere gli scavi lungo tutto il percorso.
Sul fronte degli espropri, il 90% delle aree private e demaniali necessarie è già stato acquisito, un dato che segnala come la parte più delicata e spesso più lenta di un’opera del genere sia ormai quasi conclusa. Le demolizioni sono partite, così come la formazione dei nuovi rilevati su cui poggerà la linea raddoppiata.
Per tenere il ritmo su un cantiere che si estende per 13 chilometri, RFI prevede l’impiego di fino a 500 maestranze giornaliere in media e fino a 70 mezzi da cantiere in contemporanea tra i due lotti. Sono numeri che raccontano la scala industriale dell’operazione, ben diversa da un semplice lavoro di manutenzione stradale: qui si sta letteralmente riscrivendo un pezzo di territorio tra Manoppello e Scafa, con squadre che lavorano in parallelo su fronti diversi, dalle fondazioni del viadotto ai binari, dalle stazioni ai sottopassi.
Ma quanto pesa questo cantiere sul progetto complessivo da 16 miliardi che dovrebbe arrivare fino a Roma, e cosa manca ancora da finanziare?
Il quadro più ampio, dal lotto 2 alla linea Roma-Pescara
Il viadotto tra Manoppello e Scafa, con i suoi 950 milioni di euro spesi su appena 13 chilometri, è solo un frammento di un’opera molto più grande. Il progetto complessivo del raddoppio Roma-Pescara vale circa 16 miliardi di euro e corre per oltre 250 chilometri, dalla Capitale fino alla costa adriatica. Messo così, il numero fa capire perché l’ingegner Borgia eviti di sbilanciarsi su una data di completamento per l’intera linea: parlare oggi della fine dei lavori su tutto il tracciato, ha spiegato, è difficile perché servono ancora investimenti che non sono tutti garantiti.
I lotti 1 e 2 che stai vedendo prendere forma tra l’Interporto d’Abruzzo, Manoppello e Scafa sono la parte già finanziata e cantierata. Il resto della linea, quella che dovrà collegare questi lavori fino a Pescara e proseguire verso l’interno, resta legato a finanziamenti futuri da assegnare lotto per lotto. È il modo in cui in Italia si costruiscono le grandi infrastrutture ferroviarie: a tranche, con risorse che arrivano nel tempo e non tutte insieme all’inizio del progetto.
Per chi vive a Pescara e nell’interno, questo significa una cosa semplice: il beneficio più immediato, quel taglio a due ore per arrivare a Roma, riguarda per ora il tratto interessato dai lotti in corso, mentre il resto del potenziamento della linea seguirà i tempi di stanziamenti ancora da completare. È la fisiologia di un cantiere lungo un asse di 250 chilometri, non un’anomalia locale.
- Quando saranno completati i lavori del raddoppio ferroviario Pescara-Roma? I lotti 1 e 2 (tratta Interporto-Manoppello-Scafa) sono previsti nel 2028, poi serviranno mesi per le autorizzazioni Ansfisa prima dell’attivazione della linea.
- Quanto si risparmierà in tempo di viaggio tra Pescara e Roma? Il tempo di percorrenza dovrebbe scendere da 3 ore e mezza a circa 2 ore, secondo quanto dichiarato da RFI.
- Quali stazioni saranno riqualificate dai lavori? Le stazioni di Manoppello, Alanno e Scafa, con nuovi parcheggi, stalli bus, spazi per biciclette e abbattimento delle barriere architettoniche.
Un piccolo glossario per orientarti tra i cantieri
- Viadotto ad arco: struttura a ponte in cui il carico è sostenuto da un arco portante, usata qui per scavalcare in un colpo solo il fiume Pescara e la A25.
- Ansfisa: l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, che certifica l’idoneità della linea prima che possa entrare in esercizio.
- Pila di fondazione: il blocco strutturale in cemento ancorato al terreno che sostiene le campate del viadotto, uno dei 26 elementi su cui poggerà la nuova struttura tra Manoppello e Scafa.
Fonti
- Prende forma il maxi-viadotto del raddoppio ferroviario Pescara-Roma: nel 2028 la fine dei lavori nei lotti 1 e 2 – ilpescara.it (ilpescara.it)


