«Il mare è pulito» è una frase che a giugno si legge ovunque e che quasi mai viene accompagnata dal metodo. Il metodo però esiste, è europeo, ed è più semplice di quanto sembri.
Si misurano due batteri, non l’inquinamento in generale
La normativa europea sulle acque di balneazione fissa due soli parametri microbiologici:
- Escherichia coli
- Enterococchi intestinali
Sono indicatori di contaminazione fecale, cioè segnalano la presenza di scarichi non depurati. Non misurano metalli, plastiche, idrocarburi o sostanze chimiche: quelle sono oggetto di altri monitoraggi ambientali, con altre norme.
Accanto ai due parametri, chi campiona registra anche le condizioni al contorno: presenza di schiume, oli, rifiuti galleggianti, colorazioni anomale, fioriture algali. Sono osservazioni visive che possono far scattare provvedimenti anche a valori microbiologici regolari.
Chi campiona, e quando
In Abruzzo i prelievi sono a cura dell’agenzia regionale per la protezione ambientale. La stagione balneare ha un calendario di campionamento definito prima dell’inizio, con un prelievo al mese per ciascun punto come minimo, più i controlli straordinari quando serve.
Se un campione supera i limiti, scatta il ricampionamento: se la conferma arriva, il Comune emette il divieto; il punto torna balneabile con un campione conforme. È lo stesso meccanismo che regola i divieti temporanei dopo le piogge.
Le quattro classi si costruiscono su quattro anni
Questa è la parte che quasi nessuno racconta. La classificazione di un punto di balneazione — eccellente, buona, sufficiente, scarsa — non nasce dal campione di ieri: si calcola su una serie storica di quattro stagioni, con un metodo statistico stabilito dalla direttiva.
Ne discendono due conseguenze pratiche:
- Un punto classificato «eccellente» può essere temporaneamente vietato oggi, per un evento di breve durata.
- Un punto che ha migliorato la depurazione impiega anni a vedersi riconosciuta la classe migliore, perché la storia pesa.
La Bandiera Blu misura un’altra cosa
Il riconoscimento della Bandiera Blu è assegnato da una fondazione internazionale privata a cui i Comuni si candidano volontariamente. La qualità dell’acqua è un requisito d’ingresso — serve la classe eccellente — ma i criteri comprendono anche depurazione, gestione dei rifiuti, servizi, accessibilità, aree pedonali, educazione ambientale.
Quindi: una spiaggia senza Bandiera Blu può avere un’acqua identica a una che ce l’ha. La bandiera dice che il Comune ha partecipato e ha soddisfatto un insieme più ampio di criteri; non dice che il mare accanto è peggiore.
Dove si guardano i dati
Il portale nazionale delle acque di balneazione del Ministero della Salute raccoglie punto per punto la classificazione e l’esito dei controlli. L’agenzia regionale pubblica i risultati dei campionamenti abruzzesi. I divieti in vigore sono ordinanze comunali.
Noi mettiamo insieme classificazione, stato del punto e condizioni del mare nella pagina del mare oggi, comune per comune.
Come si legge un dato, in pratica
- Guarda il punto, non il comune. La classificazione è per singolo tratto: nello stesso comune convivono punti eccellenti e punti critici.
- Distingui classificazione e divieto. La prima è storica, il secondo è di oggi.
- Le foci restano fuori. Le aree alle foci dei fiumi sono in genere permanentemente interdette.
- Un valore alto isolato non fa una tendenza, ed è per questo che il metodo usa quattro anni.
Che cosa succede quando un punto risulta non conforme
Un superamento dei limiti non produce automaticamente un declassamento: attiva una procedura. Il punto viene ricampionato, il Comune adotta il divieto se serve, e le autorità competenti sono tenute a individuare le cause. È a questo passaggio che si scoprono gli scarichi abusivi, i malfunzionamenti degli impianti di depurazione, gli allacci fognari finiti per errore nella rete delle acque bianche.
Su un litorale come il nostro, dove nella stagione la popolazione servita dagli impianti raddoppia in poche settimane, il fattore critico è quasi sempre lo stesso: la capacità di depurazione nei mesi di punta e la tenuta della rete quando piove forte. Sono i due punti su cui si misura la qualità reale della gestione, molto più che sul numero di bandiere esposte.
Le fioriture algali: perché il mare cambia colore
Ogni tanto, di solito in estate, il mare assume una colorazione bruno-rossastra a chiazze. Nella maggior parte dei casi si tratta di una fioritura algale: una moltiplicazione rapida di microalghe favorita da temperatura, luce e nutrienti. È un fenomeno naturale, spesso innocuo, che però va distinto da un episodio di inquinamento.
- Le mucillagini, tipiche dell’Adriatico in certe annate, formano aggregati gelatinosi in sospensione: sono fastidiose e appiccicose, e riducono la trasparenza, ma non sono un indicatore di contaminazione fecale.
- Alcune specie possono provocare irritazioni cutanee o respiratorie nelle giornate ventose, e in quei casi le autorità sanitarie diffondono avvisi.
- Le chiazze scure e maleodoranti alla foce dopo un temporale sono un’altra cosa, e vanno trattate come tali.
Nel dubbio, il criterio migliore resta quello che vale per l’acqua dopo le piogge: se l’aspetto è anomalo, si aspetta.
Cosa guardare, oltre ai batteri
La classificazione di balneazione risponde a una domanda sola: è sicuro fare il bagno. Non risponde ad altre, che pure interessano chi frequenta la costa.
- La qualità ambientale complessiva del corpo idrico è oggetto di un monitoraggio diverso, che considera nutrienti, contaminanti chimici e stato biologico.
- I rifiuti spiaggiati e la plastica sono rilevati da campagne dedicate, non dai controlli sulla balneazione.
- L’erosione costiera e la gestione dei sedimenti sono un capitolo a sé, che sul nostro litorale incide sull’aspetto delle spiagge più di qualunque altro fattore.
Tenere separate queste tre cose evita il fraintendimento più comune, quello per cui una spiaggia sporca di alghe spiaggiate viene descritta come mare inquinato, e un tratto pulito a vedersi viene dato per sicuro senza aver guardato un dato. Le condizioni giorno per giorno, insieme alla classificazione dei punti, restano nella pagina del mare oggi.
Chi controlla che i controlli si facciano
Il sistema è a più livelli, e conoscerlo aiuta a capire a chi rivolgersi. L’agenzia regionale per la protezione ambientale esegue i campionamenti e li trasmette; la Regione approva il calendario e il profilo delle acque; il Comune adotta i provvedimenti di divieto e di revoca; il Ministero della Salute raccoglie i dati e li pubblica sul portale nazionale, che è anche il canale con cui l’Italia risponde agli obblighi europei di comunicazione.
Questo significa che i dati esistono sempre e sono pubblici: se un’informazione non si trova, non è perché è riservata, ma perché è distribuita fra soggetti diversi. La scorciatoia, per chi vuole solo sapere se oggi si può fare il bagno in un certo punto, resta il portale nazionale insieme alle ordinanze del Comune interessato.
Domande frequenti
Quali parametri si misurano per la balneazione?
Escherichia coli ed enterococchi intestinali, più le osservazioni visive su schiume, oli, rifiuti e colorazioni anomale.
Chi fa i controlli in Abruzzo?
L’agenzia regionale per la protezione ambientale, secondo un calendario stagionale con almeno un prelievo mensile per punto.
Come si arriva alla classe «eccellente»?
Con un calcolo statistico sulle quattro stagioni precedenti, non con il singolo campione.
La Bandiera Blu certifica la qualità dell’acqua?
Non solo: è un riconoscimento volontario che valuta anche servizi, depurazione, rifiuti e accessibilità. La classe eccellente è un requisito d’ingresso.
Un tratto eccellente può essere vietato?
Sì, con un divieto temporaneo dovuto a un inquinamento di breve durata, tipicamente dopo piogge intense.
Dove si consultano i dati ufficiali?
Sul portale nazionale delle acque di balneazione e sulle pubblicazioni dell’agenzia regionale; i divieti sono ordinanze comunali.


