Le pinete della costa e i boschi di conifere dell’interno, fra febbraio e aprile, mostrano nidi bianchi in cima ai rami e file di bruchi in marcia sul terreno. È la processionaria del pino, e non è un fastidio: è un problema sanitario, soprattutto per i cani.
Che insetto è, e il suo calendario
La processionaria è la larva di una falena. Il ciclo, semplificato:
- Estate: le farfalle depongono le uova sugli aghi dei pini.
- Autunno e inverno: le larve costruiscono i nidi sericei bianchi, ben visibili sulle cime.
- Fine inverno e primavera: scendono in fila indiana — la «processione» che dà il nome — per interrarsi e incrisalidarsi. È la fase più pericolosa.
In Abruzzo la troviamo nelle pinete litoranee, nei rimboschimenti di pino nero dell’interno e nei giardini con conifere ornamentali.
Perché non va toccata
Il corpo della larva è coperto di peli urticanti microscopici che si staccano e restano attivi. Contengono una proteina irritante e agiscono anche senza contatto diretto: il vento li trasporta, e restano nel terreno e nei nidi vecchi per lungo tempo. Toccare un nido caduto, o passare sotto un albero infestato in una giornata ventosa, basta.
Nelle persone provocano dermatiti pruriginose, congiuntivite se arrivano agli occhi, irritazione delle vie respiratorie e, in soggetti sensibili, reazioni allergiche più serie.
Per i cani è un’emergenza
Il cane annusa il terreno e finisce per toccare i bruchi con il muso o con la lingua. I peli provocano una reazione infiammatoria violenta:
- Salivazione abbondante e improvvisa.
- Lingua gonfia, spesso con aree scure.
- Difficoltà a deglutire, sfregamento del muso, vomito.
Nei casi peggiori si arriva alla necrosi di parte della lingua. È una situazione da veterinario immediato: nell’attesa si sciacqua abbondantemente la bocca con acqua tiepida usando una siringa senza ago, con le mani protette da guanti, evitando di strofinare perché lo sfregamento rompe altri peli.
Se succede a te
- Non grattare e non strofinare. Lo sfregamento diffonde i peli.
- Togliere i vestiti con cui hai avuto contatto e lavarli a parte, ad alta temperatura.
- Lavare la pelle con acqua abbondante.
- Usare nastro adesivo per rimuovere i peli superficiali dalla pelle, prima del lavaggio.
- Occhi: sciacquare a lungo e rivolgersi a un medico.
- Respiro difficoltoso o reazione estesa: pronto soccorso.
Chi deve intervenire sui nidi
La lotta alla processionaria è oggetto di una norma nazionale che ne rende obbligatorio il contenimento quando c’è rischio per la salute pubblica. In pratica:
- Sugli alberi privati tocca al proprietario, che deve rivolgersi a ditte specializzate: la rimozione dei nidi richiede protezioni e attrezzature, e va fatta nel periodo giusto.
- Sul verde pubblico interviene il Comune, che dispone i trattamenti nelle pinete e nei parchi.
- Nelle aree boschive la competenza è degli enti forestali e dei parchi.
Segnalare un nido al Comune o all’ente competente è la cosa più utile che si possa fare vedendolo. Bruciare il nido sull’albero è la peggiore: disperde i peli nell’aria e aggrava tutto.
Come evitarla, in primavera
- Cani al guinzaglio nelle pinete fra febbraio e aprile, senza lasciarli annusare il terreno sotto i pini.
- Guardare in alto prima di stendere un telo: se ci sono nidi bianchi, cambia albero.
- Bambini lontani dai bruchi in fila: sono un’attrazione irresistibile e vanno spiegati prima.
- Niente picnic sotto conifere con nidi visibili, anche se sembrano vecchi.
Chi cammina nei boschi in primavera farebbe bene a verificare anche le altre attenzioni di stagione e le condizioni dei sentieri in quota.
Le altre piante colpite, oltre al pino
La processionaria del pino attacca soprattutto pino nero, pino domestico e pino d’Aleppo, che sono le specie più diffuse nelle pinete litoranee e nei rimboschimenti abruzzesi. Ma esiste anche una processionaria della quercia, che colpisce roverelle e cerri, quindi i boschi collinari dell’interno. I nidi sono diversi — appiattiti contro il tronco anziché sospesi fra i rami — ma i peli urticanti hanno lo stesso effetto, e le precauzioni sono identiche.
Un albero attaccato ripetutamente si indebolisce: perde aghi, cresce meno, diventa più esposto ad altri parassiti. È il motivo per cui la lotta interessa anche chi non ha problemi sanitari, a partire da chi ha conifere ornamentali in giardino.
Come si intervieni sui nidi, e in che stagione
Il calendario conta più della tecnica:
- Autunno: trattamenti biologici con Bacillus thuringiensis, un batterio che colpisce le larve giovani e non è tossico per gli altri animali. È il momento in cui si ottiene di più con il minimo impatto.
- Inverno: rimozione meccanica dei nidi, quando le larve sono dentro. Va fatta da operatori con protezioni complete, e i nidi vanno distrutti in modo controllato.
- Primavera: quando le larve sono già scese, l’unica azione utile è il contenimento a terra e la segnalazione.
- Estate: trappole a feromoni per catturare i maschi adulti e ridurre le deposizioni dell’anno successivo.
Le fasce di plastica installate sul tronco per intercettare le larve in discesa funzionano solo se montate al momento giusto e controllate: montate a stagione avviata non servono a nulla.
La pineta come ambiente, non solo come problema
Le pinete litoranee abruzzesi sono in gran parte impianti artificiali, nati per fissare le dune e proteggere le colture dal vento salino. Sono monocolture, e le monocolture sono per definizione più fragili di un bosco misto: un parassita che trova la sua pianta ospite ovunque si diffonde senza ostacoli.
Per questo, negli interventi di rinaturalizzazione, si tende a inserire specie diverse. È un lavoro lungo che si vede sui decenni, ma è la vera soluzione strutturale: meno pini tutti uguali, meno processionaria. Chi frequenta la montagna abruzzese lo nota subito, perché nei boschi misti d’alta quota il problema è marginale.
Cosa segnalare, e a chi
- Nido su albero in area pubblica: ufficio ambiente o verde pubblico del Comune.
- Nido su albero privato: al proprietario; se non interviene, la segnalazione va al Comune, che può ordinare l’intervento.
- Bosco o area protetta: ente parco o servizio forestale competente.
- Persona o animale colpito: medico o veterinario, e nei casi seri il 118.
Segnalare con una fotografia e la posizione esatta accelera tutto. Vale la stessa logica delle altre segnalazioni ambientali: più il dato è preciso, più l’intervento arriva in fretta. Sui rischi di stagione dei sentieri abruzzesi abbiamo messo insieme anche le regole per le vipere.
Le altre attenzioni della pineta, oltre alla processionaria
Le pinete litoranee abruzzesi sono luoghi frequentatissimi tutto l’anno, e conoscerne i tempi aiuta. In primavera il problema è la processionaria; in estate contano il rischio di incendio, con divieti severi su fuochi e mozziconi, e la presenza di zecche nel sottobosco erboso, che si prevengono con pantaloni lunghi e un controllo al rientro. In autunno e in inverno, con vento forte, il rischio è la caduta di rami secchi: i sentieri vengono chiusi proprio per questo.
Le regole di accesso e gli eventuali divieti temporanei sono affissi agli ingressi e pubblicati dai Comuni e dagli enti gestori. È la stessa logica che vale per tutte le aree verdi regolamentate della regione: leggere il cartello all’ingresso richiede un minuto e risparmia il resto.
Domande frequenti
Quando è pericolosa la processionaria?
Soprattutto fra fine inverno e primavera, quando le larve scendono a terra in fila. I nidi restano urticanti anche dopo.
Cosa fare se il cane la tocca?
Portarlo subito dal veterinario e nel frattempo sciacquare la bocca con acqua tiepida usando una siringa senza ago, senza strofinare.
Si può togliere il nido da soli?
No: serve una ditta specializzata con protezioni adeguate. Bruciarlo sull’albero è pericoloso e disperde i peli.
I peli sono pericolosi anche senza toccare il bruco?
Sì, si staccano e vengono trasportati dal vento, e restano attivi nel terreno e nei nidi per molto tempo.
A chi si segnala un nido?
Al Comune per il verde pubblico, al proprietario per gli alberi privati, agli enti forestali e ai parchi nelle aree boschive.
Cosa fare in caso di dermatite?
Non grattare, rimuovere i peli con nastro adesivo, lavare con acqua abbondante e cambiare i vestiti, lavandoli ad alta temperatura.


