Se attraversi il Ponte del Mare e per una volta alzi lo sguardo dal telefono, guarda i tiranti: quei cavi d’acciaio che dalle piloni scendono a sostenere l’impalcato. Da qualche giorno c’è chi dice che siano in condizioni che non dovrebbero passare inosservate.
A dirlo è Luciano D’Alfonso, deputato del Pd e pescarese che conosce quel ponte meglio di chiunque altro: fu lui, da sindaco, a farlo realizzare. Oggi lo definisce “spina nel fianco di un’amministrazione comunale che si ostina pervicacemente a ignorare, accantonare e trascurare la sua manutenzione ordinaria e straordinaria”. Parole dure, riferite a un’opera che chiama “elemento simbolico e iconografico del territorio stesso, la cartolina per eccellenza” di Pescara.
Il punto tecnico è questo: i tiranti sono “completamente ammalorati, corrosi dalla normale usura”, per l’esposizione continua al vento, alla sabbia e alle intemperie che arrivano dritte dal mare. Non è un dettaglio da poco per chi ci passa ogni giorno in bici, a piedi, con il passeggino: quei cavi sono la struttura che tiene su l’intero impalcato del ponte, il collegamento pedonale-ciclabile più frequentato della città tra la Riviera Sud e la Riviera Nord.
La cosa che rende la denuncia più pesante di un semplice allarme è che la giunta guidata da Carlo Masci era già stata avvertita. Il consigliere comunale del Pd Marco Presutti aveva sollevato la questione nei mesi scorsi, chiedendo esplicitamente un piano anticorrosione per i tiranti. Non è un tema nuovo, insomma: è un tema noto da tempo e, a quanto pare, ancora senza risposta.
E qui arriva il nodo che rende tutto più delicato: nel Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 il Comune ha spostato uno stanziamento di 2,5 milioni di euro, destinato proprio agli interventi sui ponti cittadini, dal 2026 al 2027. Tradotto: la somma pensata per intervenire quest’anno è stata rimandata all’anno prossimo, lasciando il 2026 senza quella coperta.
E la parte più curiosa arriva scavando nelle carte: quei 2,5 milioni sarebbero slittati proprio nell’anno in cui, stando alle segnalazioni, il Ponte del Mare ne avrebbe avuto più bisogno.
La timeline dei ritardi, dal cantiere PNRR sospeso all’urto del pontone
Per capire come si è arrivati fin qui bisogna tornare indietro di quasi tre anni, quando il ponte era già dentro un cantiere pubblico che avrebbe dovuto risolvere il problema, non aggravarlo. Il consigliere Presutti, con un accesso agli atti, aveva scoperto che il cantiere PNRR per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti comunali, che comprende anche il Ponte del Mare, era rimasto sospeso per 165 giorni, dal 17 novembre 2023 al 30 aprile 2024.
Il dato che colpisce è il confronto con i tempi previsti: il contratto d’appalto fissava una durata dei lavori di 150 giorni. La sospensione, cioè, è durata più dell’intero cantiere messo in conto. La causa ufficiale, riportata negli atti, è stata la “improvvisa indisponibilità del progettista incaricato” a ricoprire il ruolo di direttore dei lavori, qualificata come causa di forza maggiore. Un imprevisto tecnico-amministrativo che ha bloccato tutto per più di cinque mesi, proprio sull’opera che oggi viene descritta come corrosa.
Poi, quando il cantiere PNRR era ormai chiuso da tempo, è arrivato un secondo intoppo, questo però esterno al progetto di manutenzione: il 10 febbraio 2026 il ponte è stato danneggiato dall’urto con un pontone impegnato nei lavori di ripascimento della costa, l’operazione con cui si ripristina la sabbia sulla spiaggia. Il giorno successivo, l’11 febbraio, la struttura è stata chiusa. Da lì, secondo la denuncia di D’Alfonso, l’amministrazione comunale non avrebbe adottato misure straordinarie, preferendo il silenzio.
Il capitolo più recente porta a maggio 2026, quando il Comune ha approvato una variazione di bilancio di circa 3 milioni di euro che include esplicitamente la manutenzione straordinaria del Ponte del Mare, collegata proprio ai danni dell’impatto con il pontone. Sulla carta, quindi, i soldi per intervenire ci sarebbero. Ma D’Alfonso segnala che non risultano ancora atti, determine o delibere che facciano pensare all’apertura effettiva di un cantiere: la variazione di bilancio esiste, il cantiere no, almeno per ora.
I quattro quesiti alla giunta Masci
Sulla base di questa cronologia, D’Alfonso ha messo per iscritto una serie di domande dirette all’amministrazione guidata da Carlo Masci. Il primo punto riguarda proprio i 2,5 milioni slittati al 2027: il deputato chiede alla giunta di dire “con precisione documentale e probante” se quella somma sia ancora integralmente destinata alla manutenzione dei ponti, oppure se sia stata nel frattempo riallocata su altri capitoli di bilancio o altre opere pubbliche. E se è stata spostata, chiede di indicare atti, capitoli e opere beneficiarie.
Il secondo blocco di domande riguarda il cantiere PNRR e i suoi 165 giorni di stop: la giunta ritiene normale che un’opera finanziata con fondi europei resti ferma più della sua stessa durata contrattuale per l’indisponibilità del direttore dei lavori? Chi ha verificato la situazione, e perché non è stato nominato subito un sostituto per evitare il blocco totale del cantiere? Domande che, in fondo, chiedono conto non solo dei ritardi ma anche di chi doveva vigilare su un progetto pubblico con soldi europei in ballo.
E qui emerge un dettaglio che allarga il quadro parecchio: quel cantiere PNRR non riguarda solo il Ponte del Mare, ma vale complessivamente 940.500 euro ed è pensato per altri tre ponti della città.
Perché il Ponte del Mare è più di un’infrastruttura per Pescara
C’è un passaggio della denuncia di D’Alfonso che conviene leggere con attenzione, perché racconta meglio di qualsiasi numero cosa significhi quel ponte per la città. Il deputato scrive che “a proteggere quel Ponte oggi c’è rimasto solo Sant’Andrea che, mentre tutela la nostra marineria, getta un occhio sui tiranti completamente ammalorati”. Sant’Andrea è il patrono dei pescatori pescaresi, la cui statua veglia sulla foce del fiume dove il ponte si allunga verso il mare: un’immagine che D’Alfonso usa apposta, per dire che alla cura materiale dell’opera, quella fatta di ispezioni e cantieri, si sta sostituendo di fatto una protezione simbolica.
Non è una battuta buttata lì. Subito dopo, infatti, il deputato aggiunge che “non possiamo fare affidamento esclusivamente sulla benevolenza di Sant’Andrea e dei suoi fuochi né solo sulla potenza di San Cetteo”, il patrono della città, la cui festa a fine settembre porta ogni anno migliaia di persone proprio su quel ponte e lungo la Riviera. È lì che il discorso religioso e civile si intreccia con quello tecnico: un’infrastruttura frequentata da residenti tutto l’anno e da folle nei giorni di festa non può contare solo sulla buona sorte.
Il Ponte del Mare, del resto, non è un collegamento qualunque. Fu D’Alfonso stesso, da sindaco, a volerlo: un ponte pedonale e ciclabile pensato per unire le due Riviere senza tagliare per il centro, diventato in pochi anni l’immagine più usata per rappresentare Pescara, quella che finisce sulle cartoline e nei profili social di chi ci vive. Proprio per questo la denuncia pesa più di una polemica politica qualsiasi: chi l’ha voluto costruire oggi ne segnala il degrado, e lo fa mettendo la giunta davanti a domande precise, non a impressioni generiche.
Al momento la palla è nelle mani dell’amministrazione Masci, che dovrà rispondere sui quattro quesiti formali: dove sono finiti i 2,5 milioni slittati al 2027, se sono state applicate penali per i 165 giorni di sospensione del cantiere PNRR, quando riprenderanno i lavori dopo la variazione di bilancio di maggio 2026 e quale sia lo stato reale dei tiranti oggi. Fino a quella risposta, l’unico modo per farsi un’idea resta guardare il ponte con i propri occhi: la corrosione segnalata da turisti e visitatori, tra ruggine e sfaldature sui cavi d’acciaio, è lì, visibile a chiunque si fermi un momento a osservare invece di limitarsi ad attraversare.
Fonti
- Tiranti corrosi e ammalorati: “Ritardi nella manutenzione del Ponte del Mare” (cityrumorsabruzzo.it)
- D'Alfonso sul degrado del ponte del mare: "A proteggerlo è rimasto solo Sant'Andrea" (ilpescara.it)


