Chi è allergico lo sa prima del calendario: a fine febbraio comincia a starnutire e capisce che il cipresso è partito. In Abruzzo, però, la stagione varia molto fra il lungomare e i mille metri, e conoscere lo scarto aiuta a organizzarsi.
Il calendario, mese per mese
| Periodo | Pollini principali |
|---|---|
| Febbraio – marzo | Cipresso e altre cupressacee, nocciolo, ontano |
| Marzo – aprile | Betulla e betulacee, frassino, carpino |
| Aprile – giugno | Graminacee, il gruppo che colpisce più persone |
| Maggio – giugno | Olivo, molto presente nel nostro paesaggio agricolo |
| Da marzo a ottobre | Parietaria, con picchi in primavera e in autunno |
| Agosto – settembre | Ambrosia e altre composite |
Le date si spostano con l’andamento stagionale: un inverno mite anticipa il cipresso di settimane, una primavera piovosa allunga le graminacee.
Costa e interno non hanno la stessa stagione
Sulla costa la fioritura parte prima, per le temperature più alte. Salendo di quota tutto slitta in avanti, anche di due o tre settimane fra Pescara e la Marsica. Per un allergico questo significa due cose: la stagione complessiva regionale è più lunga, ma spostandosi si può trovare aria più tollerabile.
Il mare aiuta per un motivo fisico: la brezza che entra dal largo porta aria con meno pollini di quella che scende dall’entroterra, e l’umidità li tiene più bassi. Non è una cura, è un sollievo reale nelle giornate peggiori.
Dove si controllano le concentrazioni
Il monitoraggio aerobiologico è svolto dalle agenzie regionali per la protezione ambientale, che gestiscono le stazioni di campionamento e pubblicano bollettini settimanali con le concentrazioni per famiglia botanica, espresse in granuli per metro cubo d’aria e classificate in fasce di intensità.
La rete nazionale degli aerobiologi raccoglie i dati delle diverse stazioni italiane. Sono i riferimenti da usare: le app generaliste spesso stimano invece di misurare.
Cosa riduce i sintomi
Fuori casa:
- Evitare le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio, quando le concentrazioni sono più alte.
- Occhiali da sole: barriera semplice ed efficace per la congiuntivite.
- Attenzione alle giornate ventose e asciutte. La pioggia abbatte i pollini, ma un temporale violento può frammentarli e peggiorare i sintomi nell’immediato.
- Finestrini chiusi in auto e filtro antipolline del climatizzatore sostituito con regolarità.
In casa:
- Arieggiare a tarda sera o quando piove, non a metà mattina.
- Doccia e cambio d’abito rientrando: i pollini viaggiano su capelli e vestiti.
- Non stendere il bucato all’aperto nei giorni di picco.
- Panno umido invece della scopa per le superfici.
Quando serve il medico
L’automedicazione con antistaminici da banco può bastare per sintomi lievi, ma la rinite allergica non trattata può evolvere e associarsi ad asma. Una visita allergologica con i test cutanei serve a sapere a cosa si è allergici, il che cambia il calendario personale e apre la strada all’immunoterapia specifica, che agisce sulla causa e non sul sintomo. Il percorso passa dal medico di famiglia.
Nei giorni peggiori, se cerchi aria diversa, la brezza sulla costa e le quote alte della montagna restano le due direzioni più semplici da raggiungere da qui.
Non è tutta allergia: come si distingue da un raffreddore
Sintomi simili, cause diverse. La distinzione pratica si fa su quattro elementi:
| Segno | Rinite allergica | Raffreddore |
|---|---|---|
| Prurito a naso, occhi e palato | Quasi sempre presente | Raro |
| Secrezione | Acquosa e chiara | Più densa dopo i primi giorni |
| Febbre | Assente | Possibile |
| Durata | Settimane, sempre nello stesso periodo dell’anno | Pochi giorni, in qualunque stagione |
Il segnale che orienta più di tutti è la ripetitività stagionale: chi sta male ogni anno nelle stesse settimane non ha preso il raffreddore tre primavere di fila.
Le allergie che non dipendono dalla stagione
Non tutti i sintomi respiratori seguono il calendario dei pollini. Sulla costa adriatica pesano due allergeni presenti tutto l’anno:
- Gli acari della polvere, favoriti dall'umidità marina e dalle case poco arieggiate. Peggiorano in autunno e inverno, quando si accende il riscaldamento e si sta più al chiuso.
- Le muffe, che nelle abitazioni vicino al mare trovano condizioni ideali, soprattutto in bagni e cantine.
Chi ha sintomi anche a dicembre, quindi, non è fuori stagione: è probabilmente allergico a qualcosa che con i pollini non ha nulla a che fare. Anche in questo caso la risposta è il test, non l’antistaminico a occhio.
La reattività crociata fra pollini e alimenti
È il fenomeno che sorprende più spesso. Chi è allergico alle betulacee può avvertire prurito alla bocca mangiando mela cruda, pesca, ciliegia o nocciola; chi è allergico all’ambrosia può reagire a melone e banana; chi lo è alle graminacee, a volte, a pomodoro e kiwi. Succede perché il sistema immunitario riconosce proteine simili in specie diverse.
Nella grande maggioranza dei casi si tratta di un fastidio locale e transitorio, che spesso sparisce con la cottura dell’alimento. Ma se compaiono gonfiore delle labbra, difficoltà a deglutire o sintomi generali, la cosa va portata a un allergologo, perché il quadro cambia. È una delle ragioni per cui conoscere il proprio profilo allergologico serve anche a tavola, in una regione dove la frutta di stagione arriva in casa direttamente dai produttori.
Come organizzare la stagione, in pratica
- Segna sul calendario le tue settimane peggiori per due anni: avrai il tuo calendario personale, più utile di quello regionale.
- Anticipa la terapia, quando il medico la prescrive: iniziare prima del picco funziona meglio che rincorrerlo.
- Programma le attività all’aperto nelle ore e nei giorni giusti, e usa la costa nelle giornate ventose da terra.
- Non guidare dopo aver preso antistaminici che danno sonnolenza, e leggi sempre il foglietto.
- Tieni d’occhio l’asma: tosse secca notturna e affanno sotto sforzo, in un allergico, vanno riferiti al medico.
Sport, scuola e lavoro nella stagione dei pollini
Per chi fa attività all’aperto la stagione va programmata, non subita. L’allenamento serale in una giornata ventosa costa più fatica del solito, e non è una sensazione: la respirazione aumenta il volume d’aria inalata e con esso la quantità di polline che arriva alle vie aeree. Chi corre o pedala fa bene a spostarsi verso le ore in cui le concentrazioni scendono, e sulla costa a sfruttare la brezza da mare.
Nelle scuole il problema più frequente riguarda la concentrazione: un bambino con rinite allergica non trattata dorme male e rende meno, e spesso il collegamento non viene fatto. Segnalarlo agli insegnanti e al pediatra è utile quanto la terapia.
Sul lavoro, infine, contano i filtri dei climatizzatori negli uffici e nelle auto aziendali: sono la prima cosa da far sostituire a inizio primavera, e la meno costosa.
Domande frequenti
Quando inizia la stagione dei pollini in Abruzzo?
Già a febbraio con il cipresso sulla costa; in quota tutto slitta di due o tre settimane.
Quali sono i pollini più diffusi?
Graminacee fra aprile e giugno, parietaria da marzo a ottobre, olivo in maggio e giugno, cipresso a fine inverno.
Dove si trovano i bollettini dei pollini?
Nei bollettini settimanali delle agenzie regionali per la protezione ambientale e nella rete nazionale di monitoraggio aerobiologico.
La pioggia riduce i pollini?
In genere sì, ma un temporale violento può frammentare i granuli e peggiorare i sintomi nell’immediato.
Al mare si respira meglio?
Spesso sì, per la brezza che porta aria a minore carica pollinica e per l’umidità.
Quando conviene fare i test allergologici?
Quando i sintomi si ripetono ogni anno: sapere a cosa si è allergici permette di prevenire e valutare l’immunoterapia.


