La ciclabile del lungofiume di Pescara, tra erbacce e degrado
Se pedali abitualmente sulla ciclabile del lungofiume di Pescara, probabilmente li hai già notati: tratti dove l’asfalto si sbriciola, erbacce che invadono la carreggiata e angoli che sembrano dimenticati da mesi. Non è un’impressione. Un fotoreportage di 12 immagini pubblicato da IlPescara il 30 agosto 2026 documenta proprio questo, lo stato di abbandono di alcuni punti del percorso che ogni giorno migliaia di pescaresi usano per correre, camminare o andare al lavoro in bicicletta.
Le foto parlano da sole: vegetazione che cresce indisturbata ai bordi della pista, superfici irregolari, segnali di una manutenzione che a tratti sembra essersi fermata. Il reportage non entra nel dettaglio di quali tronconi esatti siano coinvolti né indica responsabili precisi, ma il messaggio visivo è chiaro a chiunque frequenti quella zona.
Qui la parte pratica, quella che ti serve se ti muovi lungo il fiume. Se noti un tratto pericoloso, una buca profonda o erbacce che ti costringono a sterzare improvvisamente, la strada più diretta è segnalarlo al Comune di Pescara tramite l’ufficio Manutenzione strade o il numero verde comunale, indicando il punto preciso (meglio se con una foto e il riferimento a un incrocio o a un civico vicino). Le segnalazioni ufficiali, a differenza dei commenti sui social, restano tracciate e finiscono nell’elenco delle priorità di intervento.
Conviene farlo anche solo per sé stessi: una buca non segnalata resta lì, e la prossima persona che ci passa in bici o di corsa rischia una caduta che si poteva evitare con un avviso in tempo.
Ma questa ciclabile non è l’unico angolo di città che in queste settimane sta finendo sotto la lente per lo stesso motivo: c’è un filo che lega più punti di Pescara, e conviene seguirlo.
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Non è un caso isolato, il degrado si ripete in città
Il filo comincia dalla Palazzina Rossa, l’ex ospedale Covid di Pescara. L’8 settembre 2026 il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) ha fatto un sopralluogo alle aree esterne della struttura, che ospita reparti come Rianimazione, Malattie Infettive, Pneumologia e Lungodegenza. Ha trovato androni sporchi, finestre annerite e davanzali coperti dal guano dei piccioni. Blasioli ha chiesto interventi urgenti di sanificazione alla Asl di Pescara e alla Regione Abruzzo, definendo la situazione incompatibile con la funzione sanitaria dell’edificio.
Pochi giorni prima, l’11 agosto, lo stesso Blasioli aveva segnalato un altro punto critico: l’area del terminal bus, lasciata secondo lui all’abbandono. Il Comune di Pescara è intervenuto con dei controlli l’8 settembre 2026, sanzionando 8 persone e multando alcuni negozi etnici per l’esposizione della merce in strada. Un intervento che mostra come, quando la pressione pubblica cresce, l’amministrazione risponda con azioni concrete, anche se non sempre nei tempi che i cittadini si aspettano.
C’è poi il caso di via Lago di Borgiano, nel quartiere Rancitelli, dove il cantiere per una piazza con alberi e spazi verdi è fermo da oltre un anno. L’area, dopo l’abbattimento di tre palazzine inagibili, doveva diventare un parco entro la primavera del 2025, ma il 30 agosto 2026 il Pd ha denunciato in conferenza stampa l’abbandono del sito, diventato ricettacolo di rifiuti. Il presidente della commissione Lavori pubblici, Massimo Pastore, ha risposto che il Comune non è rimasto fermo: dal 24 agosto è stato chiesto alla ditta un programma dettagliato dei lavori residui, e dal 14 agosto la stessa ditta sta maturando una penale contrattuale per il ritardo.
Aggiungi le erbacce segnalate in via Pepe, e il quadro che emerge non riguarda più solo una ciclabile: riguarda il modo in cui Pescara sta gestendo la manutenzione dei suoi spazi pubblici in questo scorcio di fine estate 2026. Ogni segnalazione, presa da sola, sembra un episodio isolato. Messe in fila, raccontano piuttosto uno schema che si ripete, tra fondi stanziati anni prima, cantieri che rallentano e amministrazioni che intervengono solo dopo la denuncia pubblica.
E allora la domanda vera è un’altra: cosa può succedere adesso sulla ciclabile del lungofiume, se il pattern è questo?
Cosa può cambiare per chi usa la ciclabile ogni giorno
Se guardi ai tre casi appena raccontati, un dato salta all’occhio: il Comune di Pescara si muove quasi sempre dopo che qualcuno ha acceso i riflettori, non prima. Sul terminal bus i controlli sono arrivati l’8 settembre, a distanza di quasi un mese dalla prima denuncia di Blasioli dell’11 agosto. Su via Lago di Borgiano la richiesta formale alla ditta appaltatrice è partita il 24 agosto, sei giorni dopo la scadenza contrattuale del 14 agosto che aveva già fatto scattare la penale. La sequenza è sempre la stessa: segnalazione pubblica, poi risposta amministrativa, spesso tecnica e con tempi propri.
Per chi pedala ogni mattina sul lungofiume, questo schema dice una cosa semplice: una singola telefonata all’ufficio Manutenzione strade può non bastare a smuovere le cose in tempi brevi, soprattutto se il tratto segnalato non è considerato prioritario rispetto ad altri interventi in corso in città. Non significa che la segnalazione sia inutile, anzi resta il primo passo indispensabile e tracciabile. Ma se vuoi che la tua richiesta abbia lo stesso effetto che ha avuto la visita di un consigliere regionale sulla Palazzina Rossa, probabilmente conviene che la segnalazione non resti isolata.
Le associazioni di ciclisti e i comitati di quartiere che a Pescara seguono da anni il dossier ciclabili hanno uno strumento in più rispetto al singolo cittadino: la possibilità di raccogliere più segnalazioni sullo stesso tratto e presentarle insieme, magari con foto datate come quelle del reportage di fine agosto. È lo stesso meccanismo che ha funzionato per il terminal bus e per via Lago di Borgiano: una denuncia con nomi, date e immagini pesa più di un commento sparso sui social.
C’è poi un aspetto tecnico da non sottovalutare. Le erbacce che invadono la carreggiata, a differenza delle buche nell’asfalto, richiedono un intervento di sfalcio periodico, non un rifacimento straordinario: sono quindi, in teoria, il problema più semplice ed economico da risolvere sui tratti fotografati dal reportage. Se l’amministrazione sceglierà di intervenire prima su questo fronte, lo capirai presto: basta tornare a pedalare sugli stessi punti nelle prossime settimane e vedere se la vegetazione è stata tagliata. Se invece a fine settembre i rovi sono ancora lì, la segnalazione tua e di chi condivide lo stesso tragitto resta l’unico strumento concreto per tenere alta l’attenzione su un pezzo di città che migliaia di persone attraversano ogni giorno.
Fonti
- IlPescara: Degrado e sporcizia intorno alla palazzina rossa (l’ex ospedale covid): Blasioli (Pd) chiede intervento urgente [FOTO] (mastodon.ozioso.online)
- Abbandono degrado pista ciclabile lungofiume Pescara – IlPescara (IlPescara)


