Ad agosto la Via Verde della Costa dei Trabocchi è un fiume di biciclette, famiglie e code al noleggio. Ora, la prima settimana di settembre, il traffico si dirada e resta quello che conta: il mare ancora caldo, le falesie che si vedono senza qualcuno davanti, e i trabocchi che tornano a essere un posto dove cenare, non solo da fotografare in fretta.
Se ti stai chiedendo se ne valga la pena organizzare un weekend proprio adesso, la risposta è sì, e il motivo è semplice: la pressione turistica scende di colpo mentre le condizioni per pedalare restano quasi perfette. Meno attese ai bar, meno gente sulle spiagge, più margine per fermarti dove vuoi senza il pensiero di dover “recuperare tempo”.
Perché settembre è il mese giusto per la Via Verde
La Via Verde dei Trabocchi segue l’ex tracciato ferroviario tra Ortona e Vasto, un percorso di 42 chilometri con sei ex stazioni lungo il tragitto, che attraversa falesie, spiagge, gallerie e riserve naturali. È una ciclabile pianeggiante per gran parte del suo sviluppo, pensata anche per chi non ha gambe da atleta: bici a pedalata assistita comprese.
Il punto è la luce. A settembre si fa più pulita, meno accecante di quella di agosto, e il caldo si riduce quel poco che basta per pedalare a metà mattina senza soffrire. Il consiglio pratico è impostare il weekend su un ritmo lento: parti presto, con le prime ore di luce, e lascia il tardo pomeriggio per il tramonto e la cena. Non serve fare tutti i 42 chilometri in un giorno: il valore di questo tratto d’Abruzzo sta nel fermarsi, non nel macinare distanza.
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L’itinerario in bici, costa, uliveti, San Vito Chietino
Il tratto costiero della Via Verde è quello che ti aspetti dalle immagini: il mare che appare e scompare tra i vecchi tunnel ferroviari, tratti sospesi sulla scogliera, spiagge che a inizio settembre trovi quasi vuote. Da qui, con una breve deviazione, puoi entrare nell’immediato entroterra: bastano pochi minuti di salita leggera per cambiare paesaggio, con gli ulivi che sostituiscono il sale e le strade che si fanno più silenziose.
San Vito Chietino è la tappa che dà senso al giro: non un borgo da “spuntare” in fretta, ma uno snodo tra mare, memoria e cucina dove conviene fermarsi con calma. Le ore migliori per goderselo sono la mattina presto, quando il paese è ancora silenzioso, e il tramonto, quando la luce sul mare diventa lo spettacolo vero della giornata.
E qui arriva la parte che cambia il weekend: come si sceglie, tra i tanti trabocchi che vedi lungo la costa, quello dove cenare non è solo un’esperienza da cartolina ma un piatto vero, cucinato da chi quel trabocco lo tiene in piedi da generazioni.
Come scegliere una cena su un trabocco autentica
Lungo la costa i trabocchi che vedi dalla Via Verde non sono tutti uguali, e la differenza si sente soprattutto a tavola. Alcuni sono diventati ristoranti organizzati per gruppi numerosi, con menu fisso e turni serrati; altri restano a conduzione familiare, gestiti dalle stesse famiglie che li hanno costruiti o rilevati generazioni fa. Il criterio più semplice per riconoscerli è telefonare prima e chiedere chi cucina: se ti risponde chi ti servirà a tavola, o un parente stretto di chi è ai fornelli, hai già la risposta.
Il secondo criterio riguarda gli orari. I trabocchi familiari lavorano spesso su un solo turno serale, con un numero limitato di coperti: la prenotazione con qualche giorno di anticipo non è un vezzo, è quasi un obbligo se vuoi un tavolo affacciato sul mare e non uno di ripiego. I trabocchi più turistici, invece, tendono ad avere doppio turno e menu più standardizzato, pensato per smaltire in fretta i gruppi organizzati.
Un altro segnale utile è il menu stesso. Se cambia poco da un trabocco all’altro e propone le stesse fritture in ogni tappa della costa, probabilmente stai guardando un’offerta pensata per il turista di passaggio. Se invece trovi piatti legati al pescato del giorno, con variazioni stagionali reali, è più probabile che dietro ci sia una cucina di famiglia che lavora sul prodotto disponibile e non su un listino fisso stampato ad aprile.
La deviazione nell’entroterra, uliveti e frantoi
Se hai già impostato la giornata sulla pedalata costiera, conviene spezzarla con una sosta nell’entroterra prima di tornare verso il trabocco per cena. Settembre è il periodo in cui la campagna tra gli uliveti è ancora piena di vita, non bruciata dal caldo di piena estate, e i frantoi della zona cominciano a muoversi in vista della raccolta.
Non serve organizzare una visita strutturata: basta seguire le strade secondarie che salgono dalla ciclabile verso le prime colline, fermarti dove trovi un punto vendita diretto e chiedere se è già disponibile un assaggio dell’olio della stagione precedente, in attesa del nuovo raccolto. È un modo per dare al weekend un secondo registro, oltre al mare: quello della collina teatina che sta alle spalle della costa e che spesso resta fuori dagli itinerari veloci di chi pensa alla Via Verde solo come pista ciclabile balneare.
Questa deviazione ha anche un effetto pratico sul tuo weekend: ti fa arrivare al trabocco nel tardo pomeriggio con più fame e più tempo per goderti l’attesa del tramonto, invece di presentarti alle sei perché non sai cosa fare fino a cena.
C’è un trucco molto semplice per non finire nel trabocco “da cartolina”, quello fotografato da tutti e cucinato da nessuno: e ha a che fare con chi, in questi giorni, sta ridisegnando il futuro stesso della Via Verde.
Non serve organizzare una vera visita guidata: basta chiedere in un frantoio se in quel momento stanno molendo, e quasi sempre ti fanno affacciare a vedere le olive che entrano nella tramoggia. È il tipo di deviazione che restituisce un senso più pieno alla pedalata, perché lega il mare della Via Verde a un pezzo di lavoro agricolo che va avanti da settembre a dicembre, silenzioso e parallelo alla stagione balneare che finisce.
La Via Verde diventa laboratorio, cosa cambierà nei prossimi anni
Mentre tu pedali su questi 42 chilometri pensando solo al mare e alla cena, la stessa ciclabile sta diventando oggetto di studio internazionale. Dal 7 al 13 settembre 2026 si svolge LandCoast_Lab, un workshop coordinato dal Dipartimento di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, con i professori Antonio Clemente e Daniela Ladiana. Coinvolge 60 tra studenti e docenti di dieci università, tra cui gli atenei di Siviglia, Porto, Málaga e la Politecnica de Catalunya.
Il gruppo non lavora su qualche idea astratta: affronta cinque sfide concrete che riguardano proprio il tratto che stai percorrendo in bici. La gestione delle acque meteoriche, cioè come far defluire la pioggia senza che eroda il tracciato; la tutela dell’ecosistema che è cresciuto spontaneamente lungo i vecchi binari; la rifunzionalizzazione delle sei ex stazioni come presidi per la comunità; e un’idea che più abruzzese non si può, la reversibilità tecnologica ispirata proprio ai trabocchi, cioè progettare strutture smontabili con giunzioni a secco, come le vecchie macchine da pesca che vedi sporgere sul mare.
Per chi pedala oggi non cambia nulla nell’immediato. Ma conviene saperlo: la ciclabile che percorri come semplice pista sta per essere ripensata come infrastruttura ambientale vera, capace di reggere l’erosione e il rischio idraulico invece di subirli soltanto.
Il nodo del Parco Nazionale, cosa sapere se visiti ora
C’è un secondo fronte, di natura amministrativa, che conviene conoscere se attraversi questo territorio proprio in questi giorni. Il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina interessa oltre 11.000 ettari con una presenza rilevante di aziende agricole, e la CIA Chieti-Pescara segue da settimane il tema di perimetrazione e zonizzazione. Il 5 settembre è la scadenza entro cui i Comuni devono trasmettere le loro osservazioni; il 7 settembre alle 17.30, al Parco dei Priori di Fossacesia, si tiene un incontro pubblico aperto a istituzioni, tecnici e associazioni. Non riguarda direttamente il tuo weekend in bici, ma spiega perché tra uliveti e trabocchi si respira, in questi giorni, un’attenzione istituzionale più alta del solito.
Fonti
- Settembre in Costa dei Trabocchi, Via Verde e San Vito Chietino, il viaggio lento in Abruzzo – Viaggiando Italia (Viaggiando Italia)
Foto: Celycely — CC BY-SA 4.0 (fonte)


