Il pino di via Castellamare Adriatico va abbattuto, cosa sta succedendo
Se passi spesso per via Castellamare Adriatico, a Pescara, sappi che uno dei pini d’Aleppo che costeggiano la strada non ci sarà più. Il Comune ha già eseguito un primo intervento di messa in sicurezza e ha disposto l’abbattimento immediato dell’albero, giudicato pericoloso per chi ci passa sotto.
A darne notizia è l’assessore al Verde e vicesindaco Gianni Santilli, che spiega come la decisione arrivi dopo le indicazioni di un agronomo incaricato di valutare le condizioni della pianta. Non è un taglio di routine, ma un intervento urgente per un problema strutturale ben visibile a chiunque si fermi a guardare il tronco.
L’albero, fanno sapere dal Comune, sta cedendo. Mostra segnali esterni chiari: una fessura verticale profonda che parte dalla base del tronco, a livello del terreno, e sale per circa un metro d’altezza. Una crepa di quelle dimensioni, in un pino che può arrivare a pesare diverse tonnellate tra chioma e legno, basta a mettere a rischio l’incolumità di chi transita a piedi o in auto lì sotto.
Ecco perché l’assessore ha voluto sottolineare l’urgenza dell’operazione: non c’è margine per aspettare, tra monitoraggi e verifiche successive. Il primo intervento di messa in sicurezza è già stato fatto, e l’abbattimento è stato classificato come immediato. Se abiti in zona o ci lavori, aspettati quindi di vedere presto i tecnici comunali all’opera per completare il taglio.
Ma per capire come si arriva a una crepa di un metro alla base del tronco, bisogna guardare cosa succede dentro un pino apparentemente in salute.
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Perché un pino sano può diventare pericoloso senza preavviso
Un pino d’Aleppo non crolla mai da un giorno all’altro. Il cedimento che ha portato all’abbattimento in via Castellamare Adriatico è il risultato finale di un processo lento, che può durare anni prima di manifestarsi in superficie. Il legno, all’interno del tronco, può marcire o indebolirsi per infiltrazioni d’acqua, funghi radicali o semplice invecchiamento della pianta, restando invisibile fino a quando la corteccia non si spacca e mostra la fessura.
Quella profonda circa un metro individuata alla base del tronco è proprio il segnale esterno di un problema che covava da tempo dentro la pianta. È qui che entra in gioco la figura dell’agronomo: un tecnico che non si limita a guardare la chioma, ma valuta la stabilità meccanica dell’albero con strumenti e criteri precisi, verificando come una crepa di quella profondità comprometta la capacità del tronco di reggere il peso e la spinta del vento.
Un albero può apparire verde, con la chioma folta e nessun ramo secco, e avere comunque una base compromessa. È il motivo per cui il Comune non ha aspettato ulteriori verifiche prima di disporre l’intervento: quando la fessura arriva a quelle dimensioni, il rischio di schianto improvviso non è più teorico.
Cosa fare se noti segnali simili su un albero della tua strada
Se cammini spesso sotto gli alberi di una via alberata di Pescara, ci sono alcuni indizi che conviene imparare a riconoscere: una fessura verticale nel tronco, una corteccia che si stacca a placche, un inclinamento anomalo rispetto agli alberi vicini, o funghi visibili alla base che segnalano marciume interno. Nessuno di questi elementi, da solo, richiede un giudizio da esperto: basta accorgersi che qualcosa non torna rispetto agli altri alberi della stessa fila.
In quel caso, la strada giusta è segnalare la situazione al Comune di Pescara, che gestisce direttamente il verde pubblico cittadino attraverso l’assessorato competente, lo stesso che ha seguito il caso di via Castellamare Adriatico. Una segnalazione tempestiva è quello che ha permesso, in questo episodio, di intervenire prima che la crepa producesse conseguenze. Il rischio, del resto, non riguarda soltanto questo pino.
Il caso di via Castellamare Adriatico non è isolato se allarghi lo sguardo alla costa abruzzese, dove il patrimonio arboreo sta attraversando una fase complicata, anche se per un motivo diverso da quello del pino pescarese: qui parliamo di una crepa strutturale, altrove il problema è un parassita che sta mettendo in ginocchio i pini di mezzo litorale teramano.
Si chiama cocciniglia tartaruga del pino, nome scientifico Toumeyella parvicornis, ed è un insetto che si attacca a rami e aghi indebolendo progressivamente la pianta fino a farla deperire. A Roseto degli Abruzzi il Comune ha avviato il 31 agosto un primo tavolo tecnico con vicesindaco, assessore all’Ambiente, Ufficio tecnico e agronomo comunale per fare una ricognizione degli alberi colpiti, partendo dalle pinete e dalle alberature stradali. A Pineto il monitoraggio ha già dato un numero preciso: su 712 pini controllati, 322 sono risultati gravemente colpiti, e i trattamenti sono partiti dal 17 agosto. A Silvi l’amministrazione ha trattato, fin da fine giugno, tutti gli 800 pini domestici della città sotto la direzione di un dottore forestale incaricato dal Comune. Più a nord, a Giulianova, l’associazione Conalpa ha fatto accertare la presenza del parassita sui pini di viale Orsini nord da un agronomo fitopatologo, dopo le segnalazioni di alcuni residenti che avevano notato gli alberi in sofferenza.
Dietro questi numeri c’è anche una questione di soldi e di obblighi. Il Decreto del Ministro delle politiche agricole del 3 giugno 2021 impone a chiunque scopra, anche solo sospetti, la presenza del parassita di segnalarlo subito al Servizio Fitosanitario regionale, e mette a carico dei proprietari (Comuni compresi, per gli alberi pubblici) le misure di eradicazione e contenimento, come i trattamenti insetticidi. Il trattamento cosiddetto endoterapico, quello che si inietta direttamente nel tronco, costa tra gli ottanta e i cento euro a pianta: una cifra piccola se pensi che un singolo pino di pregio, secondo le valutazioni circolate tra gli enti costieri, può valere diverse migliaia di euro tra funzione paesaggistica e ambientale.
Il filo che lega Pescara alla costa teramana, in fondo, è uno solo: gli alberi che vediamo tutti i giorni lungo le strade non sono elementi decorativi che si mantengono da soli. Vanno controllati, monitorati e curati con la stessa attenzione che dedichi a qualunque altra infrastruttura della città, che si tratti di una crepa nel tronco o di un insetto che si insinua tra gli aghi senza farsi notare per mesi.
- Pino d’Aleppo: specie di pino mediterraneo (Pinus halepensis), tra le più diffuse nelle pinete e nei filari stradali della costa abruzzese, compresa via Castellamare Adriatico.
- Cocciniglia tartaruga del pino: insetto parassita (Toumeyella parvicornis) che indebolisce i pini fino a causarne il deperimento, oggetto di monitoraggi e trattamenti a Roseto, Pineto, Silvi e Giulianova.
Fonti
- Pino d'Aleppo a rischio crollo in via Castellamare Adriatico: deciso l'abbattimento (ilpescara.it)
- A Pescara pino d’Aleppo da abbattere in via Castellammare Adriatico (abruzzopopolare.com)


