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Eventi a Pescara, Festival a Luci Gialle 2026, 4 giorni di brividi all’Auditorium Petruzzi: come scegliere gli incontri

Pescara a Luci Gialle 2026: 4 giorni di brividi all’Auditorium Petruzzi

Se hai un pomeriggio libero tra il 10 e il 13 settembre e ti piacciono i delitti (solo quelli di carta, per carità), Pescara ha già pronta la scena del crimine. Si chiama Pescara a Luci Gialle, quest’anno arriva alla sesta edizione e trasforma l’Auditorium Petruzzi di via delle Caserme in un set fisso dove, ogni giorno dalle 17 alle 20, si alternano scrittori, giornalisti e studiosi del brivido.

I numeri dicono già molto: 18 ospiti per 11 incontri in quattro pomeriggi, un ritmo serrato pensato per chi vuole immergersi nel genere senza dover scegliere un solo evento e rinunciare a tutto il resto. Puoi entrare e uscire dal programma come preferisci, seguire un incontro o restare tutto il pomeriggio: la formula è pensata per essere vissuta a pezzi, un po’ come si divora una serie tv a episodi.

Non serve essere lettori accaniti di gialli per trovarci qualcosa. Ci sono temi che parlano di cronaca vera, come le truffe amorose e i femminicidi, altri che raccontano il dietro le quinte della scrittura seriale, altri ancora che guardano al cinema. È un festival letterario, sì, ma costruito per intercettare curiosità diverse: quella di chi segue il true crime in podcast, quella di chi ama i polizieschi in tv, quella di chi vuole passare un pomeriggio diverso in centro a Pescara.

Il programma tocca la cronaca nera irrisolta, la nascita delle detective più amate della narrativa italiana e l’omaggio a una delle firme più celebri del genere nel mondo. Chiude domenica 13 settembre con un nome fuori dagli schemi abituali del festival: una cantante che ha da poco debuttato come scrittrice, scelta apposta per intercettare anche chi il giallo lo segue più in tv che sugli scaffali.

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Come orientarti tra gli undici incontri, in base a quello che ti incuriosisce

Se il true crime è il tuo genere, il primo pomeriggio ti aspetta con un incontro delicato e diretto sulle truffe amorose e sui femminicidi: a parlarne saranno la scrittrice Rosa Teruzzi e Ester Fratello, dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Pescara. Non un dibattito teorico, ma un confronto tra chi racconta il crimine sulla pagina e chi lo affronta ogni giorno sul lavoro.

Se invece ti appassionano le investigatrici di carta, lo stesso pomeriggio propone il dialogo tra Gabriella Genisi e Domenico Wanderlingh, che ripercorreranno la nascita di due personaggi molto amati dai lettori italiani: Lolita Lobosco e Anita Landi. Sempre su questo filone si inserisce Mariano Sabatini, che porta all’Auditorium Petruzzi la cronaca filtrata attraverso il mestiere del giornalista.

C’è poi un incontro che merita una menzione a parte, perché tocca un caso irrisolto della storia italiana: il professore Mauro Canali ripercorrerà la vicenda del giornalista Mauro De Mauro, rapito nel 1970 e mai più ritrovato, proponendo una nuova ipotesi sulle ragioni della sua uccisione.

Chi ama il cinema ha il suo appuntamento nel cinquantesimo anniversario della morte di Agatha Christie: lo scrittore e giornalista Giuseppe Cozzolino renderà omaggio alla “regina del giallo” partendo dalla figura di Hercule Poirot e dalle sue trasposizioni sul grande schermo, mentre il critico Valerio Caprara allarga il discorso al cinema della suspense in generale.

Gli scrittori Bruno Nacci ed Enzo Verrengia costruiscono invece una geografia del giallo, spostandosi dagli scenari di Tijuana alle atmosfere parigine, utile se ti piace il genere per i luoghi più che per la trama. Paola Barbato, che oltre ai romanzi firma le sceneggiature di Dylan Dog, entra nella testa dell’assassino con un incontro sulla psicologia del thriller. Patrick Fogli e Valerio Varesi discutono di come si sta evolvendo il noir contemporaneo, mentre Chiara Moscardelli ed Enrico Luceri giocano con le sfumature tra rosa e nero in un incontro dal tono più leggero. Chiude questa parte del programma il dialogo tra Andrea Vitali e Romano De Marco, autore di un romanzo ambientato proprio in Abruzzo.

Chi tiene in piedi Pescara a Luci Gialle da nove anni

Il festival non nasce da un’istituzione, ma da un gruppo di professionisti, scrittori e appassionati che si riuniscono tutto l’anno per scegliere temi e ospiti: è l’associazione Numero Zero, presieduta dall’avvocato Carmine Ciofani, ad averlo ideato nel 2017. Accanto a Numero Zero c’è il Rotary Club Pescara Nord, mentre il Comune di Pescara patrocina l’iniziativa e la sostiene apertamente.

La sesta edizione è stata presentata nella sala San Cetteo del Comune, con il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla cultura Maria Rita Carota, insieme alla direttrice artistica Angela Capobianchi e al delegato del Rotary Emidio De Florentis: un modo per dire, prima ancora che inizi, che il festival è ormai parte del calendario culturale della città, non solo un evento per lettori di nicchia.

E se pensi che un festival del giallo esaurisca il suo compito con le storie inventate, il caso De Mauro raccontato da Canali ti dimostra il contrario: qui la finzione lascia spazio a un enigma vero, mai chiuso del tutto.

Perché il giallo è diventato il nuovo romanzo sociale

Il ragionamento che sta dietro a un festival così strutturato non è un capriccio da addetti ai lavori. Negli ultimi anni gialli, thriller e noir hanno smesso di essere etichettati come “libri da ombrellone” e sono diventati uno degli strumenti più usati per raccontare la complessità del presente. Funzionano anche come consolazione, perché nella maggior parte dei casi il colpevole viene scoperto e l’ordine viene ristabilito, ma soprattutto funzionano come specchio: ogni epoca ha avuto il suo giallo, e quello di oggi parla di truffe online, di cronaca nera irrisolta, di violenza domestica.

Il boom editoriale del genere ha un riscontro concreto nelle librerie e nei palinsesti televisivi, che negli ultimi anni hanno moltiplicato le fiction tratte da romanzi polizieschi italiani. La televisione fa da cassa di risonanza al libro, e il libro a sua volta alimenta la curiosità per la serie: un circolo che Pescara a Luci Gialle intercetta dal 2017, quando il festival nasceva come esperimento tra pochi appassionati e non come l’appuntamento da 18 ospiti che è diventato oggi.

Sfogliando le edizioni passate si capisce come il festival abbia sempre inseguito il punto in cui il genere si stava spostando, prima ancora che diventasse un trend riconosciuto. Ci sono state annate dedicate ai metodi investigativi e al giallo storico, altre concentrate sui misteri della cronaca italiana mai del tutto risolti, altre ancora sul cybercrime, sul thriller psicologico, sullo spionaggio. Ogni edizione ha scelto un taglio tematico che va oltre la semplice presentazione dell’ultimo libro pubblicato, per costruire un discorso più ampio sul perché continuiamo a leggere storie di delitti.

È lo stesso principio che tiene insieme il programma 2026: non undici presentazioni scollegate, ma undici modi diversi di guardare alla stessa domanda, quella che si fa chiunque prenda in mano un giallo, ovvero perché ci ostiniamo a raccontare il male per capirci qualcosa in più su noi stessi. Se a Pescara ti ritrovi seduto all’Auditorium Petruzzi tra un pomeriggio e l’altro, è questo il filo che tiene insieme incontri così diversi tra loro: dalla dirigente della Questura che parla di femminicidi alla cantante che debutta come scrittrice, il genere resta lo stesso specchio, puntato ogni volta su un pezzo diverso della realtà.

Fonti