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Prodotti tipici in provincia di Chieti, puoi scoprire la percoca gialla di Piazzano: cosa prevede il progetto

La percoca gialla di Piazzano ha ora una Comunità di progetto

Se in Val di Sangro ti hanno mai parlato della percoca, la pesca a polpa gialla e compatta che in Abruzzo si chiama così, sappi che una di queste, quella di Piazzano di Atessa, ha appena fatto un passo da prodotto di famiglia a prodotto con un progetto pubblico alle spalle. Il 28 settembre 2026 è stata resa nota la nascita di una Comunità di progetto dedicata alla percoca gialla, presentata durante l’ultima edizione di Val di Sangro Expò.

La percoca gialla di Piazzano è una varietà autoctona di pesca, legata a una tradizione secolare. La Comunità è nata per tre scopi: tutelarne la biodiversità, rafforzarne la filiera e promuoverne il valore agricolo, gastronomico e culturale. Il progetto di cooperazione è portato avanti dal Comune di Atessa ed è stato riconosciuto dall’avviso pubblico del Gal Maiella Verde per le Comunità di progetto, con il sostegno del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, della Regione Abruzzo e del Programma Leader 2023-2027.

E per te, che magari vuoi solo assaggiarla? Gli obiettivi dichiarati vanno in quella direzione: percorsi enogastronomici e turistici dedicati, prodotti trasformati con un marchio distintivo e nuovi canali di promozione e vendita. Si punta anche a coinvolgere nuovi produttori e a fare accordi con scuole e centri di ricerca agronomica, per conservare e migliorare la varietà.

Il vice sindaco di Atessa, Enzo Orfeo, la definisce un elemento identitario, frutto del lavoro di generazioni di coltivatori, e spera che l’esperienza diventi un modello replicabile per altre eccellenze del territorio. Il punto di partenza, insomma, è un frutto. L’idea è costruirci intorno agricoltura, cultura del cibo, turismo e tutela del paesaggio.

Ma chi c’è dietro e cosa cambierà concretamente per chi vuole assaggiarla?

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Chi aderisce e cosa prevede il progetto

Guardando l’elenco dei presenti, la cosa che colpisce è la varietà dei mestieri. Al tavolo di presentazione c’erano il vice sindaco Enzo Orfeo per il Comune di Atessa, Tiziano Teti come presidente del Gal Maiella Verde, Domenico Bomba per la Cia Chieti Pescara, Domenico Bosco e Tommaso Giuliante per Coldiretti Chieti, e Rebecca Virtù nel ruolo di segreteria tecnica. Cia e Coldiretti sono due sigle agricole diverse: vederle insieme sullo stesso frutto dice che intorno alla percoca si è cercata una base larga, non un marchio di parte.

Poi ci sono gli aderenti veri e propri: l’Unpli di Chieti (la rete delle Pro Loco), le aziende agricole produttrici, gli esercizi di ristorazione, il Circolo Legambiente Geo Aps e Slow Food Abruzzo. Se ti stai chiedendo perché servano tutti, prova a seguire il frutto. Lo coltiva un’azienda, lo cucina un ristorante, lo racconta una Pro Loco, lo protegge chi si occupa di paesaggio e biodiversità. Ogni anello ha il suo pezzo di lavoro.

La segreteria tecnica è la parte meno visibile ma forse più utile: in un progetto Leader qualcuno deve tenere insieme carte, incontri e scadenze, altrimenti la Comunità resta un bel nome su una locandina.

Percoca, pesca e Val di Sangro

Un chiarimento per chi arriva da fuori regione: percoca è il nome con cui in Abruzzo e in gran parte del Sud si indica la pesca a polpa soda, di solito gialla, che tiene bene la cottura. Per questo si presta sia al frutto da mangiare a morsi sia alle conserve, dallo sciroppo alla marmellata. Non è un dato delle fonti sul progetto, ma è un uso comune. Ed è il motivo per cui la voce “prodotti trasformati a marchio distintivo” sembra un passo naturale per questa pesca.

C’è poi il contesto del luogo. Piazzano è una frazione di Atessa e la Val di Sangro, nell’immaginario di molti, è soprattutto industria. Un progetto che rimette al centro un frutto e chi lo coltiva racconta l’altra faccia della valle, quella dei campi e delle famiglie che li lavorano da generazioni, come ricorda lo stesso Orfeo.

Se ti interessa il tema dei prodotti tipici della provincia di Chieti, questo è un caso da tenere d’occhio. Una varietà locale non entra in un percorso turistico o in uno scaffale dal nulla: servono produttori che continuino a coltivarla, magari nuovi, e qualcuno che ne garantisca qualità e riconoscibilità nel tempo.

Restano da chiarire alcune cose pratiche, a partire da quando e dove potrai assaggiare una percoca di Piazzano.

Cosa ancora non si sa e come seguirlo

Partiamo dalle risposte che non ci sono, perché è giusto che tu le sappia prima di metterti in macchina verso Piazzano. Nei comunicati diffusi il 28 settembre 2026 non compaiono date di eventi o di raccolta, non compaiono prezzi e non si indicano punti vendita. Non si dice nemmeno quanti produttori facciano parte oggi della filiera, né a quanto ammonti il finanziamento collegato all’avviso del Gal Maiella Verde. Sono i dati che ti servirebbero per fare un acquisto o una gita, e per ora mancano.

Non è un difetto strano. Una Comunità di progetto appena presentata è, per definizione, una fase iniziale: il marchio distintivo per i prodotti trasformati, i percorsi enogastronomici e le collaborazioni con scuole e centri di ricerca agronomica sono elencati come obiettivi, non come cose già attive. Quindi, se trovi online qualcuno che ti promette “la percoca di Piazzano in vendita da domani”, diffida finché non c’è una conferma di chi il progetto lo guida.

Dove guardare per gli aggiornamenti

I canali giusti sono quelli istituzionali. Il progetto di cooperazione è portato avanti dal Comune di Atessa, quindi sono il suo sito e i suoi canali ufficiali il primo posto dove cercare eventuali avvisi rivolti ai produttori o iniziative aperte al pubblico. Il secondo riferimento è il Gal Maiella Verde, che ha pubblicato l’avviso per le Comunità di progetto in cui l’iniziativa è stata riconosciuta e che, in quanto ente del Programma Leader 2023-2027, è la sede naturale per capire tempi e regole del percorso.

Poi ci sono gli aderenti. Se sei un produttore, un ristoratore o un curioso, puoi rivolgerti alla sede di Cia Chieti Pescara o di Coldiretti Chieti, presenti alla presentazione, oppure all’Unpli di Chieti e a Slow Food Abruzzo, che di solito fanno da cassa di risonanza a incontri e degustazioni. Non c’è scritto da nessuna parte che saranno loro a organizzare qualcosa, ma sono i luoghi dove è più probabile che la notizia arrivi per prima.

Cosa puoi fare intanto

Un consiglio pratico: se abiti in zona, tieni d’occhio le sagre e i mercati contadini della Val di Sangro nella prossima stagione e chiedi ai banchi di frutta da dove arriva la pesca gialla. Nessuna fonte dice che oggi la percoca di Piazzano sia riconoscibile sui banchi con quel nome, ma è il modo più semplice per capire se il progetto sta iniziando a lasciare un segno concreto.

Ti torna comodo anche un’altra domanda da fare, la più utile di tutte: quando comparirà il marchio distintivo, chi lo assegnerà e con quali regole? Da lì dipenderà quanto la percoca gialla di Piazzano potrà distinguersi da una qualunque pesca a polpa gialla. Per ora resta una domanda aperta, e ne riparleremo appena Comune e Gal daranno notizie.

Fonti

  • Un progetto di valorizzazione della percoca gialla di Piazzano di Atessa (chietitoday.it)
  • Percoca gialla di Piazzano di Atessa, dalla tradizione a nuova valorizzazione: nasce la Comunità di Progetto (abruzzopopolare.com)