Se stai pensando a un weekend a Villetta Barrea per fotografare i cervi che passeggiano tra le case, da oggi c’è una cosa in più da sapere prima di partire: avvicinarti troppo può costarti fino a 500 euro di multa, oltre al rischio molto più concreto di finire in ospedale.
Multe fino a 500 euro, cosa dice l’ordinanza
Il sindaco di Villetta Barrea, Giuseppina Colantoni, ha firmato un’ordinanza che mette nero su bianco le regole per convivere con i cervi che, come spiega lo stesso documento comunale, “frequentano abitualmente la passeggiata pedonale lungo il fiume Sangro, le aree urbane del centro abitato e le zone a vocazione residenziale e turistica”.
Le regole sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni. La distanza minima da tenere è di 25 metri, che diventano 50 metri se nel branco ci sono femmine con i piccoli. È vietato dare da mangiare o da bere agli animali, anche solo scarti alimentari: l’alimentazione artificiale, dice l’ordinanza, “ne altera le abitudini alimentari e ne stimola l’urbanizzazione pericolosa”. Vietato anche inseguire i cervi, circondarli o sbarrargli la strada per un video, e per chi porta il cane vige l’obbligo di guinzaglio corto, massimo 1,5 metri, nelle aree urbane e sui sentieri comunali.
Chi non rispetta queste regole rischia una sanzione fino a 500 euro, a meno che il comportamento non sfoci nel reato di maltrattamento di animali, che è ovviamente più grave. L’ordinanza ha carattere permanente: vale tutto l’anno, non solo adesso.
E “adesso” non è un dettaglio da poco. Siamo nel pieno del bramito, la stagione degli amori dei cervi, quando i maschi adulti diventano più territoriali e imprevedibili. Il documento comunale parla apertamente di “un tasso di reattività e pericolosità comportamentale elevato” in questo periodo.
Tre attacchi in poche settimane hanno reso l’ordinanza inevitabile, e uno dei feriti è finito in elisoccorso mentre cercava di scattare un selfie.
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Cosa è successo, gli attacchi ai turisti
Il caso più grave riguarda un turista 57enne che si era avvicinato troppo a un cervo per farsi un selfie. L’animale lo ha caricato ferendolo all’addome, tanto da rendere necessario il trasporto in elisoccorso al San Salvatore. Un episodio che da solo basterebbe a spiegare la fretta con cui il Comune ha messo mano all’ordinanza, ma non è stato l’unico.
Pochi giorni prima un altro uomo, che si trovava in un gruppo di persone, è stato caricato da un cervo ed è finito al Pronto soccorso di Castel di Sangro, dove gli hanno applicato 4 punti di sutura. Due episodi diversi, stessa dinamica di fondo: qualcuno che si è avvicinato più del dovuto a un animale che, in quel momento, non voleva compagnia. Sommando questi due casi a un terzo registrato nelle stesse settimane, il sindaco Colantoni ha parlato di misure “non più rinviabili” per arginare comportamenti a rischio che si ripetevano con una frequenza insolita per il territorio.
Se ti stai chiedendo perché animali abituati alla presenza umana reagiscano in modo così brusco, la risposta sta proprio nel periodo dell’anno in cui questi episodi si sono concentrati.
Perché ora è il periodo più a rischio
Siamo nella fase del bramito, la stagione degli amori dei cervi che cade tra fine estate e autunno. In questo periodo i maschi adulti diventano più territoriali, meno tolleranti verso chi si avvicina e più pronti a reagire con quella che l’ordinanza definisce una “carica difensiva”. Non è un capriccio dell’animale: è un comportamento istintivo, legato alla competizione per le femmine, che rende un esemplare normalmente placido molto più reattivo di quanto un visitatore possa immaginare guardandolo da lontano.
L’ordinanza distingue con attenzione le diverse cause possibili di un ferimento: ci sono i casi provocati da “reazioni imprevedibili degli animali”, quelli legati a “comportamento di disturbo o stimolazioni improprie da parte dell’uomo” e infine le “circostanze fortuite”, quando l’attacco avviene anche in assenza di qualsiasi stimolo diretto. In pratica, anche chi crede di comportarsi con cautela può trovarsi davanti a un cervo che carica senza preavviso apparente. Proprio per questo il documento comunale insiste sul fatto che la prudenza va tenuta sempre, non solo quando l’animale sembra nervoso.
Il Comune ha anche chiesto al Parco un monitoraggio rafforzato, un passaggio che apre a un’altra domanda: chi controlla, giorno per giorno, quanto i cervi si spingono dentro il centro abitato di Villetta Barrea.
Regole pratiche per chi visita il Parco
Sapere che l’ordinanza esiste è un conto, sapere cosa fare quando ti trovi un cervo a venti metri mentre cammini lungo il Sangro è un altro. La prima cosa da mettere in testa, prima ancora di uscire di casa, è che il decoro del selfie perfetto non vale una cornata: se l’animale è già visibile a distanza, la foto la scatti da lì, con lo zoom del telefono o della fotocamera, senza fare un passo in più.
Se stai passeggiando e ti accorgi che un cervo sta occupando il marciapiede o un tratto di strada davanti a te, la cosa più sensata è fermarti, valutare un percorso alternativo e aspettare che si sposti da solo, invece di provare a passargli accanto per fretta. Vale anche per chi ha il cane: tienilo sempre stretto, perché anche un abbaiare distratto può essere letto dall’animale come una minaccia diretta e scatenare una reazione che, in quel momento, nessuno riuscirebbe a controllare.
Un altro errore comune, soprattutto tra chi arriva da fuori e non conosce il territorio, è pensare che i cervi visti così spesso in paese siano ormai “addomesticati”. Non lo sono: restano animali selvatici che tollerano la presenza umana fino a un certo punto, e quel punto durante il bramito si abbassa parecchio. Se qualcuno del gruppo insiste per avvicinarsi ancora, sei tu il primo argine di buon senso: meglio rinunciare a uno scatto che finire al pronto soccorso.
Villetta Barrea, il borgo tra i cervi
Villetta Barrea si trova dentro il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ed è uno dei paesi dove il confine tra centro abitato e area protetta è più sottile che altrove: i cervi non stanno solo nei boschi attorno, ma scendono fino alle case, alla passeggiata sul lago e alle vie del borgo, come racconta la stessa ordinanza comunale parlando di una presenza “storicamente” radicata sul territorio.
È proprio questa convivenza quotidiana, che per anni ha reso il paese una meta ambita da chi vuole vedere la fauna selvatica senza doversi inoltrare per ore nei sentieri, ad aver reso necessario un intervento del genere. Più turisti arrivano apposta per i cervi, più cresce il rischio che qualcuno confonda la loro presenza abituale con mansuetudine. Il sindaco Colantoni, chiedendo al Parco un monitoraggio rafforzato proprio nel centro abitato, punta a tenere sotto controllo un equilibrio che negli ultimi tempi si è fatto più fragile del solito.
- A che distanza bisogna stare dai cervi a Villetta Barrea? Almeno 25 metri, che diventano 50 metri se ci sono femmine con piccoli, secondo l’ordinanza del sindaco Colantoni.
- Cosa rischio se do da mangiare a un cervo? Una multa, perché l’ordinanza vieta in modo assoluto di dare cibo, acqua o scarti alimentari agli animali.
- I cani devono stare al guinzaglio vicino ai cervi? Sì, obbligo di guinzaglio corto massimo 1,5 metri nelle aree urbane, nei parchi e sui sentieri comunali.
- Perché ora è più pericoloso avvicinarsi ai cervi? Perché è in corso il bramito, la stagione degli amori, quando i maschi sono più territoriali e reattivi.
Fonti
- Basta avvicinarsi troppo ai cervi, arriva l'ordinanza a Villetta Barrea: multe fino a 500 euro per i trasgressori (ilpescara.it)
- Niente più selfie o avvicinamenti pericolosi: a Villetta Barrea scatta un’ordinanza a tutela di cervi e turisti (espressione24.it)


