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Eventi a Chieti, con i bambini rischi di perdere i laboratori gratis del 25 settembre: gli orari da segnare

Il 25 settembre il Campus di Chieti apre le porte a tutti, gratis

Se venerdì 25 settembre non hai ancora niente in programma per il pomeriggio, sappi che al Campus universitario di Chieti succede qualcosa che conviene vedere, e soprattutto vale zero euro. Dalle ore 16:00 in poi, per tutta la sera, l’Università “Gabriele d’Annunzio” apre i suoi padiglioni alla città con ingresso libero per La Notte Europea dei Ricercatori 2026, il tema guida scelto per questa edizione è “Back to the future”.

Non è una giornata porte aperte qualunque. È l’appuntamento annuale in cui ricercatrici e ricercatori della d’Annunzio smettono per una sera i panni da laboratorio chiuso e raccontano quello su cui lavorano tutto l’anno, con esperimenti dal vivo, dimostrazioni, talk e anche musica. Il programma è stato presentato questa mattina nell’Auditorium del Rettorato del Campus, alla presenza del Rettore Liborio Stuppia, della coordinatrice dell’iniziativa Elisabetta Dimauro e del Direttore Generale Paolo Esposito.

Il punto è che la serata è lunga, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, e gli appuntamenti si susseguono su più fronti: talk sul Palco Centrale, laboratori scientifici nei dipartimenti, attività pensate apposta per i bambini. Se non ti organizzi con un minimo di scaletta in testa, il rischio concreto è arrivare al Campus e perderti proprio le cose che più ti interessavano, magari il laboratorio gratuito per i più piccoli che finisce prima di quanto pensavi, o il talk delle 19:45 che parte mentre stai ancora parcheggiando.

Vale per le famiglie con bambini quanto per chi ci va da solo o in coppia per curiosità: la serata offre più cose di quante se ne possano vedere tutte, quindi conviene sapere in anticipo cosa c’è e a che ora, così scegli tu cosa vedere invece di subire il caso.

L’evento va dal pomeriggio a notte inoltrata: ecco la scaletta da seguire, talk per talk e laboratorio per laboratorio.

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La scaletta dei talk sul Palco Centrale, ora per ora

Il Palco Centrale è il cuore pulsante della serata, e qui gli orari contano: perderne uno significa perdere l’unica occasione della giornata di vederlo, perché non ci sono repliche. Si parte alle 19:45 con Edoardo Prati, giovane divulgatore culturale molto seguito sui social, che porta sul palco “Batracomiomachia. La battaglia dei topi e delle rane, una storia contemporanea”: in pratica riprende un classico antico e lo rilegge con gli occhi di oggi, un modo per far entrare la scienza umanistica anche a chi di solito la evita.

Un’ora dopo, alle 20:45, tocca a Elisabetta Dimauro, la stessa coordinatrice che ha messo in piedi tutto l’evento, con un intervento dal titolo “Il rispetto verso le donne dall’antichità ai giorni d’oggi”. Non è un caso che sia lei a curarlo personalmente: il tema attraversa storia, società e attualità, e chiude un cerchio che parte da lontano per arrivare dritto a oggi.

Alle 21:00, quindi con appena un quarto d’ora di respiro rispetto al talk precedente, salgono sul palco Flaminia Bolzan e Alessandra Forte. Bolzan è psicologa, criminologa e scrittrice, Forte è giornalista RAI: insieme discutono “Uno sguardo criminologico sul femminile oggi”, un dibattito che mette a confronto due prospettive diverse sullo stesso tema, quella clinica e quella giornalistica.

A chiudere, alle 22:00, non c’è più un talk ma musica dal vivo: il gruppo Terzacorsia porta “Dove finiscono le parole, viaggio nella canzone d’autore italiana”. Se il tuo piano è vedere tutto il blocco dalle 19:45 in poi, sappi che sono quasi tre ore filate sul palco, senza pause vere tra un intervento e l’altro: se hai bambini con te, valutalo prima di sederti.

Laboratori, robotica e attività per i più piccoli

Mentre il Palco Centrale scandisce la serata con i suoi orari fissi, nei padiglioni e nei dipartimenti del campus si muove un altro pezzo di programma, quello dei laboratori, ed è probabilmente la parte più interessante se hai bambini da portare in giro. Qui il ritmo è diverso: non ci sono orari singoli da rispettare al minuto come sul palco, ma postazioni aperte per buona parte del pomeriggio e della sera, a cura dei centri d’eccellenza dell’ateneo come CAST, ITAB e CARES.

Nei laboratori trovi dimostrazioni di realtà virtuale applicata ai beni culturali, esperimenti di robotica, stampa 3D, intelligenza artificiale, biofeedback e medicina di precisione: roba che normalmente resta chiusa dentro un dipartimento e che per una sera diventa toccabile con mano, letteralmente, visto che molte postazioni sono pensate per farti provare l’esperimento e non solo guardarlo.

Per le famiglie con bambini piccoli, il consiglio è di puntare sulle attività create apposta per loro: giochi didattici, autocostruzione in terra cruda ed esperimenti di biologia e genetica pensati per far capire concetti complessi attraverso il gioco. Sono le attività più a rischio di riempirsi in fretta nelle ore centrali del pomeriggio, quindi se viaggi con bambini piccoli conviene arrivare presto, magari già verso le 16:30-17:00, prima che il flusso di visitatori aumenti in vista dei talk delle 19:45. Il programma completo, con la mappa dei padiglioni e la posizione esatta di ogni laboratorio, è sul sito dell’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, utile da consultare prima di partire per non girare a vuoto tra i dipartimenti.

Non solo scienza: la serata si chiude con musica dal vivo, ma questa notte a Chieti non è un caso isolato, il filo che la lega al resto d’Europa conviene conoscerlo.

La Notte Europea dei Ricercatori non nasce a Chieti e non finisce a Chieti. È un’iniziativa che coinvolge atenei e centri di ricerca in tutta Europa, e la d’Annunzio la organizza in collaborazione con la rete universitaria INGENIUM, che mette in rete più sedi accademiche del continente sotto lo stesso cappello divulgativo. Tradotto: quello che vedi al Campus venerdì sera non è un’iniziativa isolata pensata solo per Chieti, ma la declinazione locale di un evento che si ripete lo stesso giorno in decine di città europee, con formule diverse ma lo stesso obiettivo di fondo, far incontrare chi fa ricerca con chi ricerca non la fa di mestiere.

E l’Abruzzo, quest’anno, gioca la partita su più tavoli contemporaneamente. Lo stesso venerdì 25 settembre, a L’Aquila va in scena “Se la terra potesse parlare”, uno spettacolo dedicato alla Notte Europea dei Ricercatori nell’ambito del progetto SHARPER, mentre ad Avezzano parte il programma di ERNEST con le sue iniziative dedicate alla ricerca. Tre città abruzzesi, tre programmi paralleli, la stessa cornice europea: se il Campus di Chieti non ti prende, o se sei più vicino a una delle altre due sedi, sappi che la stessa sera hai alternative sul territorio.

Per chi invece punta dritto su Chieti, conviene ricordare cosa c’è dietro l’organizzazione di una serata così fitta. Il Rettore Liborio Stuppia ha parlato del dialogo tra università e comunità come motore di sviluppo del territorio, mentre il Direttore Generale Paolo Esposito ha sottolineato lo sforzo logistico messo in campo dal personale dell’ateneo per far girare contemporaneamente palco, laboratori e attività per famiglie senza sovrapposizioni che rovinino la serata a chi visita. Elisabetta Dimauro, che coordina l’iniziativa e cura di persona uno dei talk delle 20:45, ha raccontato la partecipazione corale di tutti i ricercatori coinvolti, dai dipartimenti umanistici a quelli scientifici, un dettaglio che spiega perché il programma tocchi argomenti così diversi tra loro, dalla criminologia alla robotica, dalla storia antica alla medicina di precisione.

Se vuoi il quadro completo di tutti i seminari e le tavole rotonde distribuiti nei padiglioni, oltre a quelli su cui ci siamo soffermati qui, il programma integrale è pubblicato sul sito dell’Università “Gabriele d’Annunzio” (unich.it), dove trovi anche eventuali aggiornamenti dell’ultima ora su orari e location dei singoli laboratori all’interno del campus.

Fonti