Quanto sei abruzzese?Il Quiz!· 10 domande su dialetto, cucina e borghi · ogni lunedì si riparteGioca

Eventi a Vasto, puoi vedere già oggi la mostra che prepara il futuro museo dei capodogli: ecco dove si trova

A Vasto la scuola che vuole diventare custode del mare

Se sei di Vasto e in questi giorni hai sentito parlare del Festival “I Sette Capodogli”, c’è una tappa che conviene andare a vedere di persona, e non è sul lungomare. È nell’atrio dell’IIS Palizzi-Mattei, il polo tecnico scientifico della città, dove il 17 settembre è stata inaugurata la mostra “Sulla rotta dei capodogli”. Non una mostra qualunque: è il primo mattone visibile di un progetto che punta a qualcosa di molto più grande, un museo interamente dedicato ai capodogli a Vasto.

Il Festival “I Sette Capodogli 2026” si svolge in città dal 14 al 20 settembre, e la scuola ha scelto di ritagliarsi un ruolo che va oltre la semplice partecipazione. Alla mattinata di inaugurazione hanno preso parte studenti, insegnanti e cittadini, in un percorso pensato per riconnettere la comunità con il proprio mare. C’era anche l’Assessore all’Ambiente del Comune di Vasto, segno che dietro l’iniziativa scolastica c’è già un dialogo aperto con l’amministrazione.

La cornice dell’evento non è casuale. A dodici anni dallo spiaggiamento di un capodoglio a Punta Penna, avvenuto nel 2014, la scuola ha deciso di trasformare quella memoria in qualcosa di costruttivo. Al Centro Studi Cetacei è stato affidato il compito di rievocare quell’episodio, mentre agli studenti è toccato il lavoro più concreto: capire come le scelte quotidiane, dalla plastica monouso alle microplastiche, incidano sulla vita del mare che hanno sotto casa.

La dirigente scolastica Concetta Delle Donne ha riassunto lo spirito della giornata con una frase che conviene riportare per intero: “Il festival prosegue, ma il messaggio piantato ieri al Palizzi ha già la forza di un’onda che guarda al futuro”. Un modo per dire che quello che è successo nell’atrio della scuola non si esaurisce con la chiusura della mostra, ma è pensato per durare.

E l’obiettivo dichiarato, quello per cui gli studenti si sono presi un impegno formale davanti all’Assessore, è proprio la nascita a Vasto di un museo tutto dedicato ai capodogli.

Leggi anche: Mostre a Pescara, in pochi sanno che questo museo custodisce 120 capolavori francesi: ecco dove si trova

Il Decalogo del Buon Consumatore e la mostra da vedere

Se decidi di fare un salto al Palizzi per vedere la mostra con i tuoi occhi, quello che trovi nell’atrio sono dodici tavole illustrate dall’artista Franco Sacchetti. Insieme compongono il “Decalogo del Buon Consumatore e del Buon Cittadino”, un progetto promosso dall’Alleanza di Città e Paesi di Mare contro la plastica monouso. Non è un pannello informativo da leggere di fretta e passare oltre: ogni tavola racconta un comportamento quotidiano, dalla spesa al riciclo, e lo collega direttamente a quello che succede nel mare davanti a Vasto.

Gli studenti che hanno lavorato al progetto si sono concentrati soprattutto sulle microplastiche, i frammenti di plastica sotto i cinque millimetri che si formano dalla degradazione di oggetti più grandi o vengono prodotti già in scala minuscola per cosmetici e tessuti sintetici. Le hanno riconosciute come una delle minacce più insidiose per la catena alimentare marina, perché finiscono nel plancton, poi nei pesci, e da lì risalgono fino ai piatti di chiunque mangi pescato locale. Detta così sembra un problema lontano, ma la mostra la porta dentro l’atrio di una scuola di provincia, a due passi dal mare in cui quelle plastiche finiscono.

Perché Vasto ricorda ancora quel capodoglio del 2014

C’è un motivo se la scuola ha scelto proprio questo momento per aprire una mostra sui capodogli, e il motivo ha una data precisa: il 2014, quando un capodoglio si spiaggiò a Punta Penna. Dodici anni dopo, quell’episodio non è diventato un ricordo sfumato, ma il punto di partenza di un intero progetto educativo.

A dare voce a quella memoria, durante la mattinata del 17 settembre, è stato Stefano Taglioli, intervenuto in rappresentanza del Centro Studi Cetacei. Taglioli ha rievocato l’eccezionalità e la drammaticità dello spiaggiamento del 2014, e il suo racconto ha fatto quello che una data su un cartellone non riesce a fare da sola: ha ricordato a studenti e cittadini presenti quanto sia fragile l’equilibrio del mare che costeggia la città, e quanto sia urgente una sensibilità collettiva che non si limiti al giorno del festival.

Prova a pensare a cosa significhi per una città di mare vedere arrivare sulla propria costa un animale di quella stazza: non è un fatto che si dimentica facilmente, e infatti Vasto non lo ha dimenticato. Lo ha trasformato in un progetto che guarda avanti invece di restare fermo al lutto per quell’esemplare.

Il legame con la scienza, però, non si è fermato al racconto di Taglioli. Gli studenti si sono collegati in videoconferenza con il Museo Paleontologico Astigiano, seguendo una lezione di Alessandra Fassio sull’antico mare padano: un mare che, milioni di anni fa, copriva parte dell’attuale pianura piemontese e ospitava proprio i capodogli di cui oggi restano i fossili.

Dalla brochure al museo, i prossimi passi del progetto

Il legame con quell’esemplare del 2014 non si è fermato al racconto di Stefano Taglioli. Gli studenti del Palizzi-Mattei, sempre nella mattinata del 17 settembre, si sono collegati in videoconferenza con il Museo Paleontologico Astigiano, seguendo una lezione di Alessandra Fassio dedicata all’antico mare padano, quel bacino che milioni di anni fa copriva parte della pianura tra Piemonte e Liguria. Durante il collegamento hanno potuto osservare l’allestimento del fossile di capodoglio conservato lì, un pezzo che mostra come questi cetacei popolassero mari oggi scomparsi ben prima che qualcuno potesse spiaggiarsi su una spiaggia abruzzese.

Non è un dettaglio decorativo. Il confronto con un museo che un fossile di capodoglio lo ha già allestito e reso visitabile è, di fatto, un modello concreto per capire cosa potrebbe diventare un domani il progetto vastese: non solo una sala con pannelli e foto, ma un percorso che unisce storia naturale, memoria locale e didattica.

Il passo immediato, quello su cui la scuola si è impegnata formalmente davanti all’Assessore all’Ambiente del Comune di Vasto, riguarda però qualcosa di molto più alla portata di mano: le classi coinvolte realizzeranno una brochure informativa dedicata all’intero progetto, con il supporto della professoressa Lorella Palucci. Se ti stai chiedendo a cosa serva un pieghevole in un’epoca di siti e social, la risposta sta nell’obiettivo dichiarato dalla scuola stessa: stimolare la curiosità di turisti e residenti e, soprattutto, mantenere viva l’attenzione pubblica nei mesi in cui il festival non è in corso, quando il rischio è che tutto torni a essere ordinaria amministrazione.

È qui che si misura la distanza tra una mostra e un museo vero. La prima dura una settimana, la seconda richiede spazi, fondi e un dialogo continuo con l’amministrazione comunale: dialogo che, con la presenza dell’assessore all’inaugurazione, sembra già avviato. La dirigente Concetta Delle Donne lo ha messo in chiaro con la frase che ha chiuso la mattinata al Palizzi, quella sull’onda che guarda al futuro: non un punto d’arrivo, ma la prima tappa dichiarata di un percorso che la scuola intende portare avanti insieme alla città, brochure dopo brochure, fino al giorno in cui Vasto avrà il suo museo dei capodogli.

Fonti

  • La rotta dei capodogli passa per il “Palizzi Mattei”: la scuola si fa custode del mare e progetta il Museo (ilnuovoonline.it)