Un’Assemblea più complicata del previsto per una lunga e inattesa coda. I venti club cadetti hanno assicurato all’unanimità un ampio mandato al presidente Mauro Balata relativamente alle linee guida da adottare nel momento più drammatico e complesso del calcio italiano. La Serie B è da tempo attestata sulle posizioni emergenziali denunciate non solo per l’insorgere di una sciagurata e devastante pandemia che ha costretto a chiudere i campi e poi a sospendere l’attività agonistica facendo venire meno introiti certi ai botteghini e mettendo a rischio anche i contratti sottoscritti con i partner commerciali o tramite la vendita dei diritti tv (da incassare ancora 5 milioni di euro). Alla crisi già strisciante, s’è aggiunta quella drammatica del Coronavirus con la conseguenza del blocco dei campionati e il rischio di una stagione monca o costretta a trascinarsi tra un’infi nità di contenziosi giuridici. D’altra parte l’idea di un “Piano Marshall” aveva già fatto clamore l’altra settimana, raccogliendo le attese di numerose società in evidenti diffi coltà oltre che la reazione della Figc e di Gravina. Ma è la tenuta economica del sistema B a preoccupare e non poco i presidenti. Ecco perché sull’urlo lanciato dalla categoria tutti erano stati decisi e risoluti a convergere ieri in Assemblea.


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