Majella, prima di partire da Pescara controlla quali sentieri sono aperti: ecco la mappa aggiornata

Hai già lo zaino pronto e l’idea di passare la giornata sulla Majella partendo da Pescara? Prima di salire in macchina, fermati un attimo: non tutti i sentieri del Parco Nazionale della Majella sono percorribili in questo momento. Il Parco aggiorna di continuo gli accessi comune per comune, e rischi di arrivare fin lassù per trovare un cartello di divieto proprio all’imbocco del percorso che avevi scelto.

Come arrivare al Parco della Majella da Pescara

Da Pescara il versante più comodo della Majella si raggiunge in circa un’ora d’auto, spingendoti verso l’entroterra abruzzese. Se punti a Caramanico Terme, segui le indicazioni per la Valle dell’Orfento e il centro storico termale, con strade ben tenute anche in bassa stagione. Se invece la meta è Guardiagrele, ti trovi sul versante opposto del massiccio, quello che guarda verso Chieti, comodo per chi vuole abbinare montagna e borghi.

Un terzo punto di accesso classico è Fara San Martino, porta d’ingresso alle gole e alle grotte scavate nella roccia calcarea. Tre strade diverse, tre facce della stessa montagna: la scelta dipende da cosa vuoi vedere, non solo da quanti chilometri vuoi fare.

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Attenzione, alcuni sentieri sono chiusi in questo momento

Qui arriva la parte che in pochi ti raccontano prima di partire. Il Parco Nazionale della Majella ha comunicato chiusure di sentieri nei territori di Serramonacesca, Salle, Palombaro, Pescocostanzo, Palena, Pratola Peligna, Lettomanoppello, Guardiagrele, Roccamorice e Pennapiedimonte. Non è una lista teorica: sono comuni reali che coprono buona parte dei versanti più frequentati dagli escursionisti che arrivano da Pescara. Una buona notizia arriva invece dal sentiero S e B6, quello delle “Scalelle”, riaperto dopo un periodo di stop.

E se la tua idea era la Valle dell’Orfento, sappi che al momento vige un divieto di accesso dal Ponte di Caramanico, uno dei punti di ingresso più usati proprio da chi parte da questa zona.

Insomma, la mappa dei sentieri aperti cambia più in fretta di quanto pensi, ed è comune per comune: quello che oggi è transitabile a Guardiagrele può non esserlo a Serramonacesca, e viceversa. Prima di caricare il navigatore, vale la pena capire cosa puoi effettivamente raggiungere, e cosa invece conviene rimandare.

Vediamo allora quali tappe della Majella sono raggiungibili adesso, e quali alternative ti restano se la meta che avevi in mente è tra quelle chiuse.

Cosa vedere, le tappe imperdibili

Partiamo da quella Valle dell’Orfento di cui parlavamo poco fa, perché merita un discorso a parte anche al netto del divieto attuale. È una gola scavata nel calcare, con pareti che in certi punti sfiorano i due chilometri di distanza tra un versante e l’altro, e un torrente che scende gelido anche in piena estate. Da Pescara la raggiungi in circa cinquanta chilometri, sempre passando per Caramanico Terme.

Il problema, come detto, è che l’accesso classico dal ponte resta chiuso: se proprio vuoi vederla, informati su percorsi alternativi che partono da altri punti del comune, oppure rimanda la visita a quando la situazione si sbloccherà.

A poca distanza, sul versante che guarda verso Fara San Martino, trovi le Grotte del Cavallone, uno dei sistemi carsici più spettacolari dell’Appennino centrale. Qui non parliamo di trekking libero ma di visita guidata: ti aggiri tra stalattiti e camere sotterranee che in alcuni tratti superano i sessanta metri di altezza, accompagnato da chi conosce ogni curva del percorso.

Da Pescara sono circa cinquantacinque chilometri, e trattandosi di un percorso al chiuso, non risente delle chiusure stagionali che riguardano i sentieri all’aperto: un’ottima carta da giocare se il sentiero che avevi scelto risulta tra quelli sospesi.

Se invece cerchi il panorama puro, quello che ti fa dimenticare in un colpo tutte le verifiche fatte prima di partire, la meta è il Blockhaus, sulla Majelletta. Sessanta chilometri da Pescara e una strada che sale fino a oltre duemila metri, percorribile anche in auto per buona parte del tragitto: da lassù vedi la costa adriatica da una parte e il cuore dell’Appennino dall’altra, in una giornata di cielo terso.

È la tappa che consiglio a chi ha poco tempo o viaggia con bambini, perché regala l’emozione dell’alta quota senza richiedere ore di cammino.

Chiudiamo con il Bosco di Sant’Antonio, vicino a Pescocostanzo: un bosco monumentale di faggi secolari, con radure che sembrano disegnate apposta per un picnic, a circa sessantacinque chilometri da Pescara. È il percorso più adatto se in gruppo ci sono persone poco allenate o bambini piccoli, perché i sentieri sono pianeggianti e ben segnalati.

Attenzione però: Pescocostanzo è tra i comuni citati nei comunicati del Parco per le chiusure recenti, quindi anche qui il consiglio resta lo stesso, controlla prima di partire quale tratto specifico del bosco è transitabile.

Confronto rapido tra le mete principali

Meta Distanza indicativa da Pescara Difficoltà/tipo
Valle dell’Orfento ~50 km Escursione media, accesso attualmente limitato dal Ponte di Caramanico
Grotte del Cavallone ~55 km Visita guidata, facile
Blockhaus / Majelletta ~60 km Panoramico, adatto anche in auto
Bosco di Sant’Antonio ~65 km Passeggiata facile, adatto a famiglie

Guardando questa tabella capisci una cosa: le mete della Majella non sono tutte uguali, e nemmeno tutte esposte allo stesso rischio di trovarsi il cancello chiuso. Chi punta su grotte e panorami raggiungibili in auto ha meno probabilità di restare a piedi, mentre chi insegue i sentieri di valle deve fare i conti con gli aggiornamenti del Parco più spesso. Resta però una domanda aperta, ed è quella che conta: quando conviene salire, e quando invece è meglio aspettare qualche settimana in più?

Quando andare, autunno tra sagre e trekking

Se stai decidendo in che periodo salire sulla Majella da Pescara, l’autunno merita una considerazione seria, anche se non è l’unica stagione buona per questa montagna. Il caldo estivo si allenta, i sentieri di media quota restano transitabili (verifiche del Parco permettendo) e i colori del bosco, penso al faggio che vira verso il rosso e l’ocra, cambiano completamente il modo in cui vivi una giornata all’aperto rispetto a luglio o agosto.

Trekking.it racconta che si sta svolgendo la prima edizione del Trail degli Zingari, una gara di corsa in montagna che attraversa il massiccio della Majella. Non serve essere atleti agonisti per capire cosa significa: un evento del genere nasce solo se il territorio ha sentieri ben curati e una rete di supporto in grado di reggere un flusso di persone superiore al solito.

È un segnale indiretto ma concreto di quanto la zona sia viva anche fuori dai mesi di punta estivi, e di quanto valga la pena tenerla d’occhio se ti piace l’idea di unire sport e paesaggio.

Sul fronte più tranquillo, Viaggiando Italia segnala che l’autunno porta con sé le sagre nei borghi della Majella, l’occasione classica per chiudere una giornata di cammino con un piatto caldo e quattro chiacchiere in piazza. Non trovi ancora indicazioni precise su date, nomi degli eventi o prezzi per questa stagione: la cosa più sensata, se vuoi organizzarti, è controllare direttamente i canali di comune e pro loco della zona che hai scelto, così eviti di arrivare in un paese silenzioso proprio nel weekend sbagliato.

Un’alternativa, la Majella in camper e in bassa stagione

C’è poi un modo diverso di vivere questa montagna, pensato apposta per chi vuole evitare la ressa e non ha fretta di rientrare a Pescara in giornata. Pleinair.it indica sei itinerari pensati per il trekking in camper sulla Majella, proprio nei periodi di bassa stagione in cui parcheggi e sentieri sono meno affollati rispetto ai weekend clou dell’estate.

L’idea di base è semplice: ti sposti con la tua base mobile tra i diversi punti di accesso di cui abbiamo parlato, da Caramanico Terme a Fara San Martino passando per Guardiagrele, e ogni giorno affronti un tratto diverso senza dover prenotare alloggi fissi o rispettare orari di check-in.

Funziona bene proprio perché la Majella non è una montagna singola con un solo ingresso, ma un massiccio con più porte, ognuna con il suo carattere e i suoi tempi di percorrenza da Pescara. Se hai già valutato quali sentieri sono aperti nella zona che ti interessa, questa formula ti lascia libero di cambiare programma all’ultimo momento, cosa che con un trekking rigido di un solo giorno non ti puoi permettere.

  • Come si arriva al Parco della Majella da Pescara? Il versante più vicino si raggiunge in circa un’ora d’auto verso l’entroterra, passando per Caramanico Terme o Guardiagrele a seconda della zona da visitare.
  • I sentieri della Majella sono aperti in questo periodo? Non sempre: il Parco chiude e riapre singoli tratti comune per comune, quindi va verificato l’elenco aggiornato prima di partire.
  • Quanto costa entrare nel Parco Nazionale della Majella? L’accesso alle aree naturali del Parco è generalmente libero e gratuito; eventuali costi riguardano visite guidate o attrazioni specifiche come le grotte.
  • Qual è il periodo migliore per visitare la Majella? Tra fine primavera e autunno, quando i sentieri di alta quota sono liberi da neve e non ci sono restrizioni per rischio valanghe.

Fonti