MTB nel Parco della Majella, da dove partire se vieni da Pescara
Se abiti a Pescara e hai una mountain bike che prende polvere in garage, la buona notizia è che non devi caricarla in macchina per ore. Bastano una ventina di chilometri di statale e ti ritrovi dentro il Parco Nazionale della Majella, tra faggete, altipiani carsici e sentieri che d’estate erano polverosi e adesso, con il caldo che molla la presa, tornano praticabili anche nelle ore centrali della giornata.
Il punto di partenza vero, prima ancora della bici, è il sito ufficiale del parco. Parcomajella.it ha una sezione dedicata proprio agli itinerari in MTB, con le indicazioni aggiornate su quali percorsi sono aperti e quali no. È lì che devi guardare prima di partire, non su una mappa scaricata due anni fa: i sentieri di montagna cambiano stato in continuazione, tra frane, lavori di manutenzione e chiusure stagionali.
I comuni da cui conviene partire, se vieni da Pescara, sono quelli del versante pescarese del parco: Caramanico Terme, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Sant'Eufemia a Maiella. Da Pescara si raggiungono in circa 40-50 minuti d’auto, un tempo che li rende gestibili anche per una mezza giornata, senza dover organizzare una spedizione con notte fuori.
Sant’Eufemia a Maiella, in particolare, ha una sua pagina di informazioni sui sentieri del territorio comunale pubblicata dal parco, utile se vuoi un punto di partenza già mappato e con indicazioni locali. Caramanico Terme resta invece il riferimento più conosciuto per chi arriva da fuori, sia per la posizione sia per la presenza di servizi turistici.
Quello che il sito del parco non racconta in dettaglio, almeno non ancora in modo sistematico, sono i numeri precisi di ogni singolo itinerario: lunghezza esatta in chilometri, dislivello, grado di difficoltà tecnica. Per quello serve sempre un controllo diretto prima di partire, magari chiamando gli uffici informazioni del parco, perché la sigla di un sentiero da sola non basta a capire se è adatto alla tua bici o alle tue gambe.
Nel giro di un’ora d’auto da Pescara si entra in un territorio dove la mountain bike incontra faggete e altipiani carsici.
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Perché conviene andarci proprio ora
Fine agosto e settembre sono il momento in cui la Majella si toglie di dosso l’afa e restituisce sentieri più compatti, meno polverosi, con un’aria che a mille metri di quota si respira già diversamente rispetto al lungomare di Pescara. Le ore centrali della giornata tornano praticabili in bici, cosa che a luglio, con trenta gradi anche in quota, era più complicata.
C’è poi un dettaglio che il parco ha comunicato di recente e che conviene conoscere: la riapertura del sentiero S e B6 “Le Scalelle”. È un segnale utile, perché racconta che la rete sentieristica della Majella non è statica: viene monitorata, chiusa quando serve, riaperta quando le condizioni lo permettono. Attenzione però a un punto tecnico: la sigla CAI S/B6 identifica tipicamente un sentiero escursionistico, pensato per chi cammina, e non è detto che sia segnalato come percorribile in mountain bike. Prima di prenderlo come riferimento per un’uscita in bici, conviene verificare direttamente con gli uffici del parco se quel tratto rientra tra gli itinerari ciclabili o resta a uso escursionistico.
Chi organizza la giornata da Pescara spesso allunga la sosta oltre la pedalata: l’autunno in Majella porta con sé il foliage nei boschi di faggio e le prime sagre nei borghi, un’occasione in più per fermarsi a mangiare qualcosa prima di rimettersi in macchina verso casa.
Regole e permessi da conoscere prima di partire
Il Parco Nazionale della Majella non è un territorio dove puoi pedalare ovunque ti porti il sentiero. Esistono le cosiddette zone di protezione integrale, aree a massima tutela naturalistica dove l'accesso è vietato o fortemente limitato, anche a piedi, figuriamoci in bici. Non sono sempre segnalate in modo evidente lungo il percorso, quindi la prudenza vera si gioca prima di partire, non quando sei già sul sentiero e trovi un cartello.
Il modo più affidabile per non trovarti nella situazione sbagliata è controllare lo stato aggiornato dei sentieri direttamente sul sito del parco o telefonando agli uffici informazioni di Caramanico Terme e Sulmona. Sono loro il punto di riferimento reale, più aggiornato di qualsiasi mappa scaricata mesi prima, perché conoscono chiusure temporanee, lavori in corso e le eventuali restrizioni stagionali legate alla fauna o al rischio incendi.
Se hai dubbi su un tratto specifico, meglio chiedere prima piuttosto che scoprirlo sul posto: un sentiero segnato su una vecchia guida potrebbe oggi essere chiuso, o al contrario essere stato riaperto da poco, come nel caso già citato. Un sentiero riaperto da poco può fare la differenza tra un’uscita riuscita e una deviazione forzata.
La rete sentieristica della Majella, un patrimonio più grande della sola MTB
Quello che stai per pedalare non è nato per le due ruote. La Rete Escursionistica del Parco, la REP, è l’insieme ufficiale dei sentieri catalogati e numerati dall’ente, pensata in origine per chi cammina. Ogni tracciato porta un segnavia CAI, quel codice alfanumerico come la sigla S o B6 che hai già incontrato parlando delle Scalelle, e che serve a riconoscere il percorso sul terreno più che a dirti se è adatto alla tua bici.
Questa rete si è costruita nei decenni intorno all’escursionismo a piedi, ai rifugi, ai pastori che salivano in quota con le greggi prima ancora che esistesse un parco nazionale a tutelare il territorio. La mountain bike è arrivata dopo, si è inserita dove poteva, e oggi condivide gli stessi tracciati con chi cammina e, sempre più spesso, con chi corre.
A settembre 2026 sulla Majella si è svolta la prima edizione del Trail degli Zingari, una corsa di trail running che ha attraversato le montagne del parco. Non è una gara in bici, ma racconta bene una cosa: la Majella è diventata un terreno di allenamento e di sfida per discipline diverse, e la sentieristica che oggi usi in MTB è la stessa che ha ospitato podisti, escursionisti e, prima ancora, chi in quei sentieri ci viveva per lavoro.
Consigli pratici per l’uscita, attrezzatura, acqua, chi contattare
Porta più acqua di quanta ne useresti su un sentiero di pianura: in quota le fontane non sono garantite lungo tutto il percorso e il rientro, se sbagli strada, può allungarsi parecchio. Una camera d’aria di scorta e un kit minimo di riparazione non sono un eccesso, viste le distanze dai centri abitati.
Prima di partire da Pescara, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: una telefonata agli uffici informazioni del parco a Caramanico Terme o a Sulmona ti toglie ogni dubbio su chiusure recenti, meglio di qualsiasi mappa stampata. Anche le sezioni CAI Abruzzo restano un riferimento utile per la sentieristica e per capire come leggere i segnavia sul terreno. Su un eventuale noleggio bici in loco, al momento non ci sono informazioni verificate: se ti serve, conviene chiedere direttamente ai comuni del versante pescarese del parco prima di organizzare la giornata.
- Rete Escursionistica del Parco (REP): l’insieme ufficiale dei sentieri segnalati e catalogati dall’ente parco, con numerazione e stato di manutenzione.
- Segnavia CAI: il codice alfanumerico (per esempio S, B6) che identifica un sentiero secondo la classificazione del Club Alpino Italiano.
- Zona di protezione integrale: l’area del parco a massima tutela naturalistica, dove l’accesso è vietato o fortemente limitato anche a piedi o in bici.
- Serve un permesso per fare mountain bike nel Parco Nazionale della Majella? Nelle zone di riserva integrale l’accesso è limitato o vietato; per i sentieri aperti al pubblico conviene verificare sempre lo stato aggiornato sul sito del parco prima di partire.
- Qual è il periodo migliore per andare in MTB in Majella? Tarda primavera e inizio autunno offrono temperature più gestibili rispetto al pieno agosto e sentieri meno polverosi.
- Da Pescara quanto ci vuole per raggiungere i punti di partenza dei sentieri della Majella? I comuni del versante pescarese del parco, come Caramanico Terme, sono raggiungibili in circa 40-50 minuti d’auto da Pescara.
Fonti
- Presentato il volume Tenet, itinerari dell’acqua della pace: l’iniziativa (cityrumorsabruzzo.it)
- Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. L’Aps chiede al Comune di Fossacesia un confronto (Il Nuovo Online)
- Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, Ortona approva le osservazioni su perimetrazione e vincoli (Virgilio)
- Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, Ortona approva le osservazioni su perimetrazione e vincoli (ChietiToday)