Pietranzoni oggi, fango al posto dello specchio d’acqua
Se avevi in mente la foto con il Corno Grande riflesso nell’acqua, lasciala nel telefono. Il lago di Pietranzoni, piccolo specchio d’acqua di origine glaciale a 1.660 metri, nel cuore di Campo Imperatore, oggi è quasi del tutto prosciugato. Al posto dello specchio trovi una distesa di fango e materiale organico, con qualche pozza rimasta qua e là.
Il quadro arriva dopo mesi di siccità e temperature record, che hanno picchiato anche a queste quote. Lo racconta l’allarme lanciato dall’Asbuc (amministrazione separata degli usi civici) di Paganica e San Gregorio, ripreso da AbruzzoWeb e da Piazza Rossetti il 29 settembre 2026. In una lettera del 23 settembre, riportata da News Town, il presidente Nando (Fernando) Galletti parla di un invaso “completamente prosciugato”, con solo una modesta quantità di fango.
Sono foto che avevano fatto il giro del mondo: l’acqua ferma in primo piano e, sullo sfondo, il Gran Sasso di 2.912 metri. Chi conosce già l’altopiano sa che quel punto è una tappa fissa per fotografi ed escursionisti. Adesso il panorama sulla piana resta, ma la cartolina non c’è.
Cosa controllare prima di partire
Prima di metterti in macchina, tre cose semplici:
- Le aspettative. Se vai solo per il riflesso, rimandi. Se vai per la camminata e la vista sull’altopiano, ha ancora senso.
- La strada. Le fonti che ho letto non dicono nulla sull’accessibilità: controlla la viabilità verso Campo Imperatore con i canali ufficiali di Parco e Comune prima di salire.
- Il fango e gli animali. Non avvicinarti alla zona prosciugata e, se incontri bovini o pecore al pascolo, tieni le distanze. Il terreno molle non è una buona idea né per te né per loro.
Le cause precise del prosciugamento non sono accertate: le fonti citano siccità e caldo, ma è proprio l’Asbuc a chiedere un sopralluogo per verificarle.
Ma il problema vero non è per i fotografi: riguarda chi vive di pascolo lassù.
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Perché il laghetto serve agli animali
Per chi passa di lì con la macchina fotografica, Pietranzoni è un soggetto. Per chi porta le bestie in quota è un punto d’acqua. Secondo l’Asbuc, quell’invaso è da sempre l’abbeveratoio di bovini e pecore che pascolano a Campo Imperatore, e l’amministrazione parla a nome degli allevatori che usano quei pascoli, in una parte di montagna che rientra nella sua competenza.
Prova a metterti nei panni di un animale che ha sete a fine settembre, dopo un’estate senza pioggia. Va dove l’acqua è sempre stata, e trova un fondo molle. Le poche pozze rimaste stanno proprio lì, in mezzo al fango, ed è qui che nasce il rischio: impantanarsi e restare bloccati.
Nella lettera Galletti dice che è già successo, e ha allegato le foto. Il suo timore lo scrive senza giri di parole: “Non possiamo aspettare che si verifichi un incidente per intervenire” (News Town, 23 settembre 2026).
La lettera dell’Asbuc e cosa chiede
Il testo è indirizzato alla Prefettura dell’Aquila, all’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e al Comune dell’Aquila. Secondo News Town i destinatari comprendono anche il WWF Abruzzo Montano e i sindacati di categoria. Mettere nella stessa lettera chi vigila sull’ambiente e chi rappresenta gli allevatori non è un dettaglio: è già una richiesta di sedersi allo stesso tavolo.
Le richieste, così come le riporta News Town, sono quattro:
- un tavolo tecnico urgente promosso dal Parco, con gli usi civici di Paganica e San Gregorio, gli allevatori e gli altri enti competenti;
- un sopralluogo all’invaso per verificarne le condizioni e accertare le cause del prosciugamento;
- un intervento di ripristino da individuare e autorizzare nel rispetto di tutti i vincoli ambientali, e per AbruzzoWeb anche un ampliamento dell’invaso con il potenziamento della rete idrica;
- soluzioni provvisorie per garantire l’acqua agli animali, se i tempi del ripristino definitivo non bastano.
C’è poi il capitolo soldi. Per la sola predisposizione del progetto è stato prospettato all’Asbuc un costo di circa 7.000 euro, senza sapere quanto costerebbero poi i lavori. Galletti osserva che è difficile chiedere a chi gestisce un territorio di uso civico così vasto di sostenere da solo una spesa simile. Per questo l’Asbuc propone una collaborazione tra Parco, usi civici, allevatori ed enti anche sulla progettazione e sulla sostenibilità economica, così che gli oneri non ricadano interamente su proprietari e allevatori.
Un punto va tenuto fermo, perché evita letture sbrigative: nella lettera l’Asbuc scrive di non chiedere di aggirare i vincoli ambientali. Chiede una soluzione che li rispetti. Nessuna delle fonti che ho letto riporta finora una risposta degli enti interpellati.
Il nodo è come tenere insieme vincoli ambientali e pastorizia.
Tutela e pascolo, dove si incastra il nodo dei vincoli
La sigla SIC sta per Sito di Importanza Comunitaria, ZPS per Zona di Protezione Speciale. Sono i due strumenti europei con cui si tutelano habitat e uccelli, e lassù si sommano al fatto di essere dentro un parco nazionale. In pratica, mettere le mani su un invaso non è come scavare una buca: ogni lavoro richiede progetto e autorizzazioni, e da lì nascono i tempi lunghi e i costi. I circa 7.000 euro prospettati all’Asbuc per la sola progettazione dicono quanto pesi la parte burocratica prima ancora del primo colpo di ruspa.
Il punto interessante è che la lettera non mette pastori contro natura. Chiede di far stare insieme le due cose dentro le regole, perché a Campo Imperatore il pascolo tradizionale fa parte del paesaggio che si vuole proteggere. La risposta, però, deve arrivare dagli enti.
E qui va detto cosa le fonti non dicono. Le cause precise del prosciugamento non sono accertate: siccità e caldo sono il contesto, non una diagnosi. Non ci sono tempi per sopralluogo o tavolo tecnico. Non si sa chi pagherebbe i lavori, e nei testi letti non compaiono risposte pubbliche di Parco, Prefettura o Comune. Se ti stai chiedendo se il laghetto tornerà, oggi la risposta onesta è che nessuno l’ha scritto.
Cosa fare se ci vai
Se sali comunque, non giocare tutto su Pietranzoni. L’altopiano è enorme e la vista sul Corno Grande, 2.912 metri, non dipende da uno specchio d’acqua. Puoi ripiegare su una passeggiata lungo la piana, con il Gran Sasso a fare da fondale, oppure fermarti dalle parti dell’Hotel Campo Imperatore, punto di riferimento noto dell’altopiano. Per orari e aperture dei servizi, controlla prima sui canali ufficiali.
Sul lago, decidi in base a ciò che cerchi: per le foto classiche aspetta la pioggia, per camminare e guardare va bene anche adesso. Tieni a distanza sia il fango sia il bestiame, perché lì c’è anche chi ha sete e non ha alternative.
Due risposte rapide
- Ha ancora senso andare al lago di Pietranzoni adesso? Per il riflesso del Corno Grande no, perché l’invaso è quasi asciutto. Per la camminata e il panorama sull’altopiano sì, dopo aver verificato la strada con Parco e Comune.
- Perché il lago di Pietranzoni si è prosciugato? Le fonti parlano di mesi di siccità e temperature record. La causa esatta non è accertata: l’Asbuc chiede proprio un sopralluogo per stabilirla.
Fonti
- Laghetto di Pietranzoni prosciugato: l’Asbuc Paganica-San Gregorio chiede interventi – News Town (News Town)
- Il celebre lago di Pietranzoni prosciugato (piazzarossetti.it)
- GRAN SASSO: IL CELEBRE LAGO PIETRANZONI PROSCIUGATO, USI CIVICI "ANIMALI SENZ'ACQUA, PAESAGGIO MUTATO" – Abruzzo Web (Abruzzo Web)


