Lael Brainard si pronuncia a favore del dollaro digitale

L’economista Lael Brainard, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve, ha deciso di pronunciarsi con forza a favore del dollaro digitale. Un avallo molto importante, considerato come sino a questo momento il governo di Washington non si sia speso con decisione sul tema.
I motivi che hanno indotto la Brainard a pronunciarsi in maniera netta a favore di una CBDC (Central Bank Digital Currency) degli Stati Uniti, sono naturalmente da ricercare nell’ormai prossimo debutto dello yuan digitale. Ovvero del progetto il quale potrebbe costituire un vero e proprio attacco di Pechino al potere imperiale del dollaro. Con la trasformazione della Cina nella prima potenza globale, a scapito degli Stati Uniti.

Le parole di Lael Brainard sul dollaro digitale

Lael Brainard è una nota economista statunitense, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve, all’interno del quale ricopre il ruolo di governatore amministrativo e presidente dei comitati sulla stabilità finanziaria, affari comunitari e pagamenti, compensazione e liquidazioni.
Le sue parole sono state pronunciate nel corso di una seduta dell’Aspen Institute Economic Strategy Group. In cui ha affermato senza mezzi termini di non riuscire a capire il motivo per il quale gli Stati Uniti non abbiano una CBDC. Aggiungendo, almeno stando al resoconto della Reuters, che una posizione di questo genere non è sostenibile per il Paese. Soprattutto se vuole preservare lo status del dollaro a livello globale.

Dollaro digitale contro stablecoin?

Se da un punto di vista più ampio, il dollaro digitale servirebbe a respingere l’attacco cinese alle posizioni statunitensi, all’interno esso andrebbe invece a ricoprire un’altra funzione, molto utile. Quella di contrasto al proliferare delle stablecoin, il quale potrebbe portare ad una frammentazione dell’attuale sistema di pagamento.
Aggiungendo che uno strumento di questo genere sarebbe preziosissimo per riuscire ad includere i soggetti in questo momento privi di conto corrente bancario. Una esigenza diventata ancora più pressante dopo quanto successo durante il lockdown per il Covid. Quando si è rivelato complicato riuscire a fornire gli aiuti statali ai cosiddetti “unbanked”.
In definitiva, quindi, i motivi a favore di un dollaro digitale sarebbero molti. Tanto da lasciare abbastanza perplessa l’economista sulla latitanza del governo a tal proposito.
Resta da capire se la sua posizione possa spingere ad un ravvedimento futuro da parte del governo di Washington. In attesa del prossimo pronunciamento della Fed al riguardo, che dovrebbe aver luogo a settembre.

Il Digital Dollar Project e FedNow

Le parole di Lael Brainard sembrano fatte apposta per riportare d’attualità il Digital Dollar Project. Ovvero la partnership tra Accenture e la Digital Dollar Foundation che si propone di esplorare la possibilità di dare vita ad un dollaro digitale.
Promosso tra gli altri da Chris Giancarlo, ex commissario della CFTC, il gruppo che si è radunato attorno ad esso ha già provveduto a pubblicare un White paper e a promuovere incontri sul tema. Un progetto che la Fed ha presentato quando ancora non aveva fissato un calendario sul tema. Avendo però già messo in cantiere il servizio FedNow, un sistema di pagamento che in qualche modo sembra richiamare il dollaro digitale e il quale dovrebbe entrare in funzione tra due anni.
Occorre ora capire se i due progetti potrebbero infine andare ad intersecarsi, offrendo agli Stati Uniti uno strumento di contrasto allo yuan digitale. Per il quale, comunque, ancora non si conosce la data del lancio ufficiale.

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