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Eventi a L’Aquila, puoi visitare gratis un giardino d’arte aperto giorno e notte fino al 10 ottobre: dove si trova

Al MuBAq una festa e una mostra a cielo aperto per due weekend d’arte

Se vuoi passare qualche ora tra sculture e installazioni senza spendere un euro, all’Aquila hai una finestra lunga tre settimane, aperta giorno e notte. Il weekend del 19 e 20 settembre 2026 apre le danze un doppio appuntamento legato a Seminiamo Arte, la rassegna d’arte contemporanea che quest’anno arriva alla sua VI edizione.

Si parte sabato 19 settembre, alle 18.30, al MuBAq, il Museo dei Bambini dell’Aquila che ha sede nel Villaggio San Lorenzo, nel borgo di Fossa. Qui va in scena la Grande Festa, con la presentazione di un’installazione permanente firmata da Suzanne Spahi ed Enzo Tinarelli, frutto di una residenza d’artista partita il 14 settembre. La serata prosegue con una cena a pagamento dal titolo “al chiaro di luna tra Arte e Natura”, pensata per chi vuole vivere l’evento fino in fondo, tra opere e convivialità.

Il giorno dopo, domenica 20 settembre, il baricentro si sposta in pieno centro storico: apre “Piccolo Giardino delle Muse”, una mostra a cielo aperto allestita nell’area verde vicino alla Fontana Luminosa, in Viale Ovidio, a pochi passi dal Parco del Castello. Qui sta il vero valore per chi cerca un’uscita gratuita: la mostra resta visibile 24 ore su 24, senza biglietto, dal 20 settembre fino al 10 ottobre 2026. Nessun orario da rispettare, nessuna prenotazione: puoi andarci di mattina prima del lavoro o di sera dopo cena, tutte le volte che vuoi.

L’iniziativa fa parte del programma de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, sostenuto dal Comune dell’Aquila, e porta in città opere di artisti anche dell’area ravennate, terra di grande tradizione nell’arte musiva (quella dei mosaici, per intenderci).

Ma chi sono gli artisti dietro queste opere, e perché proprio quell’angolo di città, poco frequentato nonostante sia a un passo dal Parco del Castello?

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Cosa succede sabato 19, la Grande Festa e la cena al chiaro di luna

L’installazione di Suzanne Spahi ed Enzo Tinarelli non nasce da un progetto lampo: gli artisti hanno lavorato dentro al MuBAq per cinque giorni, dal 14 al 19 settembre, in quella che i promotori chiamano “residenza d’artista”, cioè un periodo in cui chi crea vive e lavora sul posto invece di consegnare un’opera già finita da altrove. Il risultato entrerà a far parte del Parco di sculture e installazioni del museo, che si arricchisce anche di altre opere acquisite di recente: firme come Mirta Carroli, Yvonne Ekman e il duo Silvia Stucky-Cinzia Colombo, oltre a Wang Yongxu.

La cena al chiaro di luna tra Arte e Natura è invece l’unica parte a pagamento dell’intero weekend. È pensata come momento conviviale, il modo in cui il MuBAq da oltre dieci anni tiene insieme il pubblico, piccoli e grandi, con gli artisti italiani e stranieri che negli anni hanno contribuito a far crescere il museo di Fossa. Se cerchi solo la parte gratuita dell’iniziativa, sappi che la festa del sabato sera resta comunque un evento a ingresso e partecipazione differenziata rispetto a quanto trovi in centro il giorno dopo.

Domenica 20, dove trovare il Piccolo Giardino delle Muse in centro

Il titolo completo della mostra che apre domenica 20 settembre è “Piccolo Giardino delle Muse, arte musiva per una rigenerazione civica condivisa”, e il sottotitolo dice già molto: qui non si tratta di semplice decoro urbano, ma di un tentativo dichiarato di rimettere in circolo un pezzo di città. Le opere sono definite dagli organizzatori un vero “opus musivum”, letteralmente opera delle Muse, perché realizzate con la tecnica del mosaico da artisti che arrivano anche dall’area ravennate, culla storica di questa forma d’arte in Italia.

Gli autori coinvolti sono sette: Paola Babini, Giuliano Babini, Rosetta Berardi, Jessica Ferro, Nicola Renzi, lo stesso Enzo Tinarelli (presente anche nell’installazione del MuBAq) e Marica Zanga. Ognuno porta opere diverse, allestite nell’area verde a ridosso della Fontana Luminosa, in Viale Ovidio: un fazzoletto di città che sta letteralmente a un passo dal Parco del Castello, uno dei luoghi più frequentati dell’Aquila, ma che finora era rimasto percepito come uno spazio a sé, quasi estraneo, poco battuto dai cittadini nonostante la vicinanza.

Un angolo di centro storico poco frequentato che torna vivo grazie all’arte musiva: ma la storia di come ci si è arrivati parte da molto più lontano, da un borgo terremotato e da un villaggio che ospita ancora i suoi sfollati.

Seminiamo Arte, un progetto nato nel 2021 tra macerie e rinascita

Il Villaggio San Lorenzo, dove sorge il MuBAq, non è un quartiere qualunque di Fossa. È uno dei tanti insediamenti sorti dopo il terremoto del 2009, pensato come soluzione provvisoria e diventato invece casa stabile per chi ha perso l’abitazione nel borgo medievale. A distanza di 17 anni dal sisma, gli abitanti “sfrattati” da Fossa vivono ancora lì: un dato che dice più di tante analisi quanto lenta sia stata, in certe zone del cratere, la strada verso la ricostruzione.

In questo contesto, nel 2021, in pieno Covid, nasce Seminiamo Arte. Non è un caso che sia partita proprio da lì, in un momento in cui tutto era fermo e la comunità aveva bisogno di un motivo per guardare avanti. La rassegna è affidata sin dall’inizio alla direzione di Lea Contestabile e Antonio Gasbarrini, con il coinvolgimento di critici, storici dell’arte, istituzioni e associazioni culturali del territorio. L’idea di fondo, che la manifestazione porta avanti identica edizione dopo edizione, è che l’arte contemporanea possa rigenerare non solo gli spazi fisici ma anche quella che gli organizzatori chiamano coscienza civica identitaria: il senso di appartenenza a un luogo che, dopo un trauma come un terremoto, va in parte ricostruito anche nella testa delle persone, non solo nei muri.

Perché conta per L’Aquila Capitale della Cultura 2026

Se pensi che l’area verde di Viale Ovidio o il parco del MuBAq siano casi isolati, ti sbagli: Seminiamo Arte VI edizione si muove dentro una rete molto più larga di sedi coinvolte, distribuite tra il Villaggio San Lorenzo e il cuore dell’Aquila. Il programma tocca il giardino rimesso a nuovo del rinascimentale Convento di Sant’Angelo d’Ocre, il trecentesco Monastero di clausura di San Basilio, l’orto botanico accanto al Convento della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Palazzo Camponeschi, Palazzo Carlo Benedetti, il Convento di Santa Caterina, Palazzo Spaventa, il Palazzetto dei Nobili e la One Gallery.

Tutta questa geografia si articola in sezioni tematiche precise: Arte e Natura, Arte e Spiritualità, Arte Pubblica, Arte Relazionale, Residenze d’Artista, Workshop e laboratori. È una struttura che spiega bene perché il progetto sia stato inserito nel programma de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026: non si tratta di una mostra isolata ma di un sistema di iniziative pensato per integrare innovazione, rigenerazione urbana e partecipazione della comunità in luoghi spesso dimenticati o poco vissuti dai cittadini stessi, esattamente come il fazzoletto verde vicino alla Fontana Luminosa. Se ti interessa tenere d’occhio anche altre mostre ed eventi in programma nel capoluogo, conviene seguire il calendario completo degli appuntamenti a L'Aquila nei prossimi mesi.

Il MuBAq, dal canto suo, porta avanti da oltre dieci anni una missione parallela e complementare: valorizzare la creatività fin dalla più tenera età, attraverso workshop dentro e fuori dalla propria sede e una collezione di opere che cresce edizione dopo edizione. La cena al chiaro di luna e il Piccolo Giardino delle Muse sono, in fondo, due facce della stessa scommessa: usare l’arte per tenere insieme una comunità che, tra un borgo ancora da ricostruire e un centro storico da riscoprire, ha bisogno di occasioni concrete per tornare a incontrarsi negli spazi comuni.

Fonti

  • Festa al MuBAq 19 settembre con la Mostra Piccolo Giardino delle Muse all’Aquila (abruzzopopolare.com)