Kevin Healy: Craig Wright potrebbe essere Satoshi Nakamoto

La querelle su Satoshi Nakamoto sembra destinata a proseguire ancora a lungo. Ormai da tempo si ricorrono voci e indiscrezioni tese ad identificare l’ormai leggendario creatore del Bitcoin.
Un vero e proprio stillicidio in cui si è inserito con la consueta leggerezza Craig Wright, il quale ha pensato bene di autoproclamarsi nel ruolo. Una mossa che ha naturalmente destato forte ilarità nello spazio crittografico, ove sono in tanti a non nascondere la propria avversione per l’uomo d’affari australiano. Ora, però, la sua tesi è stata sposata da Kevin Healy.

Kevin Healy è propenso a credere a Craig Wright

Kevin Healy è un programmatore e investitore originario della California. Nella prima veste si è fatto notare in particolare per il notevole contributo dato all’evoluzione di Ethereum. Il cui creatore, Vitalik Buterin, dal canto suo, non ha mai nascosto la decisa contrarietà nei confronti di Craig Wright, alla pari di altre personalità che fanno parte della stessa cerchia.
Una veste tale da escludere in partenza, di conseguenza, simpatie di qualsiasi genere per colui che ormai da tempo viene indicato alla stregua di Faketoshi. Anche se, va aggiunto, nel corso degli ultimi anni Healy si è allontanato da Buterin per avvicinarsi alla comunità di BSV. Sino a spingerlo ad affermare, a sorpresa, di essere portato a concludere che l’australiano sia effettivamente Satoshi Nakamoto. Ma quali sono i motivi che lo spingono in questa direzione?

“Why I Believe Craig Wright is Satoshi”: il video di Healy sulla questione

Proprio sulla questione relative all’autoproclamazione di Craig Wright, Healy ha di recente postato un video dal titolo molto diretto: “Why I Believe Craig Wright is Satoshi”. In cui muove da un assunto ben preciso, quello relativo al fatto che con Bitcoin Satoshi Vision (BSV) il programmatore australiano sarebbe riuscito a dare vita ad un progetto effettivamente in linea con il white paper di BTC.
Inoltre, Wright ha iniziato ad accreditarsi come il vero Satoshi nel 2016, dopo un periodo in cui aveva tenuto un profilo basso. In queste interviste, secondo Healy ha dimostrato una notevole padronanza del funzionamento della icona crittografica, tale da far pensare che abbia effettivamente svolto un ruolo nella sua creazione. Proprio perché già all’epoca la sua competenza risultava nettamente superiore a quella di molti altri che pure si occupavano di BTC.

Molti indizi, ma nessuna prova

Healy nel corso del suo video ha poi ricordato che nel 2015 Craig Wright avversava Ethereum affermando che Bitcoin poteva già gestire i contratti intelligenti. Aggiungendo una serie di affermazioni tali da far risaltare un grado di competenza addirittura superiore rispetto agli standard evidenziati da personalità all’epoca indicate in qualità di esperti.
E, ancora, nell’anno successivo il sino ad allora riluttante Wright sarebbe stato costretto a farsi avanti per rivendicare l’identificazione con il creatore di Bitcoin a causa delle minacce arrivate a familiari e conoscenti. Aggiungendo che avrebbe senz’altro preferito mantenere il segreto. Senza contare quanto affermato nel corso dell’anno successivo, quando ha precisato che il suo intento non era quello di raggiungere la gloria derivante dal riconoscimento della comunità, quanto di impedire che venisse portato avanti un processo teso ad identificare un unico leader al suo interno. Un concetto del tutto estraneo agli scopi di democratizzazione da sempre associati alle criptovalute.
In definitiva, Healy porta molti indizi a sostegno della sua tesi, senza però riuscire a portare la prova definitiva. Che, probabilmente, non arriverà mai.

L’articolo Kevin Healy: Craig Wright potrebbe essere Satoshi Nakamoto è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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