Jörg Molt, autoproclamatosi Satoshi Nakamoto, arrestato per truffa in Germania

Se in tanti fuggono dalle voci che vorrebbero identificarli come l’autentico Satoshi Nakamoto, c’è anche chi, al contrario, si autoproclama in tale veste. Come è ormai noto Craig Wright è il più famoso in questo novero, tanto da essersi guadagnato l’appellativo di Faketoshi nell’ambito della comunità degli appassionati di asset digitali.
In questo contesto, ora rischia di farsi notare non poco la presenza di Jörg Molt. Si tratta di un noto DJ tedesco il quale ha iniziato la sua battaglia per essere riconosciuto come l’inventore di BTC nel 2019. All’epoca pochi, o nessuno, lo presero sul serio. Ora, però, il suo nome torna d’attualità, grazie al suo arresto da parte delle autorità del suo Paese. Le quali hanno deciso di procedere contro di lui per una truffa crittografica a seguito della quale potrebbe essere sottoposto ad un periodo più o meno lungo di carcerazione.

L’arresto di Jörg Molt: cosa è accaduto?

L’arresto di Jörg Molt è avvenuto all’aeroporto di Francoforte, ove l’uomo si accingeva a lasciare il Paese. A riportare la notizia è stata la Bild, la quale ha anche precisato come il fermo derivi dall’accusa di frode lanciata ai suoi danni dalla magistratura.
In particolare, le indagini portate avanti a suo carico dimostrerebbero che Molt sarebbe protagonista di una serie di truffe in cui sarebbe coinvolta anche la sua compagna, una donna di 54 anni. La polizia bavarese avrebbe inoltre provveduto a perquisire l’abitazione di Molt reperendo alcune preziose prove legate alle indagini.

Di cosa è accusato Molt?

L’accusa a carico di Molt sarebbe di aver frodato 50 persone per un totale di 2,14 milioni di dollari. Un raggiro portato avanti facendo leva su un vero e proprio schema denominato “Bitcoin Pension”.
Il progetto da lui sottoposto agli investitori assicurava il reinvestimento dei soldi in aziende dedite al mining di Bitcoin operanti all’interno del territorio svedese. Quasi la metà dei fondi, però, sarebbe in realtà stato stornato in un conto a parte, naturalmente detenuto da Molt, senza mai essere destinato al mining. Nel 2020, inoltre, Bitcoin Pension ha interrotto le operazioni, tanto da spingere gli investitori a definirlo alla stregua di una vera e propria truffa. Resta ora da capire se per loro sarà possibile rientrare dei soldi investiti nel progetto. Per Molt, invece, si apre un periodo presumibilmente abbastanza complicato sul piano legale. Nel corso del quale sarà chiamato a difendersi dall’accusa lanciata dalla magistratura, per evitare un periodo più o meno lungo di carcere.

La sua autoproclamazione del 2019

Jörg Molt aveva cercato di ritagliarsi il suo attimo di gloria già nel 2019. Lo aveva fatto autoproclamandosi il vero Satoshi Nakamoto nel corso della conferenza WCC Vegas Blockchain Week e affermando di possedere più di 250mila Bitcoin. Aveva poi rilanciato affermando di essere amico di Andreas Antonopoulos, il quale si era affrettato all’epoca a smarcarsi dalle sue parole. Il tweet di risposta alle parole di Molt, diventato necessario dopo che l’intervento del tedesco a Las Vegas era diventato virale, non era tale da lasciare dubbi.
A distruggere completamente la credibilità di Molt, inoltre, aveva largamente contribuito la sua ex moglie. La quale aveva postato un video su YouTube, in cui aveva affermato che l’uomo non possedeva neanche un computer nel 2008. Ovvero nell’anno in cui era stata lanciata l’icona crittografica cui è legata la straordinaria popolarità di Satoshi Nakamoto.

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