Harry e Meghan, non farti ingannare dai titoli sul ritorno in UK: ecco il vero costo, 5 milioni di sterline

La polemica sulla scorta da 5 milioni di sterline

Negli ultimi giorni hai probabilmente incrociato titoli che parlano di un ritorno di Harry e Meghan nel Regno Unito. Prima di farti un’idea, però, conviene guardare cosa c’è scritto nero su bianco. E il dato certo, quello confermato, non riguarda affatto un trasloco: riguarda i soldi.

Secondo quanto riportato da ANSA il 21 agosto 2026, la scorta di sicurezza necessaria a proteggere Harry e Meghan durante le loro presenze nel Regno Unito potrebbe arrivare a costare fino a 5 milioni di sterline. Una cifra che, come puoi immaginare, non è passata inosservata a Westminster: la stima ha già acceso polemiche politiche, perché quei fondi verrebbero prelevati dalle tasche dei contribuenti britannici per proteggere due persone che, dal 2020, non svolgono più doveri ufficiali per la Corona.

Il punto che sta facendo discutere non è tanto la sicurezza in sé, quanto chi debba pagarla. Harry e Meghan hanno rinunciato ai ruoli reali con il cosiddetto Megxit, trasferendosi in California per costruirsi un’indipendenza economica lontana dal protocollo di Buckingham Palace.

Da allora il loro status in fatto di scorta è diventato un terreno di scontro ricorrente tra il duca e le istituzioni britanniche, e questa nuova stima da 5 milioni di sterline riaccende esattamente quella frizione: quanto deve costare, e a chi, proteggere ex membri senior della famiglia reale quando mettono piede sul suolo britannico.

Attorno a questa cifra, però, si sono affastellati anche titoli molto più suggestivi, quelli che parlano di un presunto ritorno stabile della coppia in UK dopo un “sogno americano” che si sarebbe rivelato un flop. È qui che la matassa va sbrogliata con calma, perché tra il fatto verificato e l’ipotesi giornalistica c’è una bella differenza.

Il vero dato certo non è il “ritorno” ma la cifra che scatena la polemica: fino a 5 milioni di sterline.

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Cosa dicono le fonti sul “ritorno” nel Regno Unito

Qui sta il punto che vale la pena chiarire subito, perché è quello su cui i titoli giocano di più. Le ipotesi su un trasferimento stabile di Harry e Meghan nel Regno Unito arrivano da testate come bluewin.ch e Oggi, che leggono la vicenda della scorta da 5 milioni di sterline come il sintomo di un disegno più ampio: la fine di un “sogno americano” che non avrebbe mantenuto le promesse.

È una lettura, un’analisi giornalistica costruita mettendo insieme indizi, non una notizia con una fonte diretta che conferma un trasferimento. Nessuno di questi articoli riporta una dichiarazione di Harry, di Meghan o di un portavoce che parli di case comprate, scuole scelte per i figli o date di rientro. Se cerchi la frase “torniamo a vivere in UK” pronunciata da uno dei due, non la trovi, perché non esiste.

Buckingham Palace, dal canto suo, non ha diffuso comunicati sul tema: l’assenza di conferme ufficiali è essa stessa un’informazione, e dice che al momento si tratta di un’ipotesi mediatica costruita attorno a un fatto vero, la polemica sui costi della sicurezza, non di un annuncio.

Il contesto, dal Megxit alla causa sulla sicurezza

Per capire perché la storia della scorta scatena così tanto rumore bisogna tornare al 2020, quando Harry e Meghan hanno lasciato i doveri reali ufficiali con il cosiddetto Megxit, trasferendosi con i figli in California. Da quel momento il rapporto tra il duca e le istituzioni britanniche sulla questione sicurezza si è fatto teso, tanto che Harry ha avviato negli anni una battaglia legale contro il governo britannico proprio sulla riduzione della protezione riservatagli quando si trova nel Regno Unito.

Questa causa, aperta tra il 2021 e il 2023, ha reso pubblico un conflitto che covava da tempo: quanto deve essere garantita la scorta a chi non ricopre più un ruolo istituzionale, ma resta comunque un bersaglio sensibile per ragioni di sicurezza reale. La nuova stima da 5 milioni di sterline si inserisce esattamente in questo solco, riaccendendo una frizione mai sopita tra Harry, Buckingham Palace e i contribuenti britannici che, in ultima analisi, si troverebbero a coprire il conto.

Nessun comunicato ufficiale conferma un trasferimento: è la lite sui costi a tenere viva la storia.

Perché la sicurezza degli ex reali è un tema politico esplosivo

Per capire perché una cifra come 5 milioni di sterline riesca a scatenare tanto rumore, bisogna guardare a chi decide chi va protetto e con quali risorse. In Gran Bretagna questa decisione passa attraverso il RAVEC, il Royal and VIP Executive Committee, l’organismo che stabilisce i livelli di protezione per i membri della famiglia reale e per le altre personalità considerate a rischio.

È proprio una decisione di questo comitato, quella di ridurre la scorta automatica a Harry dopo il suo addio ai doveri ufficiali, ad aver innescato la causa legale del duca contro il governo britannico tra il 2021 e il 2023.

Harry sosteneva che la valutazione del rischio non avesse tenuto conto in modo adeguato della sua situazione specifica, mentre il governo replicava che la scorta di Stato spetta a chi svolge un ruolo attivo per la Corona, non a chi ne è uscito.

Il nodo, se ci pensi, è tutto qui: la sicurezza degli ex reali non è mai solo una questione tecnica di uomini e mezzi, è una questione di soldi pubblici e di equità percepita.

Quando si parla di scorta per Harry e Meghan si parla di fondi diversi da quelli del Sovereign Grant, cioè il finanziamento pubblico che sostiene le attività ufficiali della Corona: le spese di sicurezza per eventuali visite nel Regno Unito ricadono su un altro capitolo di bilancio, quello della polizia e dei contribuenti britannici, e questo è esattamente il motivo per cui la stima riportata da ANSA da fino a 5 milioni di sterline ha acceso un dibattito politico e non solo mediatico.

Il precedente della causa Ravec pesa parecchio su questa nuova ondata di polemiche, perché dimostra che il tema non è mai stato risolto una volta per tutte: ogni visita di Harry e Meghan nel Regno Unito riapre la stessa domanda, quanta protezione garantire e a spese di chi.

In questo senso la vicenda attuale non è una novità isolata, ma l’ennesimo capitolo di una disputa che si trascina da anni tra il duca, le istituzioni britanniche e l’opinione pubblica, divisa tra chi ritiene giusto tutelare comunque due persone esposte per la loro storia familiare e chi invece considera ingiusto che i contribuenti paghino la sicurezza di chi ha scelto di lasciare i doveri reali.

È un braccio di ferro destinato a riproporsi ogni volta che Harry e Meghan mettono piede in Gran Bretagna, ben oltre l’attuale cifra da 5 milioni di sterline.

  • Harry e Meghan tornano a vivere stabilmente nel Regno Unito? Non c’è nessuna conferma ufficiale: al momento sono solo ipotesi di alcuni media, non un annuncio della coppia o di Buckingham Palace.
  • Chi paga la scorta di Harry e Meghan quando sono in UK? Secondo ANSA il costo, stimato fino a 5 milioni di sterline, sarebbe a carico dei contribuenti britannici, da qui la polemica politica.
  • Perché Harry e Meghan hanno lasciato i doveri reali? Nel 2020, con il cosiddetto Megxit, hanno rinunciato ai ruoli ufficiali e si sono trasferiti in California in cerca di indipendenza economica e mediatica.

Fonti

Foto: Wikimedia Commons — CC / Wikipedia (fonte)

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