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Giostra Cavalleresca di Sulmona, come funziona: non è il Palio, e si vince in un altro modo

Chi arriva a Sulmona aspettandosi il Palio di Siena resta spiazzato nel primo minuto: qui i cavalli non partono insieme e non c’è nessuna volata. La Giostra Cavalleresca è un’altra cosa, ed è più simile a una gara di tiro che a una corsa.

Che cosa succede in pista

Ogni cavaliere entra da solo in piazza e percorre un tracciato a forma di otto, colpendo con la lancia i bersagli montati su sagome poste lungo il percorso. Conta la precisione — i bersagli hanno anelli di diametro decrescente, e più piccolo è quello centrato più punti valgono — e conta il tempo impiegato a chiudere il giro.

Non c’è contatto fra i concorrenti, non c’è la mossa, non c’è la partenza tutti insieme. Il duello, se c’è, è nei numeri: si somma il punteggio e si tiene conto del tempo, e alla fine vince chi ha fatto meglio il proprio giro.

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Chi corre: i sestieri e i borghi

Sulmona è divisa storicamente in sestieri e borghi, ognuno con i suoi colori, il suo stendardo e i suoi sostenitori. Sono loro a schierare i cavalieri, e la rivalità è la stessa che si vive in tutte le città divise per contrade: tutto l’anno di preparazione, una manciata di minuti per decidere.

Il cavaliere non è quasi mai del quartiere: come nelle altre giostre italiane, i sestieri ingaggiano professionisti dell’equitazione. Quello che resta locale è tutto il resto — la preparazione, i colori, la cena della vigilia, l’organizzazione.

Il corteo storico, che per molti è la parte migliore

Attorno alla gara c’è il corteo storico, con centinaia di figuranti in abiti quattrocenteschi che attraversano il centro: sbandieratori, dame, armigeri, musici. È la parte che spiega perché la manifestazione esiste. La Giostra riprende infatti i tornei cavallereschi che a Sulmona si tenevano nel Quattrocento, quando la città era uno dei centri più importanti del Regno.

Gli abiti sono realizzati su modelli d’epoca e appartengono ai sestieri: è un patrimonio che vale quanto la gara, e che in molte famiglie si tramanda insieme al ruolo nel corteo.

Piazza Garibaldi, il palcoscenico

La Giostra si corre in piazza Garibaldi, una delle piazze più grandi d’Abruzzo, con l’acquedotto medievale a fare da fondale: una serie di arcate del Duecento che corrono lungo un intero lato. Poche rievocazioni italiane hanno una scenografia naturale di questo tipo.

La stessa piazza, il resto dell’anno, ospita il mercato e la Giostra dei bambini, e a Pasqua è teatro della Madonna che scappa, la processione che è l’altro grande appuntamento sulmonese.

Perché in Abruzzo le giostre sono giostre e non palii

Nel Centro Italia convivono due famiglie di rievocazioni. I palii sono corse: cavalli e fantini che gareggiano insieme, e il primo che taglia il traguardo vince. Le giostre e quintane sono prove di destrezza: un cavaliere per volta, contro il cronometro e contro un bersaglio.

L’Abruzzo appartiene alla seconda famiglia. È il motivo per cui il paragone con Siena, che torna sempre nei titoli, aiuta poco: la tensione, qui, non è nella partenza ma nel silenzio prima di ogni singolo passaggio.

La Giostra europea

Accanto all’edizione cittadina, Sulmona ospita anche una Giostra europea che porta in piazza cavalieri in rappresentanza di altre città e paesi. Cambiano i colori e le divise, restano le regole: è l’occasione in cui la manifestazione esce dai confini locali.

Come si guarda, se ci vai la prima volta

  • Arriva presto. I posti buoni attorno al tracciato si prendono ore prima, e il corteo storico comincia molto prima della gara.
  • Guarda i bersagli, non solo il cavallo. Il punteggio si capisce solo se segui dove va la lancia: senza quello, sembra un giro di prova.
  • Ascolta l’araldo. Punteggi e penalità vengono annunciati: è lì che si capisce chi sta vincendo.
  • Il centro si chiude. Auto lontano e ultimo tratto a piedi; se arrivi in treno, partenze e ritardi in tempo reale sono qui.
  • Fermati a cena. Nei giorni della Giostra i sestieri aprono le taverne: si mangia nei cortili, ed è il momento in cui la città si racconta meglio.

Quando si tiene

La Giostra si svolge in estate, con date che cambiano di anno in anno e vengono annunciate dal Comitato e dal Comune. Gli appuntamenti confermati della settimana li trovi nel nostro calendario, insieme alle altre rievocazioni abruzzesi come il Mastrogiurato di Lanciano.

Come si prepara un sestiere

Dietro i pochi minuti di gara c’è un lavoro che dura tutto l’anno. Ogni sestiere e ogni borgo gestisce i rapporti con i cavalieri, la scelta e la preparazione dei cavalli, la manutenzione dei costumi, le prove del corteo e la raccolta dei fondi. Sono strutture associative con centinaia di persone coinvolte, spesso per intere famiglie e per generazioni.

Nei mesi precedenti la città cambia ritmo: si allestiscono le sedi, si provano i figuranti, si cuciono e si restaurano gli abiti. Chi arriva solo il giorno della manifestazione vede la punta di un lavoro molto più lungo.

I cavalli e le regole della gara

La prova è di abilità, non di velocità pura: il cavaliere deve infilare con la lancia gli anelli disposti lungo il percorso, e ogni errore o caduta si traduce in penalità. Questo cambia il tipo di cavallo richiesto rispetto a una corsa: servono animali maneggevoli, reattivi e abituati al rumore.

La cura degli animali è regolata e sottoposta a controlli veterinari, e il tracciato è preparato per limitare i rischi. È una differenza sostanziale rispetto alle corse su percorsi urbani, ed è anche il motivo per cui in Abruzzo le manifestazioni equestri storiche hanno una fisionomia propria.

Il costume storico, che non è un travestimento

Gli abiti del corteo sono ricostruzioni basate su fonti figurative e documentarie del periodo di riferimento, realizzate con tessuti e tecniche coerenti. Ci sono sarte e artigiani che lavorano solo su questo, e i pezzi migliori restano in uso per anni con manutenzioni continue.

È la parte che spesso convince di più chi assiste per la prima volta, perché il corteo attraversa la città e si vede da vicino: si distinguono i ricami, le armature, gli stendardi. Vale la stessa attenzione che si porta ad altre rievocazioni abruzzesi, come il Mastrogiurato di Lanciano.

Dove mangiare e dormire, senza sbagliare i tempi

  • Prenota con largo anticipo: nei giorni della manifestazione le strutture di Sulmona e dei paesi vicini si riempiono.
  • Mangia prima, non dopo: alla fine della gara i locali del centro sono presi d’assalto tutti insieme.
  • Considera i paesi della Valle Peligna per il pernottamento: sono a pochi chilometri e costano meno.
  • Metti in conto i tempi di uscita dal centro storico, che sono lunghi.

Sulmona, del resto, si visita bene anche fuori dai giorni della Giostra, con l’acquedotto medievale, la piazza e la tradizione dei confetti. Il calendario aggiornato delle date e degli altri eventi della regione è negli appuntamenti.

Domande frequenti

La Giostra di Sulmona è come il Palio di Siena?

No: a Siena i cavalli corrono insieme, a Sulmona ogni cavaliere affronta da solo un percorso a otto colpendo bersagli, con punteggio e tempo.

Chi partecipa alla Giostra?

I sestieri e i borghi storici di Sulmona, che ingaggiano cavalieri professionisti e schierano i propri colori.

Serve il biglietto?

Per le tribune sì, mentre in alcune zone della piazza l’accesso è libero fino a esaurimento. Le modalità cambiano di anno in anno.

Quando si svolge?

In estate, con date stabilite ogni anno dal Comitato. Accanto all’edizione cittadina si tiene la Giostra europea.

È adatta ai bambini?

Sì, e c’è anche una Giostra dedicata ai più piccoli. Il corteo storico è la parte che li coinvolge di più.

Dove si parcheggia?

Nelle aree esterne al centro storico, che nei giorni della manifestazione è chiuso al traffico. Conviene arrivare con largo anticipo.