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Borghi in Abruzzo, a Gioia dei Marsi puoi vedere il museo a cielo aperto dei murales contadini: ecco dove si trova

Il nuovo murales della mietitura a Gioia dei Marsi

Se passi in questi giorni per Gioia dei Marsi, in Marsica, troverai un muro in più che racconta una storia vecchia quanto la vita nei campi. È spuntato un nuovo murales dedicato alla mietitura, uno dei gesti più antichi e più duri della civiltà contadina, quello che chiudeva l’annata agricola e decideva se la famiglia avrebbe avuto pane per l’inverno.

L’opera entra a far parte del museo della civiltà contadina all’aperto del paese, il percorso di murales che negli anni ha trasformato le facciate di Gioia dei Marsi in un racconto per immagini della vita rurale marsicana. Non è un pezzo isolato: si aggiunge a quelli già esistenti, ampliando quello che ormai è a tutti gli effetti un museo diffuso, senza biglietto d’ingresso né orari, i muri del centro storico.

A firmare il nuovo dipinto è la maestra d’arte Graziella Gagliardi, la stessa che negli anni ha realizzato le altre opere del percorso. La scelta del soggetto non è casuale: la mietitura è uno dei momenti più identitari del calendario agricolo, quello in cui si vedeva il risultato di mesi di lavoro nei campi del Fucino e delle campagne circostanti.

A dare notizia dell’inaugurazione è stato il sindaco Gianluca Alfonsi, che ha voluto sottolineare il peso simbolico dell’opera. “Questa volta abbiamo voluto immortalare un momento fondamentale e pieno di valori della nostra vita rurale: la mietitura”, ha spiegato il primo cittadino, ringraziando l’artista per il dono fatto alla comunità. Un gesto che, muro dopo muro, sta costruendo qualcosa di più di una semplice decorazione urbana: una memoria collettiva che si può camminare, guardare, fotografare.

E se ti stai chiedendo dove si trovano gli altri murales di questo museo a cielo aperto e cosa raccontano, la passeggiata tra le vie di Gioia dei Marsi riserva più di una sorpresa.

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Il museo diffuso della civiltà contadina, un percorso a cielo aperto

Quello che rende speciale il progetto di Gioia dei Marsi non è il singolo dipinto, ma l’idea che lo tiene insieme: raccontare la vita nei campi senza chiuderla in una teca, lasciandola invece esposta sui muri di casa, dove chiunque passi di lì la può incontrare per caso. Il museo della civiltà contadina all’aperto nasce così, come una collezione senza biglietto né orari, affidata alle facciate del centro storico e alla mano della stessa artista che firma anche l’ultimo arrivo, la mietitura.

Graziella Gagliardi lavora da tempo su questo filone, e il fatto che sia sempre lei a mettere pennello sui muri di Gioia dei Marsi dà al percorso una coerenza che di solito i murales sparsi in giro per i paesi non hanno: stesso segno, stessa sensibilità, stesso sguardo sulla fatica e la dignità di chi lavorava la terra del Fucino. È un progetto che si costruisce un’opera alla volta, senza fretta, e che ogni volta aggiunge un tassello a una memoria condivisa: quella di famiglie che vivevano di raccolti, di stagioni, di un lavoro duro che oggi in pochi conoscono per esperienza diretta.

Il senso, se ci pensi, è proprio questo: non lasciare che la vita contadina marsicana diventi solo un capitolo di libro di storia, ma tenerla visibile, all’aperto, dove passa la gente del paese e chi arriva da fuori per una gita in Marsica.

Un’estate di eventi a Gioia dei Marsi

Il murales della mietitura arriva alla fine di un’estate che a Gioia dei Marsi non è stata affatto tranquilla, nel senso buono del termine. Il 21 agosto 2026 il paese ha ospitato un concerto gratuito in piazza della Repubblica firmato da Enrico Nigiotti, tappa del suo “Maledetti Innamorati Summer Tour 2026”: il cantautore livornese ha portato sul palco i brani più conosciuti del suo repertorio insieme a quelli del nuovo progetto, richiamando pubblico anche da fuori dal Comune, come del resto era nelle intenzioni dell’amministrazione.

Il sindaco Gianluca Alfonsi lo aveva detto chiaramente presentando il cartellone estivo: la scommessa era puntare sulla cultura come elemento centrale della programmazione, costruendo un calendario capace di parlare anche oltre i confini del paese. Tra gli appuntamenti della stagione è rientrato pure il Premio Gioia, il riconoscimento con cui il paese ha assegnato la cittadinanza onoraria a Gianluca Ginoble. Il nuovo murales si inserisce esattamente in questa logica: non un episodio isolato, ma un altro modo con cui Gioia dei Marsi prova a farsi conoscere e raccontare la propria identità, che sia attraverso un concerto in piazza o attraverso un muro dipinto.

Ed è proprio in questo intreccio tra arte pubblica e identità del paese che si capisce perché conviene organizzare una passeggiata tra i murales di Gioia dei Marsi, non solo guardarli in fotografia.

Perché vale una gita a Gioia dei Marsi

è proprio qui che la storia di Gioia dei Marsi prende forma per chi arriva da fuori: un paese che nell’arco di poche settimane ha messo in fila un concerto gratuito, un premio con cittadinanza onoraria e ora un murales che si aggiunge a un percorso già consolidato. Se stai organizzando una gita in Marsica, questo è il momento giusto per infilare Gioia dei Marsi nell’itinerario, perché il paese in questo periodo si presenta con tutte le sue carte scoperte.

La passeggiata tra i murales si fa a piedi, senza fretta, seguendo le vie del centro storico dove i dipinti di Graziella Gagliardi si sono accumulati negli anni: bastano un paio d’ore per vederli tutti, con soste per fotografare e leggere, muro dopo muro, un pezzo di vita contadina che altrove sopravvive solo nei racconti dei nonni. Non serve prenotare niente, non c’è un orario di apertura da rispettare: il museo diffuso si visita quando vuoi, di mattina con la luce che batte meglio sulle facciate o nel tardo pomeriggio quando il paese si anima.

Settembre è probabilmente il periodo più comodo per venire: le temperature si sono ammorbidite rispetto al pieno agosto, il paese ha smaltito il grosso dei flussi turistici legati agli eventi estivi ma resta comunque vivo, e la luce autunnale sulla pietra dei muri restituisce bene i colori dei dipinti. Puoi abbinare la visita ai murales a una tappa più ampia in Marsica, magari spingendoti verso il Fucino, la piana che ha dato da vivere per generazioni proprio a quelle famiglie di contadini che il museo diffuso racconta sui muri.

Chi conosce già la zona per la Riserva Naturale Regionale Monte Salviano o per i borghi limitrofi troverà in Gioia dei Marsi un tassello in più da aggiungere alla mappa: un paese piccolo che ha scelto l’arte pubblica come modo per non perdere la propria memoria, invece di lasciarla chiusa in un archivio. E ogni volta che un nuovo murales si aggiunge, come è successo con la mietitura, quella mappa si arricchisce di un motivo in più per tornare.

Fonti

Foto: L1Ucgen — CC BY 4.0 (fonte)