Gabriel Makhlouf, una voce (quasi) fuori dal coro, sulle criptovalute

Nel corso degli ultimi mesi sono state molte le voci provenienti dal mondo politico e istituzionale che si sono levate contro le criptovalute. Con toni i quali hanno rasentato la vera e propria caccia alle streghe, provocando notevole preoccupazione nell’universo crittografico.
Ora arriva finalmente una voce parzialmente dissonante, quella di Gabriel Makhlouf, il governatore della Central Bank of Ireland (CBI). Il quale ha provveduto a pubblicare un post sul blog in cui è solito condividere le sue opinioni sulla digitalizzazione della finanza.
Un intervento abbastanza articolato, in cui, pur facendo eco ad alcune preoccupazioni espresse dai suoi interlocutori nei confronti del denaro digitale, ha però voluto mettere l’accento su alcuni dei loro ormai riconosciuti lati positivi.

Cosa ha detto Gabriel Makhlouf sulle criptovalute?

L’articolo redatto da Gabriel Makhlouf si intitola “Digital Money” ed è stato reso pubblico nella giornata di giovedì sul sito web della Central Bank of Ireland. Lo scritto è partito dal progetto relativo all’emissione di una versione digitale dell’Euro. Per la quale la Banca Centrale Europea (BCE) ha proprio di recente avviato una istruttoria tesa a capirne fattibilità ed eventuali vantaggi. Se al momento non si hanno notizie relative a decisioni, il governatore della CBI ritiene che non si tratti di decidere se farlo o meno, ritenendolo ineluttabile, bensì quando.
Dall’Euro digitale, Makhlouf si è quindi spostato alla questione relativa alle criptovalute. Affermando che se al momento i loro difetti superano i pregi, occorre evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca. Ovvero sfruttare i vantaggi della DLT (Distributed Ledger Technology), che possono essere realmente notevoli.

I vantaggi assicurati dalla blockchain

Quali sono i vantaggi della tecnologia blockchain, secondo Makhlouf? In particolare, essa può contribuire ad una notevole riduzione dei costi delle transazioni finanziarie o addirittura condurre, in alcuni casi, all’eliminazione degli intermediari. Cui occorre aggiungere la potenzialità degli smart contracts. Permettendo in definitiva di poter contare su dati immodificabili, tali da conferire sicurezza all’intero sistema finanziario.
Vantaggi che dovrebbero senz’altro essere presi in considerazione quando si discute di asset digitali, ma che sono invece messi in sottofondo da una discussione in cui si tende a mettere in evidenza solo i difetti di un sistema che è comunque perfettibile.

L’offensiva contro le criptovalute

Lo scritto del governatore della Banca Centrale d’Irlanda rappresenta una novità nel dibattito sulle criptovalute all’interno della politica e delle istituzioni. In cui nel corso degli ultimi tempi hanno prevalso i contrari, i quali non hanno esitato ad assumere toni molto pesanti nella polemica. Come ha fatto ad esempio Sherrod Brown, senatore democratico secondo il quale il denaro digitale potrebbe mettere a rischio il risparmio dei suoi connazionali. Aggiungendo che la finanza decentralizzata non sarebbe altro che una sorta di bisca.
Un parere durissimo che non rappresenta del resto una novità, se si pensa a quanto affermato all’inizio dell’anno da Janet Yellen. Quando il nuovo Segretario al Tesoro ha in pratica additato il Bitcoin come uno strumento perfetto per l’economia criminale.
Toni estremamente violenti i quali sono del resto ormai una consuetudine nella politica a stelle e strisce. Tanto da spingere qualcuno a chiedersi come mai tanta contrarietà non venga mai, o quasi, espressa contro il mondo bancario e finanziario tradizionale. Ovvero quello che ha praticamente impoverito il mondo, una bolla dopo l’altra.

L’articolo Gabriel Makhlouf, una voce (quasi) fuori dal coro, sulle criptovalute è apparso per la prima volta su Criptovalute News


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